30 maggio 2016

UN FIORE DI LAVANDA - Lucia Griffo



Con un ultimo pensiero che odora di lavanda vi saluto ... a domani, si spera!

“Nella rugiada
avvolta nel silenzio
quell’ombra viola

apertura d’amore 
un fiore di lavanda”

Lucia Griffo ©  2013

SPIGO - Diego Manca


Quanti battiti tra le spighe di lavanda... dai battiti  di ali di farfalla, ai battiti di cuori innamorati!

SPIGO

 Le spighe di lavanda, a primavera,
 offrono i loro fiori profumati
a farfalle e calabroni inebriati,
dalla mattina presto a tarda sera.

 Danno il nettare dolce e succulento
 ad api ed a cetonie dorate,
che il polline fa sembrare ambrate
 quando gustano il mielato nutrimento.

 Le coccinelle invece vanno a caccia
delle afidi che la linfa succhiano
del fiore di lavanda con sagacia.

Vedo allora il volto ridanciano
 d' una giovane donna mentre bacia
 il suo fidanzatino, piano piano.

Diego Manca

LEGGENDE SULLA LAVANDA



LEGGENDE SULLA LAVANDA

Una delle più note leggende riguardante la lavanda è legata a Venere, la dea greca dell’amore che la utilizzava per i suoi incantesimi d'amore: grazie al suo inconfondibile e dolcissimo profumo credeva, infatti, che potesse attirare gli uomini. Oltre all'amore, credeva anche che garantisse felicità, protezione, purificazione e gioia. Nacque così la tradizione popolare, diffusa in alcuni paesi, secondo cui è importante mettere qualche spiga di lavanda nel corredo della sposa, come buon augurio di un matrimonio fertile e felice.
La leggenda tuttavia più bella è quella proveniente dalla terra di Provenza,  regione meridionale della Francia nota proprio per le distese interminabili di campi di lavanda che attirano molti turisti soprattutto in agosto, nel pieno cioè della fioritura.
Ciò che non tutti sanno però è che una volta, tantissimo tempo fa, la Provenza non era così bella, anzi non lo era per niente.
A renderla così splendida furono le lacrime di una fata.
Secondo una leggenda, infatti, una meravigliosa fata dai capelli biondi e gli occhi blu, di nome Lavandula, nata fra le lande selvagge della montagna di Lure, stanca dei soliti luoghi, decise di cercare un bel posto in cui trasferirsi.
 Si mise così alla  ricerca del luogo giusto  sfogliando un libro di paesaggi, rimanendo profondamente colpita dal paesaggio spoglio e brullo della Provenza.
 Alla vista di tanta bruttezza la fata s'intristì tanto da iniziare a piangere.
Le lacrime caddero copiose sull'immagine finendo col macchiarla tutta.
Cercò di rimediare al disastro asciugandole, ma riuscì solo a rovinare del tutto la pagina.
Fu in quel momento che Lavandula decise di abitare in quelle terre desolate, rendendole belle, colorate e fertili come poche al mondo.
Da allora molte ragazze nate in Provenza hanno occhi blu con screziature color lavanda e capelli biondi come la fata Lavandula.



LAVANDA - Significato






SIGNIFICATO DELLA LAVANDA

La Lavandula è un genere di piante appartenenti alla famiglia della Lamiaceae che comprende circa quaranta specie, tra cui quella che comunemente chiamiamo Lavanda.
Il nome deriva dal latino "lavare" che significa "che deve essere lavato" e questo perché, soprattutto nel Medioevo, la pianta di lavanda veniva usata come detergente per il corpo.
Come ogni fiore, anche la lavanda ha dei significati, spesso ben distinti.
Il primo significato, vuole la lavanda come simbolo di protezione e di felicità e in quest’ottica è utilizzata come forte amuleto per contrastare la cattiva sorta: per chi ci crede, basta essiccare i fiori della spiga e raccoglierli in un sacchetto da portare addosso o da mettere in luoghi strategici. 


Un secondo significato della lavanda, invece, si basa su un’antica credenza popolare che voleva la lavanda un rimedio efficacissimo contro il veleno dei serpenti: bastava strofinarla sulle ferite, dopo essere stata lasciata macerare in acqua.
Secondo la stessa credenza però, i serpenti erano soliti nascondersi proprio tra i cespugli di lavanda per cui ci si avvicinava ai fiori con grande cautela.
Intorno alla lavanda, inoltre, gravitano molte api e calabroni attratti dal profumo intenso e anche per questo bisogna prestare attenzione.
Da tutto ciò, la lavanda porta con sé anche il significato di “diffidenza”.
In altre epoche, invece si pensava che regalare la lavanda significasse "il tuo ricordo è la mia unica felicità” e questo è il significato che decisamente trovo più emozionante!





CORRISPONDENZA - Hilario Barrero


Meglio non spolverare i vecchi ricordi, perché c’è il rischio che il tempo li abbia resi così fragili da sbrindellarsi al minimo tocco; è molto meglio se li   lasciamo nei cassetti della memoria, immaginandoli ben protetti tra i sacchetti profumati di lavanda...

CORRISPONDENZA
Al riparo dal tempo
in una scatola di legno odorosa di lavanda,
che nascondi nell’angolo più buio dell’armadio,
conservi la chiave della tua vita.
Un tesoro che temi
si sia ridotto a parole confuse,
a una menzogna profumata.
Non togli la polvere né lo tocchi
perché temi si trasformi in porporina
e macchi i tuoi ricordi di oro falso.
Sei quasi sicuro che l’unica inestinguibile farfalla
sia un baco da seta tarlato.
lasci passare il tempo e speri
che sia il tuo nemico a scoprire il bottino.
Hilario Barrero 
(da Libro de familia, 2012)

RIFERIMENTI PROFUMATI DI LAVANDA - Terry Deleo



Profumo di lavanda per purificare i nostri pensieri...

RIFERIMENTI PROFUMATI DI LAVANDA

Punto fermo
nell'equilibrio
altalenante
dura irrequietezza
alla ricerca di sè
osservatrice del mondo
dall'alto
dei tuoi occhi
in controluce
leggi
i segni del tempo
profumo di lavanda
purifica il pensiero
lo stesso di sempre
che c'è nel tuo giardino

Terry Deleo

22 maggio 2016

UN CAMPO DI LAVANDA IN FIORE - Angelica Di Tommaso



Un fragrante campo di lavanda in fiore dove sognare in libertà la vita che vorrei e per oggi mi accontenterei!

UN CAMPO DI LAVANDA IN FIORE

Un campo di lavanda in fiore
profumo di petali
ronzio d’api
cielo rosa
aria fresca e pungente
gocce di rugiada sulle verdi foglie.
La vita mi circonda.

Angelica Di Tommaso


20 maggio 2016

PROFUMO DI LAVANDA - Nelida Ukmar


Inebriamoci di profumo di lavanda...

PROFUMO DI LAVANDA

Spighe viola si piegano al vento
invitano a seguire la direzione
di un nuovo colore d’amore

per neutralizzare la rinascita
di ogni eventuale antico dolore.

Libera oscillo tra steli che mi cullano
m’inebrio di penetrante profumo

che si rinnova a ogni cambio d’umore
io lavanda purificata, 
in ogni parte di me.

Nelida Ukmar

ED IO MI SENTO BAMBINA - Rosita


Aspettando un amore intenso come il profumo della lavanda...

ED IO MI SENTO BAMBINA

Ed io mi sento bambina
come un' esploratrice di soffici carezze, leggeri e soavi
abbracci e coccole intense come il profumo di fior
di lavanda aspettando che l' amore sublime si faccia trovare come
l' acqua fresca nel deserto.

O aspettando che l' amore scenda come pioggia
di primavera a rinfrescare e rianimare le radici dell' anima mia...
E così continuo ad immaginarmi bambina,
stretta stretta tra le braccia di Dio
come i rami intrecciati di un cipresso, che mi cullano
e mi racchiudono dolcemente...

Rosita

DI LAVANDA E RICORDI - Antonella Iuliano



Quando i ricordi  profumano di lavanda...

DI LAVANDA E RICORDI

Ti riporterò,
nell'immensità del campo
ove soffia il vento
e fragrante l'aria 
profuma di lavanda.

Ne faremo mazzetti,
tutti uguali.
Uno o forse due fili
li riporremo tra le  
ruvide pieghe di un libro.
 Dimenticati.

E quando il tempo
avrà scavato solchi
sulle nostre mani raggrinzite
e avrà ingiallito 
le polverose pagine, 
insieme noi le riapriremo.

E allora, ci sembrerà di 
respirare ancora
 la nostalgia di un profumo,
che dolce riempiva i nostri petti.

E saremo di nuovo li,
distesi, sulla violacea landa  
dei nostri ricordi. 

Antonella Iuliano

18 maggio 2016

PER MEZZO DI UNA ROSA - Charles MacKay


Quante cose si possono dire per mezzo di una rosa!
 E anche quando la rosa appassisce, il messaggio non svanisce...

PER MEZZO DI UNA ROSA

Per mezzo di una rosa 
ho inviato un messaggio 
che le parole non potevano trasmettere; 
dolci giuramenti che non avrei mai osato pronunciare,
 e desideri altrettanto puri. 
Un messaggio muto ma narratore
 non poteva farmi del male ma dire la passione che nutro 
e le speranze che nutro da tempo. 
Il mio amore lo ricevette con un sorriso, 
lo comprese e sospiro',
 poi se la pose sul petto trepidante e la porto'
 fino a quando la rosa mori'.
 Immortale rosa!
 Non poteva morire.
 Lo spirito che portava con se' lieve
 nel suo cuore come un tempo nel mio.
 Una gioia per sempre.

 Charles MacKay 

UN ROSA DALLO JONIO - dal web



Con una rosa sbocciata sulle rive del Mar Jonio,auguro una splendida giornata!

UN ROSA DALLO JONIO

Si veste d’azzurro il mare
E tu, d’incanto
Ti vesti di splendore
Rosa dal leggiadro boccio,
dal tenue odore!
Io lì, a guardarti,
mi perdo d’improvviso nei ricordi
strappando l’eco al vento di brughiera,
su quella spiaggia, al sole,
rubando meraviglie a una chimera!
Solinga, sulla riva,
rapita con stupore da un abbaglio
con te mi cullo,
fin quando luce interseca uno scoglio.
E lì… Si perde,
l’immagine di te che vai lontano,
oltre lo sguardo acuto
che cerca di riaverti piano piano.
Bellezza eterea, rara,
celata dalle onde
e rivestita come di rugiada,
cullar ti lasci dallo Ionio quieto
che presto a un’altra riva ti regala.

(dal web)

17 maggio 2016

BIANCA APE - Pablo Neruda



I sogni in cui compare il miele sono considerati premonitori di felicità…quindi è proprio il caso di augurare sogni di miele a tutti!

BIANCA APE

Bianca ape, ebbra di miele, ronzi nella mia anima 
e ti avvolgi in spirali lentissime di fumo. 

Io sono il disperato, la parola senza eco, 
quegli che ha perso tutto, dopo aver tutto avuto. 

Sei la fune in cui cigola la mia ultima brama. 
Nel mio deserto vivi come l' ultima rosa. 

Ah silenziosa! 

Chiudi gli occhi profondi dove aleggia la notte. 
E denuda il tuo corpo di statua timorosa. 

Possiedi occhi profondi dove aleggia la notte, 
fresche braccia di fiori ed un grembo di rosa. 

I tuoi seni assomigliano alle conchiglie bianche. 
E sul tuo ventre dorme una farfalla d' ombra. 

Ah silenziosa! 

Con me è la solitudine da cui tu sei lontana. 
Piove. Il vento del mare caccia erranti gabbiani. 

L' acqua cammina scalza per le strade bagnate. 
Le foglie di quell' albero gemono come infermi. 

Bianca ape assente, ancora ronzi nella mia anima. 
Risusciti nel tempo, sottile e silenziosa. 

Ah silenziosa! 

Pablo Neruda
da Venti poesie d’amore e una canzone disperata, 1924.

LA LEGGENDA DELLE API


Perché l'ape ha il pungiglione?
Per colpa della cattiveria umana...

LA LEGGENDA DELLE API 

Nei tempi antichi, quando gli uomini erano più puri, riuscivano a conversare con gli animali e il Creatore faceva loro visita, gli chiesero qualcosa di dolce da mangiare. Il Creatore plasmò l’ape, che non aveva ancora il pungiglione.
L’Ape arrivò sulla terra e trovò un albero dove poter costruire il proprio alveare, per fare il miele, moltiplicarsi e nutrire i piccoli. Presto gli uomini giunsero dall’Ape e le chiesero un po’ del suo dolce sciroppo. Le Api diedero a ognuno un recipiente pieno di miele. Gli uomini lo apprezzarono molto e lo mangiarono avidamente, poi tornarono per averne ancora.
L’Ape rispose: “Per un po’ non avrò più miele da darvi. Dovete aspettare”. Gli uomini non furono felici, perché desideravano ardentemente il dolce sciroppo. Chiamarono il Creatore e gli dissero: “L’Ape non ci dà abbastanza sciroppo dorato. Ne vogliamo di più!”. Il Creatore allora inviò sulla terra il Popolo dei Fiori, che iniziò a produrre un’enorme varietà di fiori da impollinare perché le Api potessero produrre più miele. Per attrarle, sbocciarono meravigliosi fiori di tutti i colori: azzurri, rossi, arancioni, viola e gialli. Vennero create più Api per impollinarli tutti. L’alveare si ingrandì molto. Gli uomini, vedendo che era diventato così grande, arrivarono per avere ancora sciroppo dolce. Le Api diedero loro molto miele, ma ne tennero per sé abbastanza per nutrire i loro piccoli. Gli uomini divorarono lo sciroppo e ne vollero ancora. Le Api risposero: “Non ne abbiamo più, dovete aspettare”.
Gli uomini erano arrabbiati, e chiesero al Popolo dei Fiori di produrre più fiori, per poter avere più miele. Il Popolo dei Fiori rispose: “Abbiamo fatto più fiori che potevamo, e sono stati impollinati tutti. Dovete aspettare fino a primavera”. “No”, dissero gli uomini, “Ne vogliamo di più adesso!”. Ritornarono all’alveare e lo distrussero, uccidendo quasi tutte le Api e prendendo il miele che restava.
Le Api superstiti erano in collera. Chiesero consiglio al Creatore. Anche lui era irritato per il comportamento degli uomini, così chiese al Popolo dei Fiori di far crescere dei rovi spinosi, perché le api li mangiassero. Le Api mangiarono le spine, che si trasformarono in pungiglioni. Il Popolo dei Fiori creò un recinto di rovi attorno all’alveare. Il giorno dopo gli uomini tornarono chiedendo più miele; ma i rovi attorno all’albero graffiarono e ferirono i loro corpi. Alcuni riuscirono ad arrivare all’alveare e, coperti di lividi, urlarono alle Api: “Dateci del miele, adesso, o faremo come abbiamo fatto ieri, distruggendo il vostro alveare e uccidendo i vostri piccoli!”. Le Api si arrabbiarono, un forte ronzio uscì dall’albero, e sciamarono fuori. Punsero gli uomini finché non furono pieni di piaghe, facendoli scappare.
Da quel giorno, gli uomini trattarono le api, i fiori e le piante con grande rispetto, promettendo sempre di rimpiazzare ciò che prendono, di non essere mai avidi e di non raccogliere mai più di ciò di cui hanno bisogno.
(leggenda Cherokee)

API D'ORO - Federico Garcia Lorca




Questi piccolissimi insetti, hanno acquisito nel tempo  un importante ruolo simbolico per la mirabile capacità di organizzare il suo alveare come uno stato.
Nell' antico Egitto i rimandi simbolici alla luce e al colore dorato del miele fecero dell' ape un insetto solare, nato dalle lacrime del Dio Sole "Ra" : quando le sue lacrime caddero a terra, vennero trasformate in api che costruirono arnie e produssero miele. Ciò fece sì che la cera d'api venisse onorata come sacra e che le candele fatte con la cera d'api venissero usate unicamente dai capi spirituali.
L’apicultura in Egitto esisteva già nel 2600 a. C. e nel Basso Egitto  l’ape era il simbolo geroglifico della regalità, mentre nell’Alto Egitto il re era rappresentato dal giunco.
Nell’ Antico Egitto la cera era usata per la mummificazione mentre a Sparta e presso gli Sciiti il miele veniva usato come unguento per i re defunti.
Gli antichi Babilonesi ( 1600 a. C. circa) veneravano il dio Mithra che era rappresentato come un leone che teneva nelle sue fauci un’ape.
Anche nell’ Olimpo, Zeus, da fanciullo era nutrito col miele, mentre nel mito indiano i gemelli Ashvin, messaggeri degli dei, al mattino bevono miele e i devoti  possono abbeverarsi a una leggendaria sorgente di miele.
In Occidente, l’ape è considerata simbolo dell’anima, tanto da venir definita “uccello del Signore”.
Il loro riposo invernale era paragonato invece alla morte, quindi vennero considerate anche un simbolo di resurrezione.


Nel Cristianesimo, per la loro infaticabilità, sono considerate un modello per l’operosità della comunione cristiana.
Sant’ Ambrogio paragonò la Chiesa all’ alveare, in cui tutti dovrebbero essere laboriosi e capaci di cogliere solo il meglio dai fiori.
Bernardo di Chiaravalle ha considerato le api come un simbolo di purezza e continenza e addirittura simbolo dello Spirito Santo.
La dolcezza del miele divenne simbolo dell’eloquenza dei grandi predicatori San Giovanni Crisostomo(che significa bocca d’oro).
L’ape fu considerata anche simbolo del Cristo stesso, per la sua clemenza (dolcezza del miele),ma anche,a causa del pungiglione, della sua severità al momento del Giudizio Universale.
Nella Bibbia, la Terra Promessa viene descritta a Mosè come “un paese bello e spazioso dove scorre latte e miele” (Esodo 3,8) ;mentre la Parola di Dio è “più dolce del miele” (Salmi 119,103).
Nel racconto biblico di Sansone  si narra che l’eroe, nel leone appesa ucciso a mani nude, trovasse un favo di api e miele e ciò lo indusse a proporre l’indovinello : “Dal divoratore è uscito il cibo e dal forte è uscito il dolce” (Giudici 14,14).

API D' ORO

Api d’oro
cercavano il miele
dove sarà il miele?
E’ nel giallo
di un fiorellino.
Sopra un bocciolo
di rosmarino

Federico Garcia Lorca






L' APE E IL FIORE - Renzo Pezzani


Oggi entrerò ronzante nelle vostre case per augurarvi una proficua giornata!

L' APE E IL FIORE

Il fiore disse all'ape affaccendata:
«Sei davvero sfacciata!
Il nettare mi rubi e te ne vai
e un dono, in cambio, non mi lasci mai ».
Disse l'ape sincera:
«Sono operaia della primavera
e tutto il giorno faccio miele e cera.
Ai bimbi piace tanto il miele mio
e la cera che arde piace a Dio.
Se quel che abbiamo non lo diam col cuore,
che diremo al Signore?»
«Prendi quello che vuoi» rispose il fiore.
«M'hai insegnato che cos'è l'amore ».

Renzo Pezzani

8 maggio 2016

MADRE - Rossana Angelini



E' sempre difficile trovare parole adeguate a esprimere l'amore e la gratitudine che sentiamo per la nostra mamma, ma per fortuna possiamo prendere in prestito quelle delle poesie a lei dedicate...

MADRE

...quanto bene fa al mio cuore guardarti così,
come i miei colori ti hanno creata.
Ti penso come una figlia pensa a sua madre.
Ti cerco come una rondine cerca i suoi piccoli.
Sei il mio gabbiano che alto vola nel cielo.
Sei il mio desiderio di libertà.
Sei la mia luna, che nel silenzio della notte mi culla.
Quando sono sola ti penso e la mia coscienza mi dice
che pur non sapendoti pregare,
tu mi ascolti e mi sei vicina.
MADRE....se tu non esistessi dentro di me,
oggi non sarei quella che sono.
Grazie per i bei tramonti che ancora mi farai vedere.

Rossana Angelini

7 maggio 2016

LA ROSA - Cinzia



Mai potremo godere quanto di piacevole può donarci una rosa, se abbiamo paura di pungerci con le sue spine! 
In fondo ogni cosa ha un prezzo da pagare e comunque, basta un   po’ di attenzione e le spine più acuminate le evitiamo, se poi siamo abbastanza furbi, con un robusto paio di guanti da giardiniere, addirittura non le sentiamo.
Se non osiamo, se rinunciamo per paura di soffrire, vivremo accontentandoci delle briciole che troviamo per caso...

LA ROSA

Colsi una rosa
la più bella del giardino,
era bella,
così com’era il suo profumo amico,
non pensavo che mi potesse far male,
era una rosa così bella!
Ma poi vidi che era pungente,
perché aveva le spine,
pensavo
che mi avesse potuto dare solo il suo profumo,
ma poi mi diede anche le spine.

Cinzia

4 maggio 2016

COSI PICCOLE MANI - Edward Estlin Cummings


La prima rosa primaverile del mio giardino offerta... da piccole mani!
Peccato che non vi giunga anche il suo profumo, perché è davvero soavemente e meravigliosamente intenso!

COSI PICCOLE MANI

Là dove non sono mai stato, piacevolmente oltre
ogni esperienza, i tuoi occhi hanno il loro silenzio:
nel tuo gesto più delicato ci sono cose che m’imprigionano,
o che non posso toccare perché mi sono troppo vicine

Il tuo minimo più piccolo sguardo facilmente mi schiude
Sebbene io mi sia chiuso come le dita di una mano,
tu mi apri sempre facilmente petalo per petalo come la Primavera apre
(sfiorando abilmente, misteriosamente) la sua prima rosa

O se il tuo desiderio sia chiudermi, io e
la mia vita ci chiuderemo di scatto meravigliosamente, improvvisamente,
come quando il cuore di questo fiore s’immagina
la neve scendere con cautela ovunque;

Niente di tutto ciò che sperimenteremo in questo mondo è pari
alla forza della tua intensa delicatezza: la cui trama
mi costringe nel colore delle sue terre,
rendendo omaggio alla morte e al per sempre ad ogni fiato
(Non so cosa sia di te che chiude e apre; solo qualcosa mi dice
che la voce dei tuoi occhi è più profonda di tutte le rose)
Nessuno, nemmeno la pioggia, ha così piccole mani...

Edward Estlin Cummings


2 maggio 2016

ROSA MISTICA - Piero Bargellini



La più perfetta delle rose...

ROSA MISTICA

I cristiani hanno dato il nome di rosa 
alla più perfetta creatura di Dio: alla Madonna. 
A Maggio gli altari sono adorni di rose 
profumate e i fedeli, nelle litanie invocano 
Maria col nome di Rosa mistica. 
E Rosa mistica vuoi dire rosa che non 
appassisce, che non perde il suo profumo, 
che non macchia il suo candor

Piero Bargellini 

MAGGIOLATA - C.Mazzoleni





Benvenuto dolce maggio, il mese consacrato alla dolcissima Maria!

MAGGIOLATA

Ora tu vieni, o maggio, dolce mese,
che porti cieli azzurri e verdi prati,
e rose per gli altari delle chiese,
e fioriti giardini profumati.
O generoso maggio, ben tornato
col riso dei fanciulli saltellanti
nei più rosei tramonti del Creato,
col volo degli uccelli cinguettanti
le garrule canzoni in armonia!
O generoso maggio, ti saluto!
Nel dolcissimo nome di Maria
a te porgo, felice, il benvenuto.

(C. Mazzoleni)

MADONNA - Luisa Nason



Il mese di Maggio oltre a essere il mese delle rose è anche il mese consacrato alla Madonna, non dimentichiamo dunque di offrirle le più profumate delle rose!

MADONNA

Oh, com'è bella a maggio
la chiesa del villaggio,
con tante rose in fiore!
La Mamma del Signore
sorride nel suo velo
dal colore del cielo
e mostra il Suo Bambino
che pare un fiorellino.
Più dolce è la preghiera
quando viene la sera.
Dice la Madonnina,
dalla volta turchina:
Non fate pianger più
il mio Bimbo Gesù!
Poi resta tutta sola
la Vergine Maria
insieme al Suo Tesoro:
ma c'è una stella d'oro
che le fa compagnia
e piano la consola.

Luisa Nason


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