26 maggio 2021

LASCIA ANDARE - Claudia Ferrer Lillo



"Ciò che non si può trasformare in qualcosa di meraviglioso, bisogna lasciarlo andare."

(Anaïs Nin)


LASCIA ANDARE


 “Se non porta anche allegria nella tua vita, lascia andare.

Se non illumina il tuo mondo o ti sostiene nel ricostruirlo, lascia andare.

Se rimane ma non cresce, lascia andare.

Se ti dona sicurezza ma ti evita lo sforzo di guardarti, lascia andare.

Se non riconosce i tuoi talenti, lascia andare.

Se parla ma non fa, lascia andare.

Se impone il suo IO, lascia andare.

Se sono più le cose che vi separano che quelle che vi uniscono, lascia andare.

Se semplicemente non aggiunge niente alla tua vita, lascia andare.

Lascia andare.

Il rilascio sarà meno doloroso di rimanere aggrappati a ciò che non è.


Claudia Ferrer Lillo

25 maggio 2021

RIPARTO DA ME STESSO - Andrea Di Salvatore



"Noi siamo dei pellegrini, la nostra vita è un lungo cammino, un viaggio dalla terra al cielo"

Vincent Van Gogh


RIPARTO DA ME STESSO


“Ora riparto da me stesso

cammino piano e guardo tutto

lascio indietro qualche sasso

e mi diverto innanzitutto.

Tanto tutti alla fin fine

son d'accordo su una cosa:

questo mondo ti deprime

ma la vita è strepitosa!”


Andrea Di Salvatore

COME UN GIRASOLE - Francesca Biavardi



"Come ogni fiore, ha una sua piccola
teoria, e ciò che pensa
è in alto. Immagino la lunga
salita fuori dall'oscurità
oltre le ipomee, le emerocallidi, le belle di notte
là in alto verso il sogno continua
a sollevarsi, dove è mezzodì tutto il giorno."

(Frank Steele)


COME UN GIRASOLE

“Io ho una teoria. La mia teoria riguarda i girasoli.
Seguitemi bene perché è una teoria tutta mia.
I girasoli sono dei fiori particolari: nascono, vivono e muoiono per il sole.
Così come alcune persone che io chiamo girasoli: loro vivono per l’amore, amano la vita, amano l’amore in tutte le sue forme, sono persino un po’ attratte dalla sofferenza, come il fiore che vive di tristezza quando il sole va via.
Le persone girasole sono persone particolari, le noti subito perché hanno una strana luce dentro gli occhi e sono belle, belle da morire e lucenti, come un fuoco che arde.
È difficile spegnere certe persone, a volte si spengono da sole, mai per gli altri e hanno questa capacità di illuminare ogni cosa che hanno intorno.
Fateci caso, a volte ci sono delle persone che incontrate e vi sentite migliori, perché loro questo fanno, vi fanno sentire qualcos'altro, qualcosa di buono, qualcosa che brilla.
I girasoli illuminano ogni posto in cui mettono piede. Sono fatte così loro. Non puoi non amarle, non puoi spegnerle, non puoi non brillare accanto a loro. Sono dei fiori, ma profumano di cielo”

(Francesca Biavardi)



TOM IL MATTO TRA I GIRASOLI - Thomas James

 



"I migliori filosofi sono i girasoli; sanno che il solo modo per splendere è volgersi sempre verso la luce e, senza manuali, cattedre e paroloni.... istruiscono con l’esempio."

 Gabriela Pannia


TOM  IL MATTO TRA I GIRASOLI


Avere oro in giardino e non saperlo…

Mi sono svegliato stamattina prima che il tuo sogno si lacerasse

e ho trovato qualcosa d’insolito. Fiori fatti d’oro,


a sei facce – e più ancora – spezzati sul lastricato,

petali del colore di una fede nuziale.

Tu dormi. Il mattino sorge d’oro.


Forse quei fiori me li sono creati io, nella mia testa,

perché ho contato i fiocchi di neve a luglio

che mi volavano negli occhi come scaglie di calcio,


e sono entrato nel tuo sogno di notte,

estraneo, il mio corpo immerso nella luna.

Ti ho visto tremare, dilavato da tutto quell’argento.


Amore, le stelle sono cadute in giardino.

Si sono fatte brina. Si sono schiuse come una mano.

È il colore che si sprigiona dalle lenzuola.


Stamattina il giardino è cosparso di petali secchi,

gialli come le pagine di un vecchio libro.

Ci cammino. Sono fragili come la porcellana più fine.


Thomas James - (da " Letters to a Stranger")

24 maggio 2021

NOSTALGIA D'AMORE - Filippo S.Ganci






"La notte arriva puntuale con le stelle che brillano intorno alla luna e la luna che a sua volta veglia i nostri sogni. Spero siano sogni belli per tutti..."
(Sara Tassone)


NOSTALGIA D' AMORE

Colgo
le stelle dal cielo
legandole al cuore

Lasciar devo
la luna piena
per rischiarare
l'amor di una notte.

Annuso
una rosa
in ricordo
di te



Filippo S. Ganci



IL SEGRETO PER UN MATRIMONIO FELICE E DURATURO - Bruno Ferrero



E' cosa difficile e complicata, una sorta di missione impossibile, avere un matrimonio lungo e felice? 
Magari basta veramente poco...

IL SEGRETO PER UN MATRIMONIO FELICE E DURATURO

Celebravano i 50 anni di matrimonio. Erano felici, circondati da figli e nipoti.
Al marito fu chiesto quale fosse il segreto di un matrimonio così duraturo. Il vecchio signore chiuse un attimo gli occhi e poi, come ripescando nella memoria un ricordo lontano, raccontò.
"Lucia, mia moglie, era l'unica ragazza con cui fossi mai uscito. Ero cresciuto in un orfanotrofio e avevo sempre lavorato duro per ottenere quel poco che avevo. Non avevo mai avuto tempo di uscire con le ragazze, finché Lucia non mi conquistò. Prima ancora di rendermi conto di quello che stava accadendo, l'avevo chiesta in moglie.
Eravamo così giovani, tutti e due. Il giorno delle nozze, dopo la cerimonia in chiesa, il padre di Lucia mi prese in disparte e mi diede in mano un pacchettino. Disse: Con questo regalo, non ti servirà altro per un matrimonio felice.
Ero agitato e litigai un po' con la carta e con il nastro prima di riuscire a scartare il pacchetto.
Nella scatola c'era un grosso orologio d'oro. Lo sollevai con cautela. Mentre lo osservavo da vicino, notai un'incisione sul quadrante: era un'esortazione molto saggia e l'avrei vista tutte le volte che avessi controllato l'ora".
L'anziano signore sorrise e mostrò il suo vecchio orologio. C'erano delle parole un po' svanite, ma ancora leggibili incise sul quadrante. Quelle parole recavano in sé il segreto di un matrimonio felice.
Erano le seguenti: "Di' qualcosa di carino a Lucia".


Bruno Ferrero



IL MATRIMONIO - Kahlil Gibran


IL MATRIMONIO


Allora nuovamente parlò Almitra, e domandò:

Che cos'è il Matrimonio, o Maestro?

Ed egli rispose dicendo:

Voi siete nati insieme

e insieme starete per sempre.

Insieme, quando le bianche ali della morte

disperderanno i vostri giorni.

Insieme nella silenziosa memoria di Dio.

Vi sia spazio nella vostra unità,

e tra voi danzino i venti dei cieli.

Amatevi l'un con l'altra,

ma non fatene una prigione d'amore:

Piuttosto vi sia tra le rive delle vostre anime

un moto di mare.

Riempitevi a vicenda le coppe,

ma non bevete da una coppa sola.

Datevi cibo a vicenda,

ma non mangiate dello stesso pane.

Cantate e danzate insieme e siate giocondi,

ma ognuno di voi sia solo,

come sole sono le corde del liuto,

sebbene vibrino di una musica uguale.

Datevi il cuore,

ma l'uno non sia rifugio all'altro.

Poiché soltanto la mano della Vita

può contenere i vostri cuori.

Ergetevi insieme, ma non troppo vicini:

poiché il tempio ha colonne distanti,

e la quercia e il cipresso

non crescono l'una all'ombra dell'altro.


Kahlil Gibran 

(da  "Il Profeta" )



LO SPAZIO GIUSTO - Omraam Mikhaël Aïvanhov


"Noi ci tocchiamo.
Con che cosa?
Con dei battiti d’ali.
Con le stesse lontananze
ci tocchiamo.!
(Rainer Maria Rilke)


LO SPAZIO GIUSTO

Un uomo e una donna s'incontrano: per qualche tempo ognuno dei due presta attenzione affinché possa piacere all'altro; ma dal giorno in cui vivono insieme, non si credono più tanto obbligati a fare degli sforzi.
Direte che la vita quotidiana è talmente impegnativa, che si hanno talmente tante preoccupazioni, tanti doveri, cose a cui pensare!
D'accordo, però c'è almeno una soluzione: un po' più di distanza. Sì, anche quando vivono insieme, uomini e donne trarrebbero grande vantaggio nell'osservare una certa distanza, per evitare di cadere in quella familiarità prosaica che caratterizza la vita quotidiana quando non si è vigili.
È spesso per mancanza di vigilanza che si perde l'amore. È bene che in una coppia ciascuno mantenga per l'altro qualcosa di segreto, di misterioso, al fine di conservare l'interesse, la curiosità per qualcosa di nuovo, di sconosciuto. È questo qualcosa di sconosciuto che protegge e nutre l'attrazione che ciascuno sente per l'altro.
Uno spazio “riservato personale” per il singolo apporta solo beneficio alla coppia stessa.


Omraam Mikhaël Aïvanhov

LA VITA IN DUE - San Giovanni Crisostomo



LA VITA IN DUE


Grazie, Signore,

perché ci hai dato l'amore

capace di cambiare

la sostanza delle cose.


Quando un uomo e una donna

diventano uno nel matrimonio

non appaiono più come creature terrestri

ma sono l'immagine stessa di Dio.

Così uniti non hanno paura di niente.

Con la concordia, l'amore e la pace

l'uomo e la donna sono padroni

di tutte le bellezze del mondo.

Possono vivere tranquilli,

protetti dal bene che si vogliono

secondo quanto Dio ha stabilito.


Grazie, Signore,

per l'amore che ci hai regalato.


 (S. Giovanni Crisostomo) 


PREGHIERA DEGLI SPOSI - dal web



PREGHIERA DEGLI SPOSI


Ci hai chiamati, Signore, 

a fondare insieme questa famiglia; 

dacci la forza d'animarla del tuo amore 

il quale possa sostenere 

tutti quanti vivranno in essa. 

Che la nostra casa sia accogliente 

a quanti vorranno riscaldarsi. 

Insegnaci a progredire nell'aiuto reciproco 

sotto il tuo sguardo, 

a fare la tua volontà 

tutti i giorni della nostra vita, 

a manifestarti i nostri progetti, 

a offrirti le nostre gioie e le nostre sofferenze, 

a portare a te i figli che ci vorrai dare. 

Ti ringraziamo del nostro amore, 

tu che sei l'amore, 

Signore. 


(dal web)



L'ALBERO LUMINOSO - Gino Gori

 


Un luminosissimo e benedetto buongiorno!

L'ALBERO LUMINOSO


Cresce come l'alba

quest'albero di madreperla,

e porta impigliati fra i rami

figure d'uomini e colori.

Stormisce che non si sente

coi nostri orecchi mortali,

ma già nell'anima passa

una musica che pare

come un silenzio di amore.

Cresce la pianta mattutina

con una fretta dorata,

empie gli spazi della terra

e l'infinito del cielo.

Tutti la chiamano luce,

ch'è il vero nome di Dio,

ma ella non è che la favola della luce,

e dura un giorno soltanto,

come la fanciullezza,

come l'amore,

come la vita dell'uomo,

ch'è una piccola lacrima

caduta

dagli occhi invisibili dell'eternità.


Gino Gori (da "Il mulino della Luna")



23 maggio 2021

CREDO - Luigi Pirandello


"Caro Gesù a volte la preghiera è il silenzio. E' una lacrima.E' qualcuno che ti abbraccia da lontano." 

( Don Dino Pirri)


CREDO

Tengo a vantarmi solo d’una cosa,

cioè:

d’aver per tempo appreso che si sente

pure una gioja, ancora a molti ascosa,

nel non chieder perché

di niente

né a Dio nostro signore, né alla sposa

di Dio, madre Natura, né alla gente;

e nel lasciar che i cosí detti scaltri

non prestin essi fede alla bugia

che altri

dal nostro stesso dimandar sovente

a dir costretto sia….


Se Dio mi vuol far credere ch’Egli è

dovunque

e che

veglia su tutti, e dunque

pure su me;

ch’Egli d’una giustizia è dispensiere

la qual col nostro metro

non si misura né intender ci è dato,

dovrò dargli per questo dispiacere?

gli crederò:

il mondo, bene o male, ha camminato,

almeno un po’;

Egli non sa mutar l’antico andare,

povero Vecchio, ed è rimasto indietro.

 Ma il mal non lo so fare,

e alle labbra, che chiacchieran da mane

a sera,

che costa, alla fin fine, una preghiera?

Io rimango credente, ei Dio rimane.



Chi d’inventar si piaccia

stranissime avventure

e trovar brami chi fede gli presti,

venga da me, venga e le narri pure:

di stupor, d’ira o di duol, com’ei vuole,

vedrà tosto atteggiarsi la mia faccia,

seguendo le parole

e i gesti.

Poco mi costerà farlo felice.

E non m’importa s’egli poi balordo

mi dice:

so d’essere la rete ed egli il tordo.


Luigi Pirandello

LA PENTECOSTE - Alessandro Manzoni


La "Pentecoste", incentrato sulla discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli a Gerusalemme, cinquanta giorni dopo la Pasqua, è considerato il più bello degli "Inni Sacri" di  Alessandro Manzoni. Il componimento ha un testo piuttosto lungo e il poeta, infatti, impiegò molto anche a comporlo: iniziato nel 1817, lo completò solo nel 1822...


 LA PENTECOSTE

 

Madre de’ Santi, immagine

Della città superna,

Del sangue incorruttibile

Conservatrice eterna;

Tu che, da tanti secoli,

Soffri, combatti e preghi,

Che le tue tende spieghi

Dall’uno all’altro mar;


Campo di quei che sperano;

Chiesa del Dio vivente,

Dov’eri mai? qual angolo

Ti raccogliea nascente,

Quando il tuo Re, dai perfidi

Tratto a morir sul colle,

Imporporò le zolle

Del suo sublime altar?


E allor che dalle tenebre

La diva spoglia uscita,

Mise il potente anelito

Della seconda vita;

E quando, in man recandosi

Il prezzo del perdono,

Da questa polve al trono

Del Genitor salì;


Compagna del suo gemito,

Conscia de’ suoi misteri,

Tu, della sua vittoria

Figlia immortal, dov’eri?

In tuo terror sol vigile,

Sol nell’obblio secura,

Stavi in riposte mura,

Fino a quel sacro dì,


Quando su te lo Spirito

Rinnovator discese,

E l’inconsunta fiaccola

Nella tua destra accese;

Quando, segnal de’ popoli,

Ti collocò sul monte,

E ne’ tuoi labbri il fonte

Della parola aprì.


Come la luce rapida

Piove di cosa in cosa,

E i color vari suscita

Dovunque si riposa;

Tal risonò moltiplice

La voce dello Spiro:

L’Arabo, il Parto, il Siro

In suo sermon l’udì.


Adorator degl’idoli,

Sparso per ogni lido,

Volgi lo sguardo a Solima,

Odi quel santo grido:

Stanca del vile ossequio,

La terra a LUI ritorni:

E voi che aprite i giorni

Di più felice età,


Spose, che desta il subito

Balzar del pondo ascoso;

Voi già vicine a sciogliere

Il grembo doloroso;

Alla bugiarda pronuba

Non sollevate il canto:

Cresce serbato al Santo

Quel che nel sen vi sta.


Perché, baciando i pargoli,

La schiava ancor sospira?

E il sen che nutre i liberi

Invidïando mira?

Non sa che al regno i miseri

Seco il Signor solleva?

Che a tutti i figli d’Eva

Nel suo dolor pensò?


Nova franchigia annunziano

I cieli, e genti nove;

Nove conquiste, e gloria

Vinta in più belle prove;

Nova, ai terrori immobile

E alle lusinghe infide,

Pace, che il mondo irride,

Ma che rapir non può.


O Spirto! supplichevoli

A’ tuoi solenni altari;

Soli per selve inospite;

Vaghi in deserti mari;

Dall’Ande algenti al Libano,

D’Erina all’irta Haiti,

Sparsi per tutti i liti,

Uni per Te di cor,


Noi T’imploriam! Placabile

Spirto, discendi ancora,

A’ tuoi cultor propizio,

Propizio a chi T’ignora;

Scendi e ricrea; rianima

I cor nel dubbio estinti;

E sia divina ai vinti

Mercede il vincitor.


Discendi Amor; negli animi

L’ire superbe attuta:

Dona i pensier che il memore

Ultimo dì non muta;

I doni tuoi benefica

Nutra la tua virtude;

Siccome il sol che schiude

Dal pigro germe il fior;


Che lento poi sull’umili

Erbe morrà non colto,

Né sorgerà coi fulgidi

Color del lembo sciolto,

Se fuso a lui nell’etere

Non tornerà quel mite

Lume, dator di vite,

E infaticato altor.


Noi T’imploriam! Ne’ languidi

Pensier dell’infelice

Scendi piacevol alito,

Aura consolatrice:

Scendi bufera ai tumidi

Pensier del violento:

Vi spira uno sgomento

Che insegni la pietà.


Per Te sollevi il povero

Al ciel, ch’è suo, le ciglia,

Volga i lamenti in giubilo,

Pensando a Cui somiglia:

Cui fu donato in copia,

Doni con volto amico,

Con quel tacer pudico,

Che accetto il don ti fa.


Spira de’ nostri bamboli

Nell’ineffabil riso;

Spargi la casta porpora

Alle donzelle in viso;

Manda alle ascose vergini

Le pure gioie ascose;

Consacra delle spose

Il verecondo amor.


Tempra de’ baldi giovani

Il confidente ingegno;

Reggi il viril proposito

Ad infallibil segno;

Adorna le canizie

Di liete voglie sante;

Brilla nel guardo errante

Di chi sperando muor.


Alessandro Manzoni



COLOMBA VELOCE



Per commemorare la Pentecoste ho preparato una colomba  veloce, senza lunghe lievitazioni, ma comunque buona!

COLOMBA VELOCE

Ingredienti per uno stampo classico da colomba

150 g zucchero 
50 g di farina  di mandorle 
300 g di farina tipo 00
100 g di burro ammorbidito
la buccia di 1 arancia
la buccia di 1 limone
3 uova grandi
1 bicchiere di latte intero
1 bustina di lievito
1 bicchierino di rhum bianco

Facoltativo
Uvetta sultanina ammorbidita nel rum
Gocciole di cioccolata del gusto preferito
Canditi

Per la glassa
2 albumi
100 g di farina di mandorle 
granella di zucchero q.b.
80 gr di zucchero a velo vanigliato



Sbattere con una frusta burro e zucchero in modo da creare un composto cremoso quindi aggiungere le uova, la scorza del limone e quella dell’arancia e mezzo bicchiere di latte. Continuare a sbattere con il frullatore fino a quando non si sono amalgamati per bene e alla fine aggiungere il liquore, la farina, mezzo bicchiere di latte restante, un pizzico di sale e la bustina di lievito. Continuare a sbattere fin quando tutti gli ingredienti non sono ben amalgamati quindi aggiungere le mandorle tritate. Versare l’impasto nello stampo di carta a forma di colomba e infornare per 40 minuti a 180°, forno statico preriscaldato, sulla prima guida. Se preferite nell’impasto è possibile mettere uvetta sultanina, gocciole di cioccolata e canditi, io ho optato per l’uvetta che ho fatto rinvenire una decina di minuti in un po’ di rum.
per la glassa
Montate gli albumi a neve ben ferma insieme allo zucchero a velo e amalgamarli con la farina di mandorle. Togliere dal forno la colomba e spalmare sulla superficie la glassa decorando con le mandorle a lamelle e la granella di zucchero, quindi infornare per altri 15 minuti circa.



UNA RIFLESSIONE SULLA PENTECOSTE - Pino Vangone

Pentecoste- Juan Bautista Maino


Buona domenica della Pentecoste, termine greco che tradotto significa: cinquantesimo giorno, perché si celebra, appunto, 50 giorni dopo la Pasqua, festività che gli ebrei celebravano per ricordare la liberazione dalla schiavitù egiziana, avvenuta  per opera di Dio che permise l’apertura delle acque del Mar Rosso, permettendo così al popolo ebreo di attraversarlo e raggiungere la salvezza.
Anche la Pentecoste veniva festeggiata dagli ebrei già al tempo di Gesù , ed era una festa agricola che coincideva con l’inizio della mietitura del grano e si celebrava per ringraziare Dio per i doni della terra.
Già dal IV secolo, da festa agricola, la Pentecoste è diventata per il Cristianesimo una delle solennità più importanti, in cui si ricorda il momento in cui lo Spirito Santo discese su Maria e sugli apostoli riuniti nel Cenacolo. Questo evento segna per la Chiesa il vero atto di nascita d’inizio missionario.

 "Mentre stava per compiersi il giorno di Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue di fuoco, che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme giudei osservanti, di ogni Nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita, perché ciascuno li sentiva parlare nella propria lingua. Erano stupefatti e, fuori di sé per lo stupore, dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?"

(Atti degli Apostoli, capitolo 2)

UNA RIFLESSIONE SULLA PENTECOSTE


La Pentecoste è una solennità religiosa che ricorda il dono dello Spirito Santo fatto da Dio agli uomini e la nascita della Chiesa. 
 Già Giovanni il battista, che aveva il compito di indicare agli Ebrei chi fosse il Messia, ebbe a preannunciare un battesimo di fuoco agli uomini, ad opera di Gesù, con queste parole: “… Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale io non sono neppure degno di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco.” (Luca 3:16).
Negli Atti degli Apostoli al capitolo 2, versetti 1-4, è riportata la cronaca del fatto prodigioso avvenuto agli apostoli e gli altri seguaci di Gesù: “Come giunse il giorno della Pentecoste, essi erano tutti riuniti con una sola mente nello stesso luogo. E all’improvviso venne dal cielo un suono come di vento impetuoso che soffia, e riempì tutta la casa dove essi sedevano. E apparvero loro delle lingue come di fuoco che si dividevano, e andarono a posarsi su ciascuno di loro. Così furono tutti ripieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, secondo che lo Spirito dava loro di esprimersi.” Gesù ha voluto mutare il significato di entrambe le feste e con la sua offerta al Padre in un unico sacrificio di ringraziamento ha voluto che la Pasqua, più che ricordare la liberazione degli ebrei dalla loro schiavitù in Egitto, ricordasse la liberazione dell’uomo dalla schiavitù del peccato scaturita, nel tempo, da un cattivo rapporto dell’uomo col suo Dio. Gesù con la sua risurrezione, promessa anche a tutti quelli che credono in Lui, ha di fatto liberato l’uomo da paure, gravami e torpori ancestrali, che lo limitavano nel primario rapporto di Amore voluto da Dio con la sua creatura.

(Pino Vangone)



“Il frutto dello Spirito  è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza,bontà,fedeltà, mitezza, dominio di sé” 

(Gal 5, 22)


El Greco, Pentecoste (1600 ca.) - Madrid, Museo del Prado


22 maggio 2021

IL TEMPO - Daniela Cesta


"Ci sarà chiesto conto di tutto il tempo perduto, delle chiacchiere a vuoto. Del nostro crederci dio."

(Luisella Saro)


IL TEMPO


Il tempo è un dono di Dio!

e un giorno chiederà a noi

l'uso che ne abbiamo fatto...

la nostra porzione temporale

chiusa entro limiti, assegnati dall'eterno,

baloccarsi, gingillarsi, oziare, trastullarsi

questo è sprecare, la nostra epoca,

osserviamo intorno a noi, sorridiamo

a chi ha bisogno di un poco di grazia, bellezza, luce, luminosità,

dare qualcosa al povero, consolare chi ha bisogno

godere della natura e proteggerla,

amare gli animali e le persone, Dio aspetta il nostro cambiamento

da tempo al tempo, con infinita pazienza,

aspetta il momento opportuno, in cui torniamo a lui,

amiamo il nostro tempo e l'umiltà sia la nostra virtù,

adoperiamo, la nostra era, con perspicacia,

perché l'eternità è senza tempo, le possibilità sono finite.


Daniela Cesta

20 maggio 2021

NOTTURNO DELLA LUNA - Ada Negri


Una divina notte...

NOTTURNO DELLA LUNA


Notte, divina notte,

non so chi chiami, non so chi pianga,

se i grilli o le roride erbe,

se l’anima mia

o l’anima dell’infinito.

Notte, divina notte,

ancor tutta intrisa di lagrime

per la recente pioggia

e così grave di aromi

che la mia carne n’è inferma,

dietro ombre di nubi la luna

cammina cammina cercando

la strada che non troverà,

la strada della felicità.

Notte, divina notte,

dimmi ove è nascosto il mio amore:

ch’era mio e le mie braccia

non bastarono a custodirlo,

ch’era mio ed io ero sua

e adesso non ho più nulla

e non sono più di nessuno.

Conducimi passo per passo

lungo le vie della luna

fin ch’io lo tocchi senza vederlo,

fin ch’io lo stringa senza baciarlo,

poi che non ha più bocca:

e in esso affondi, siccome

dentro la fossa una morta,

e sia silenzio.


(Ada Negri)


19 maggio 2021

TAGLIATELLE GAMBERETTI E ZENZERO



Un primo piatto molto gustoso che si prepara molto rapidamente...


 TAGLIATELLE GAMBERETTI E ZENZERO


Ingredienti per 4 persone


400 g tagliatelle fresche

150 g gamberetti già puliti

1 cucchiaio di olio evo

1 spicchio d aglio

400 g di pomodorini maturi

zenzero q.b.

prezzemolo tritato q.b.

½ bicchiere di vino bianco secco

Sale e pepe q.b.



Soffriggere l' aglio in un cucchiaio di olio evo e una volta dorato eliminare e unire i gamberetti.
Insaporire con lo zenzero, irrorare con il vino bianco e fare evaporare.
Aggiungere i pomodorini tritati, salare e pepare.
Mentre si restringe il sughetto, cuocere la pasta, scolarla al dente e saltare in padella.
Per finire una manciata di prezzemolo tritato e buon appetito!



LIQUORE ALLE ARANCE O ARANCELLO

 



Ricetta per preparare un ottimo liquore all'arancia, o chiamalo se vuoi arancello!


LIQUORE ALLE ARANCE

Ingredienti 


1 litro di alcool etilico a 90°

1,250 ml. di acqua

700 g di zucchero

10 arance




Per prima cosa lavare accuratamente le arance (che dovrebbero essere non trattate e di ottima qualità), immergendole in acqua con amuchina o bicarbonato per qualche minuto, poi le risciacquiamo strofinandole bene e le asciughiamo.
Con un coltellino affilato togliere la buccia tagliandola sottilissima evitando la parte interna bianca.
Mettere le bucce in un contenitore di vetro a chiusura ermetica e versarvi il litro di alcool etilico.
Chiudere bene riponendo al buio per almeno due settimane, ma non dimenticando di agitare di tanto in tanto.
Trascorso il tempo di macerazione, scolare le bucce e mettere l'alcool da parte, poi preparare lo sciroppo mettendo in una pentola le bucce macerate, 1,250 ml di acqua (se si preferisce più alcolico mettere solo un litro di acqua) e 700 g di zucchero semolato.
Mettere sul fornello a fuoco medio e giunto a ebollizione, diminuire la fiamma e far bollire circa 10 minuti.
Spegnere il gas e fare raffreddare, poi versare lo sciroppo nell'alcool  macerato, mescolare molto bene e lasciare riposare qualche ora.
Filtrare e imbottigliare.
Per esaltarne il sapore, va servito molto freddo, quindi conviene conservarlo nel freezer, dove io tengo anche i bicchierini di vetro, così lo offro ben ghiacciato.
Ottimo come digestivo, col passare del tempo diventa sempre più buono, l'ideale sarebbe consumarlo circa un mese dopo averlo imbottigliato.


POST PIU' POPOLARI

SANTA CHIARA D' ASSISI - 11 Agosto

SANTA CHIARA D' ASSISI "Per la grazia di Dio, l'anima dell'uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è...