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27 ottobre 2020

IL VIAGGIO DELLA VITA - MauriMen

IL VIAGGIO DELLA VITA


Mamma e papà accompagnavano in treno Martino, il figlio, dalla nonna per l'estate e poi tornavano a casa con lo stesso treno l'indomani.
Un anno, Martino, ormai cresciuto, propose ai suoi genitori:
- Sono già grande, cosa dite se quest'anno provo andare dalla nonna da solo?
Dopo un breve dibattito, i genitori furono d'accordo ed eccoli in piedi sul marciapiede della stazione, salutando e dando l'ultimo consiglio a Martino che continua a ripetere:
- Sì, lo so, lo so, l'avete già detto cento volte ...!
Il treno sta per partire e il padre: - Figlio, se improvvisamente ti senti male o sei spaventato, questo è per te! - e infila qualcosa nella tasca del ragazzo.
Ora Martino è solo, seduto in carrozza, per la prima volta senza genitori, e cerca di non persarci guardando fuori dal finestrino. 
Intorno, estranei vanno e vengono, spingono, fanno rumore, entrano nello scompartimento, escono alcuni anche guardandolo con dispiacere e persino il bigliettaio fa commenti sul fatto che sia solo.
Improvvisamente il ragazzo inizia a sentirsi sempre più a disagio, finchè non inizia a spaventarsi , allora abbassa la testa, si rannicchia in un angolo del sedile e le lacrime cominciano a scendere.
In quel momento ricorda che suo padre gli ha messo qualcosa in tasca. Con mano tremante a tentoni trova un pezzo di carta, lo apre e legge - Figliolo, sono nell'ultima carrozza - ...
 È così che nella vita dobbiamo lasciare andare i figli, fidandoci di loro, ma dobbiamo essere sempre nell'ultima carrozza in modo che loro non abbiano paura ... Per essere vicini - finché saremo vivi ...

©MauriMen

10 giugno 2020

I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO - Dorothy Law Nolte

 


Dorothy Law Nolte , scrittrice, insegnante, pedagogista e consulente familiare nel 1954 scrisse questa poesia, su come educare amorevolmente i bambini, per la rubrica settimanale che teneva sul “The Torrance Herald”.La poesia fu ampiamente diffusa dai lettori, diventando un enorme successo mondiale  tanto da spingerla nel 1998, con collaborazione con Rachel Harris,  a trasformarla nel libro "I bambini imparano cosa vivono: essere genitori per ispirare valori", subito diventato un best seller internazionale.


I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO


Se un bambino vive nella critica impara a condannare.

Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.

Se un bambino vive nell'ironia impara ad essere timido.

Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.

Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.

Se un bambino vive nell'approvazione impara ad accettarsi.

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare l'amore nel mondo.

Dorothy Law Nolte


5 giugno 2020

CON GLI OCCHI DI UN BAMBINO - Daniela Perelli



Tutto sarebbe più semplice e bello, se riuscissimo a guardare  il mondo con gli occhi di un bambino…


CON GLI OCCHI  DI UN BAMBINO 

Avete mai provato a guardare il mondo con gli occhi di un bambino?

Potrà sembrar difficile e invece, se ci proverete, vi renderete conto di tutto il bene che a voi farete…

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino anche la situazione più semplice e banale mi farà scappare un sorriso dolce e passionale.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino tutto intorno a me diventerà subito essenziale e mai più sarà superficiale.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino un gesto come un bacio o una carezza porterà via tutta l’amarezza.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino tutto il mio essere triste e sconsolato rimarrà solo un ricordo desolato.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino anche la situazione più banale risulterà subito speciale.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino sembrerà ancor più splendente anche il sole che si alza in alto il mattino.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino anche un semplice piatto di pasta in bianco risulterà raffinato e un incanto.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino ogni mio avere sarà unico e divino.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino ogni persona intorno a noi avrà un posto speciale e una seconda occasione per non sbagliare.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino l’amore che esiste intorno a noi e che ci sembra lontano, diverrà subito più vicino.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino ogni essere vivente del mondo animale avrà un posto speciale e poter così a sua volta amare.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino la natura, i fiori, le foglie e i frutti avranno sempre bei colori anche nelle stagioni non proprio migliori.

Se guardo il mondo con gli occhi di un bambino tutto sarà diverso e migliore perché il loro cuore è sempre colmo d’amore…

Daniela Perelli

12 maggio 2019

SEI UNA MERAVIGLIA - Pablo Casals


Un brano che ci invita a far crescere i nostri figli come meravigliose e talentuose creature...

SEI UNA MERAVIGLIA

Ogni momento che viviamo è un momento nuovo e unico dell’universo, un momento che non tornerà più…
E cosa insegniamo ai nostri figli? Insegniamo loro che due più due fa quattro e che Parigi è la capitale della Francia.
Quando insegneremo loro anche che cosa sono?
Dovremmo dire loro:
“Tu lo sai che cosa sei? Sei una meraviglia. Sei unico.
In tutti gli anni che sono passati non c’è mai stato un altro bambino come te.
Le tue gambe, le tue braccia, le tue dita abili, il modo in cui ti muovi.
Potrai diventare uno Shakespeare, un Michelangelo, un Beethoven.
Hai le potenzialità per tutto.
Sì, sei una meraviglia.
E quando crescerai, potrai allora far del male a un altro che è, come te, una meraviglia?”
Occorre lavorare – tutti noi dobbiamo lavorare – affinché il mondo sia degno dei nostri figli.

Pablo Casals
(da “Chocolate Caliente para el Alma”– 2010)

19 marzo 2019

I FIGLI SONO COME AQUILONI - Erma Bombeck


"Felice te che al vento non vedesti cader che gli aquiloni."
 (Giovanni Pascoli)

I FIGLI SONO COME AQUILONI

I figli sono come gli aquiloni,
passi la vita a cercare di farli alzare da terra.
Corri e corri con loro
fino a restare tutti e due senza fiato…
Come gli aquiloni, essi finiscono a terra…
e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni.
Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri
che presto impareranno a volare.
Infine sono in aria:
gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne.
E a ogni metro di corda
che sfugge dalla tua mano
il cuore ti si riempie di gioia
e di tristezza insieme.
Giorno dopo giorno
l’aquilone si allontana sempre più
e tu senti che non passerà molto tempo
prima che quella bella creatura
spezzi il filo che vi unisce e si innalzi,
come è giusto che sia, libera e sola.
Allora soltanto saprai
di avere assolto il tuo compito.

Erma Bombeck



29 maggio 2018

IL BAMBINO CATTIVO E LA STACCIONATA - dal web


IL BAMBINO CATTIVO E LA STACCIONATA


C’era una volta un bambino che faceva tante cose cattive; questo bambino faceva arrabbiare tutti e a tutti dava dei gran dolori con misfatti e insulti.
Un giorno però il bambino cominciò a capire il male che stava facendo e ne provò dolore anche lui, così decise di diventare buono.
Andò dal nonno, che era molto saggio, e gli chiese: «Nonno, come posso fare per diventare più buono e non commettere più cattiverie?»
Il nonno gli rispose: «Vedi quella staccionata laggiù? Ogni volta che farai un’azione cattiva andrai presso quella staccionata e con un martello ci pianterai un chiodo».
Il bambino rimase un po’ sorpreso da questo consiglio, ma ugualmente lo seguì.
Nonostante le buone intenzioni del bambino, i chiodi piantati nella staccionata furono molti, ma in costante diminuzione, fino ad arrivare al giorno in cui non ne piantò neanche uno!
Allora il bambino tornò a riferire: «Nonno, finalmente non faccio più cattive azioni, ma ancora non mi sento buono!»
Il nonno rispose «Bene, ora vai alla staccionata e con questo cacciavite comincia a togliere un chiodo per ogni buona azione che farai.»
Anche questa volta il bambino ubbidì al nonno.
Ci volle un po’ di tempo ma i chiodi furono tutti rimossi, il bambino tornò fiero dal nonno, che lo accompagnò alla staccionata e gli chiese: «cosa noti?»
Il bambino rispose: «beh, ora al posto dei chiodi ci sono tanti buchi!»
  Il nonno gli accarezzò il capo: «Ecco, i buchi sono il male che hai causato con il tuo comportamento, ferite più o meno profonde che a volte neanche le buone azioni riescono a rimarginare.
Può capitare che il tempo otturi quei buchi, ma altre volte quei buchi sono talmente profondi che nemmeno il tempo riesce a chiudere, senza contare le volte che lasciamo lì piantati quei chiodi senza volerli rimuovere».
Morale: è molto facile piantare un chiodo, altra cosa è riparare il danno fatto.
 La coscienza però non dimentica, anche se cerchiamo di tacitarla, ed è lì che aspetta che ci rendiamo conto del male fatto e ci decidiamo finalmente a estrarre i chiodi.

(dal web)


28 maggio 2018

VOGLIO CAMBIARE IL MONDO - Cleonice Parisi




VOGLIO CAMBIARE IL MONDO

L’uomo che vuole cambiare il mondo cambi prima se stesso!
Disse una voce dal cielo.

Chi nasce quadro non può morire tondo!
Rispose un uomo che camminava sul sentiero del cuore.

E allora come vorresti cambiare il mondo, se chi nasce quadro non può morire tondo?
Il mondo è una percezione insana, - disse l’uomo - ed io possiedo la percezione che nella luce affonda radice, con la percezione io riunirò una guarnigione, ed un giorno tu mi darai ragione.
Attenderò il tuo successo, ma ora dimmi chi è quella bambina che ti cammina al fianco?
Bambina dici? Ah sì è una creaturina che segue il sentiero del cuore, ma non è con me.
E la voce si rivolse alla bambina dicendo:
Cara anche tu vuoi cambiare il mondo?
La bambina era intenta a raccogliere fiori, e colta di sorpresa si alzò a guardare il cielo dicendo:
No, io sono su questo sentiero per ritrovare la mia bambola, me l’hanno rubata ed io è da tanto che la cerco, non potrò sorridere se non riabbracciandola. Mica l’hai vista?
Una bambola dici? Mi sembra di no.
Disse nel sorriso la voce.
Posso farti una domanda, secondo te chi nasce quadro può morire tondo?
E la bambina sempre intenta a raccogliere fiori rispose:
Certo! Chi nasce quadro può morire tondo.
La voce si incuriosì particolarmente a quella piccola creatura, che apparentemente sembrava distratta e lontana, ma che aveva invece schiusi gli occhi del cuore.
Ebbene cara continua!

Tanto tempo fa lessi una favola, parlava di un quadro meraviglioso e prezioso, ma pieno di boria, che non dava mai retta a nessuno credeva d’essere il padrone dell’universo. Un giorno un gatto entrato di soppiatto nella stanza gli graffiò la cornice rovinandola irrimediabilmente, il quadro era disperato, il suo corpo era rovinato e lui si sentì perso. La sua arroganza crollò e con esse le sue certezze, ma la mano benevola dell’uomo gli cambiò cornice e da una cornice quadrata gliene adattò una tonda. Il quadro con una nuova veste tornò a fare bella mostra di se sulle pareti della nobile villa, ma stavolta il suo sorriso illuminò tutti era cambiato fuori, ma cosa più importante era cambiato dentro il suo cuore, ora la comprensione aveva preso il posto dell’arroganza.
Vedi voce un grande dolore, può cambiare l’uomo, perché gli farà perdere la bussola costruita dai preconcetti e dagli errati insegnamenti, ed in quel momento tornerà a seguire l’unica bussola che conduce a te, la bussola del cuore.

La voce era commossa la creaturina aveva ragione, ed ancora le chiese:
E tu cosa eri piccola?
Io?
…Io ero una donna con la bussola sbagliata. 
Il mondo non si cambia in un giorno e non sarà un solo uomo a cambiare il mondo.
 Il mondo è una grande casa appoggiata sulla melma scura e fetida di un passato fatto di errori, una sola persona non potrà mai caricarsela sulle spalle e portarla su una terra sana, ma tante persone insieme potranno.Tutti vogliono cambiare il mondo, ma nessuno ha il coraggio di cambiare se stesso.
Ben detto piccola creatura.
Rispose con orgoglio la voce nel cielo. Improvvisamente di fronte alla piccola e all’uomo apparve un grosso baule di legno, e i due in cammino dovettero fermare il loro passo. L’uomo che sino ad allora aveva ascoltato il dialogo tra la bambina e la voce disse:
Un baule è apparso nel fermarmi il passo, che faccio lo oltrepasso?
Il baule si schiuse lasciando i due senza parole, talmente era colmo di sogni.
Questo baule racchiude i sogni dell’umanità, scegliete il vostro e vi apparterrà per sempre. Ma vi raccomando che la vostra sia una scelta fatta col cuore, il cuore è l’unica bilancia sana.
La bambina presa da profonda emozione si butto letteralmente nel baule, sotto lo sguardo allibito dell’uomo, mettendo il baule sotto sopra, e si fermò soltanto nel ritrovare la sua bambola.
LA MIA BAMBOLA!
Esclamò.
La gioia che aveva nel cuore, le dipinse gli occhi di una miriade di stelle e con un salto felino uscì dal baule stringendo al cuore la bambola. L’uomo era disgustato, quella bambina aveva tra le mani le fortune del mondo, ed aveva semplicemente cercato la sua bambola.
La voce dal cielo disse:
La bambina ha scelto, uomo tocca a te, prendi il tuo sogno.
L’uomo sapeva già cosa prendere, allungò la mano e raccolse il globo che rappresentava il mondo.Il baule si chiuse svanendo nel nulla e i due ripresero a camminare sul sentiero. La piccola bambina stringendo al petto la sua bambola di stoffa, e l’uomo portando tra le mani il mondo. Ma dopo pochi passi l’uomo sentì il peso e la responsabilità di un qualcosa che non era sostenibile, quel globo diventava sempre più pesante, tanto che gli cadde dalle mani, formando in terra un enorme e profondo burrone nel quale l’uomo precipitò, mentre la creaturina felice continuò a camminare stretta alla sua bambola, e nel comprendere quanto era importante seguire i propri sogni, prese con le sue manine a confezionare tante bambole come la sua, regalandole ad ogni bambino che incontrò sul suo sentiero.
E fu così che il mondo si riempì di bimbi felici che stringevano al cuore la loro bambola, e tutti insieme, si caricarono sulle spalle quella grande casa che era il mondo, spostandola dalla melma dell’incomprensione sino ad un prato fiorito, e fu così la vita divenne luce.

Cleonice Parisi


16 maggio 2018

RICORDI D' INFANZIA - Annamaria Gennaioli Maggio


Non tutti guardando indietro hanno la fortuna di ricordare e … rifugiarsi in un qualsiasi giorno di un'infanzia felice, ma quando puoi farlo, quanta forza ne trai nei momenti bui!
L'infanzia è la parte di vita più importante per la formazione di una persona, quella fase che fa la differenza tra una persona equilibrata, serena e che si apre ottimista al prossimo, da un essere che vive sempre sulla difensiva e leccandosi le ferite.
Su questo son tutti concordi, quindi garantire a tutti i bambini un’infanzia quantomeno serena, dovrebbe essere un’assoluta priorità.
Io, ad esempio, posso sempre chiudere gli occhi e rivedermi correre libera come il vento tra i papaveri, con la certezza che a casa mi aspettava la nonna con tutto l’amore del mondo e le immancabili merende.

Questo “luogo”, ormai esistente solo in un angolino della mia mente o del mio cuore se preferite, è ora il mio “rifugio antiaereo” … 
Grazie nonna.


RICORDI D' INFANZIA

Indietro nel tempo
affiorano anni vissuti:
l'infanzia gioiosa
e i giorni d'estate
novelle narrate,
o ricordi dei nonni.
Cantano bimbi
e sorridono o piangono,
momenti di storia,
di lucciole e prati,
di lire passate,
novene cantate nel mese di maggio...
oh le corse spavalde nei campi, in un prato.
E il ricordo s'accende,
ricordo d'infanzia gioioso,
ricordo di un giorno qualunque...

Svanito nel tempo.

Annamaria Gennaioli


19 marzo 2017

IL PERDONO - Joseph Rudyard Kipling


Da un padre un grande insegnamento a tutti i bimbi del mondo ...

IL PERDONO

Il perdono è una qualità nobile
è segno di forza d’animo
è segno d’intelligenza
è segno di capacità di vedere le cose
nella loro reale dimensione
che è molte volte molto piccola
di fronte ai veri problemi dell’universo tutto.

Il perdono è un grande esercizio
perché ti insegna a far uscire 
il dolore e la rabbia dal cuore
trasformandola in dolcezza.
Impara a perdonare
senza mai essere sciocco.
A volte qualcuno potrà dirti
sei sciocco a perdonare!
Perdonalo, è lui che ha perso una grande occasione.
Tuo padre

Dedicato a tutti i bimbi del mondo

(Joseph Rudyard Kipling)

20 dicembre 2016

I DUE LUPI - G. Faletti



Questo racconto l'ho letto in un libro di Giorgio Faletti... detto fra noi, la parte che più mi è piaciuta di tutto il romanzo... per non dire l'unica!

 I DUE LUPI

Un’antica favola indiana narrava di un vecchio Cherokee che era seduto davanti al tramonto con suo nipote...
“Nonno, perché gli uomini combattono?”

Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.

“Ogni uomo, prima o poi, è chiamato a farlo. Per ogni uomo c’è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perché lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi.”
“Quali lupi, nonno?”
“Quelli che ogni uomo porta dentro di sé.”

Il bambino non riusciva a capire. Attese che il nonno rompesse l’attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine, il vecchio che aveva dentro di sé la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.

“Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo.”
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
“E l’altro?”
“L’altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede.”
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
“E quale lupo vince?”
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
“Quello che nutri di più.”


Tratto da: Io sono Dio – capitolo 8
Giorgio Faletti


16 aprile 2016

DANZA LENTA - David L. Weatherford


Questa "Danza lenta" è una sorta di sensato invito a vivere seguendo un lento e dolce ritmo.
 Vero è che anche una lunga vita è pur sempre troppo breve per quanto di bello c'è da vivere e vedere e inevitabilmente finiscono per essere così tante le cose ci perdiamo.
Non è meglio allora prenderla con più calma e partecipare consapevolmente alla nostra vita, invece di farla semplicemente scorrer via?

Prendiamoci il giusto tempo per ogni cosa e ascoltiamo la nostra musica!


DANZA LENTA

Hai mai osservato dei bambini su una giostra 
o ascoltato la pioggia battente che colpisce il suolo? 

Hai mai seguito il volo errante della farfalla 
o scrutato il sole che sfuma nella notte?

Dovresti rallentare, frena un po’ la tua danza, 
il tempo è poco, la musica non durerà.

Vivi ogni giorno al volo? 
Quando chiedi a qualcuno “Come stai?” ascolti mai la risposta?

Quando la giornata è finita, ti sdrai sul letto, 
pensando a mille cose che ancora ti restano da fare?

Dovresti rallentare, frena un po’ la tua danza, 
il tempo è poco, la musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio, "Lo faremo domani", 
senza vedere, nella fretta, la sua delusione? 

Hai mai perso i contatti, lasciando morire un’amicizia 
perché non c’era tempo di chiamare e dire ciao? 

Dovresti rallentare, frena un po’ la tua danza, 
il tempo è poco, la musica non durerà.

Quando corri a più non posso per raggiungere una meta 
perdi metà del divertimento per arrivarci.

Quando ti angosci e corri nelle ore del tuo giorno 
è come se buttassi un dono senza aprirlo.

La vita non è una corsa, prendila con più calma, 
ascolta la musica prima che finisca la tua canzone.

David L. Weatherford




16 luglio 2015

LA BAMBINA DELLE STELLE - dal web


Un ragionamento semplice ma efficace che solo una piccola creatura poteva concepirlo: noi "grandi" siamo invece tanto più bravi a complicare ogni cosa!

 LA BAMBINA DELLE STELLE 

Una tempesta terribile si abbatté sul mare.
Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio.
Aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò.
Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine.
Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa.
 Arrivarono anche troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. 
Le stelle marine erano quasi immobili.
Stavano morendo.
Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche una bambina che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare.
Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All'improvviso la bambina lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia.
Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua.
Poi tornò indietro e ripeté l'operazione.
Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò:
Ma che fai ragazzina?"
"Ributto in mare le stelle marine.
Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" - rispose la bambina senza smettere di correre.
"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte.
Sono troppe!" - gridò l'uomo.
"E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa!
Non puoi cambiare le cose!"
La bambina sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui".
L'uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia.
Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua.
Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell'acqua.
Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell'acqua.

"Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare."

(dal web)


9 gennaio 2014

LA PREGHIERA DEL BAMBINO - dal web


 
Con l'accorata preghiera di un bimbo che si sente poco considerato, auguro la buonanotte...

LA PREGHIERA DI UN BAMBINO

Un bambino pregando, chiese al Signore:

“Signore questa notte ti chiedo una cosa speciale… Trasformami in una televisione, così che io possa occupare il suo posto. Mi piacerebbe vivere come vive la televisione di casa mia.
In altre parole avere una stanza speciale per riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me. Essere preso sul serio quando parlo. Mi piacerebbe provare l’attenzione particolare che riceve la televisione quando qualcosa non funziona… E tener compagnia a mio papà quando torna a casa, anche quando è stanco dal lavoro. E che mia mamma, al posto di ignorarmi, mi cerchi quando è sola e annoiata.
E che i miei fratelli e sorelle litighino per poter stare con me…E che possa divertire tutta la famiglia, anche se a volte non dico niente. Mi piacerebbe vivere la sensazione di chi tralascia tutto per passare alcuni momenti al mio fianco.
Signore non ti chiedo molto. Solo di vivere come vive qualsiasi televisione, mi accontento anche di essere amato così.”
Nel nostro mondo occidentale un bambino su cinque soffre di depressione e solitudine.
Noi siamo sicuri di prestare la giusta attenzione ai nostri figli?

(dal web)

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