31 dicembre 2019

ALL'ANNO CHE MUORE - Santo Parisi


Soprattutto a una certa età, ogni anno si archivia con una certa tristezza  ma, nonostante tutto, brindiamo al nuovo anno con allegria!

ALL'ANNO CHE MUORE

Addio, anno che muori,
io ti saluto
con malinconia;
io ti saluto
con il pianto in cuore;
perchè stanotte
tu ti porti via
un po' di me,
un po' del mio passato.
Addio, anno che muori,
addio senza rancore,
anche se stanotte
con te muore
un po' di me,
un po' della mia vita.

Santo Parisi
 

29 dicembre 2019

LA NEVE CADE - Boris Pasternak


LA NEVE CADE

La neve cade, la neve cade
Alle bianche stelline in tempesta
Si protendono i fiori del geranio
Dallo stipite della finestra:
La neve cade e ogni cosa è in subbuglio,
ogni cosa si lancia in un volo,
i gradini della nera scala,
la svolta del crocicchio.
La neve cade, la neve cade,
come se non cadessero i fiocchi,
ma in un mantello rattoppato
scendesse a terra la volta celeste.
Come se con l'aspetto di un bislacco
Dal pianerottolo in cima alle scale,
di soppiatto, giocando a rimpiattino,
scendesse il cielo dalla soffitta.
Perché la vita stringe. Non fai a tempo
A girarti dattorno, ed è Natale.
Solo un breve intervallo:
guardi, ed è l'Anno Nuovo.
Densa, densissima la neve cade.
E chi sa che il tempo non trascorra
Per le stesse orme, nello stesso ritmo,
con la stessa rapidità o pigrizia,
tenendo il passo con lei?
Chi sa che gli anni, l'uno dietro l'altro,
non si succedano come la neve,
o come le parole d'un poema?
La neve cade, la neve cade,
la neve cade e ogni cosa è in subbuglio:
il pedone imbiancato,
le piante sorprese,
la svolta del crocicchio.

 Boris Pasternak

NATALE IERI - Salvatore Armando Santoro


 Il Natale è sicuramente la festa che più risveglia nostalgia e  rimpianto...

NATALE IERI

Oh, Natale, Natale!

Suoni d’acciarini lontani
e melodie sperse per borghi abbandonati,
per strade di ciottoli e di fango.

E frotte di bimbi cenciosi,
di bimbe spettinate e unte,
salti e versi, risa e strepitio di  porte,
latrar di cani ed imprecazioni di vecchi 
stanchi ed assonnati.

Odor d’incenso,
ostentazioni e canti in una vecchia Chiesa,
dove l’odor di muffa si confondea col puzzo 
degli stracci dei vagabondi
a mendicare all’uscio.

Giorni miei andati di preghiere,
di speranze per una vita migliore,
per un giorno diverso, poi arrivato.

E, infine, il razionale, il ripudio d’una santità
sospesa tra immagini indefinite e malinconiche,
allineate in alcove di cui s’è perso il senso 
e la memoria.

Ed il rimpianto arriva
a scuoter l’uscio delle certezze,
a risperare un mondo
che, sui canti serali e sulle nenie,
mi riporti gli affetti ormai finiti 
e quel Natale, di cui l’orma di santità,
in me, ormai è dispersa.

Salvatore Armando Santoro 

28 dicembre 2019

LA LEGGENDA DEL PASTORE POVERISSIMO



LA LEGGENDA DEL PASTORE POVERISSIMO

Una graziosa leggenda narra che, alla nascita di Gesù, i pastori accorrevano alla grotta con vari doni. Ciascuno portava quel che aveva, chi i frutti del proprio lavoro, chi qualcosa di prezioso. Ma, mentre tutti si prodigavano con generosità, c’era un pastore che non aveva nulla. Era poverissimo, non aveva niente da offrire. Mentre tutti gareggiavano nel presentare i loro doni, se ne stava in disparte, con vergogna. A un certo punto San Giuseppe e la Madonna si trovarono in difficoltà a ricevere tutti i doni, tanti, soprattutto Maria, che doveva reggere il Bambino. Allora, vedendo quel pastore con le mani vuote, gli chiese di avvicinarsi. E gli mise tra le mani Gesù. Quel pastore, accogliendolo, si rese conto di aver ricevuto quanto non meritava, di avere tra le mani il dono più grande della storia. Guardò le sue mani, quelle mani che gli parevano sempre vuote: erano diventate la culla di Dio. Si sentì amato e, superando la vergogna, cominciò a mostrare agli altri Gesù, perché non poteva tenere per sé il dono dei doni.

27 dicembre 2019

A GESU' BAMBINO - Umberto Saba



A GESU' BAMBINO

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!

Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.

Gesù, fa' ch'io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa' che il tuo dono
s'accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Umberto Saba

26 dicembre 2019

LA NIASCITA DI GESU' - Rainer Maria Rilke


LA NASCITA DI GESU'

Se in te semplicità non fosse,
come T'accadrebbe il miracolo
di questa notte lucente? Quel Dio,
vedi, che sopra i popoli tuonava
si fa mansueto e viene al mondo in te.
Più grande forse lo avevi pensato?
Se mediti grandezza: ogni misura umana
dritto attraversa ed annienta
l’inflessibile fato di lui. Simili
vie neppure le stelle
hanno. Son grandi, vedi, questi re;
e tesori, i più grandi agli occhi loro,
al tuo grembo dinanzi essi trascinano.
Tu meravigli forse a tanto dono:
ma fra le pieghe del tuo panno guarda,
come ogni cosa Egli sorpassi già.
Tutta l'ambra imbarcata dalle terre più remote,
i gioielli aurei, gli aromi
che penetrano i sensi conturbanti:
tutto questo non era che fuggevole
brevità: d’essi, poi, ci si ravvede;
ma è gioia - vedrai - ciò che Egli dà.

Rainer Maria Rilke

25 dicembre 2019

LA LEGGENDA DELLE CAMPANE DI NATALE


LA LEGGENDA DELLE CAMPANE DI NATALE

I pastori si affollarono a Betlemme mentre viaggiavano per incontrare il neonato re.
Un piccolo bimbo cieco sedeva sul lato della strada maestra e, sentendo l’annuncio degli angeli, pregò i passanti di condurlo da Gesù Bambino, ma nessuno aveva voglia di trovare tempo per lui.
Quando la folla fu passata e le strade tornarono silenziose, il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame.
Pensò: “Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!” e seguì il suono della campana fino alla stalla ove la mucca lo accompagnò.
E quella stalla, dove la mucca  portò il bimbo cieco, era proprio dove si trovava la mangiatoia in cui giaceva il neonato Gesù.

( dal web)

IL NATALE - Roberto Colonnelli



Il vero spirito del Natale...

IL NATALE

Il Natale, non è nelle luci colorate 
che illuminano le strade,non è una data,
né tanto meno il momento dei regali.
Il Natale, è uno stato d’animo
da tenere e portare con sé tutto l’anno.
Il Natale, è ritrovassi in un sorriso
che apre a libera il cuore,
allora si che per sempre è Natale.

(Roberto Colonnelli)

BUON NATALE - Simona Barè Neighbors


Buon Natale e tanti auguri di felicità o, quantomeno,  serenità!

BUON NATALE 

Buon Natale,
a chi ride e a chi piange
a chi corre ancora
e a chi si è già fermato;
ai bambini, anche quelli
che sono ormai cresciuti e magari
hanno qualche capello bianco,
ma il cuore grande
di quando erano piccoli.

Buon Natale
a chi ha realizzato un sogno
e a chi lo deve ancora realizzare,
a chi il sogno
lo ha messo nel cassetto
e a chi lo ha chiuso a chiave
per paura che glielo rubino.

Buon Natale
a chi ama, a chi è stato tradito
e ancora non ha perdonato,
a chi l’amore lo aspetta
con la speranza negli occhi.
A chi porta pazienza
e a chi l’ha perduta,
a chi è arrabbiato, triste,
felice, sereno.

Buon Natale a te,
che stai leggendo e un augurio:
chiunque tu sia,
qualunque cosa tu stia facendo,
che tu possa trovare
ciò che tutti stiamo cercando:
felicità e serenità.

Simona Barè Neighbors

E' NATO GESU' - Ettore Bogno


Un dolce canto a mezzanotte per inneggiare alla nascita del Re dei cieli...

E' NATO GESU'

Il gregge stanco ansando riposava
sotto le stelle nella notte fonda.
Dormivano i pastori. Il tempo andava.
Quand’ecco una gran luce il cielo inonda.

È mezzanotte. Ed ecco un dolce canto
suona per l’aria, in armonia gioconda.
Si destano i pastori, al gregge accanto,
e ascoltano: “Sia gloria a Dio nei cieli
e pace in terra all’uomo!”. O dolce incanto!
È nato un bimbo tutto luce e amore.
In una stalla, avvolto in pochi veli,
povero è nato e pure é il Re dei cieli.

E dice a tutti: “State cuore a cuore,
come fratelli! Non odiate mai!
L’anima che perdona è come un fiore.
Chi crede in me non perirà mai”.

Ettore Bogno

LA PREGHIERA DEL NATALE - padre Antonio Rungi


"Sei disposto a credere che l'amore sia la cosa più forte del mondo,
 più forte dell'odio, più forte del male, più forte della morte,
 e che la vita benedetta che è nata a Betlemme duemila anni fa 
sia l'immagine di luminosità dell'Amore Eterno? 
Allora puoi festeggiare il Natale."
(H. van Dyke)

PREGHIERA DEL NATALE

Contemplando il tuo volto di Bambino,
o Gesù Redentore del mondo,
appena giunto tra di noi,
tocchiamo con le nostre povere mani
la bellezza, la grandezza e la tenerezza di Dio
fatto uomo nel grembo verginale di Maria
e venuto alla luce nella notte più luminosa di questo mondo.

Davanti a Te, Re Bambino,
dai connotati dolci e rassicuranti
noi ci immergiamo in questo Natale
per ricuperare amore, pace e serenità.

Inginocchiati, come i semplici pastori di Betlemme
che corsero subito a renderti onore,
noi ci prostriamo per chiederti di aiutarci
a ritrovare la strada che porta a Te, o nostro Signore.

Siamo qui ad adorarti, come i Re Magi,
e nelle nostre misere condizioni
ti offriamo in dono
ciò che possediamo di più prezioso dentro noi,
il nostro povero e sofferente cuore.

Da questa rinnovata grotta di luce e di speranza
di un piccolo villaggio della Galilea delle genti,
volgi il tuo sguardo d'amore e di bontà all'umanità intera,
che dalla tua annuale ricorrenza natalizia,
attende una risposta globalizzata dell'amore e della misericordia
che Tu ci hai insegnato e comunicato, o Emanuele, Dio con noi.
Amen.

(padre Antonio Rungi)

24 dicembre 2019

PRESEPE - Marzia Serpi


"I cuori semplici, pregando ai piedi del presepio, vedono nel Natale una luce di speranza nella tragedia del nostro tempo. Nel mondo, oggi, tutto è frastuono e disordine; nel Presepio tutto è ordine, raccoglimento, spirito soprannaturale. Il Presepio è lo specchio di una società capace di rendere gloria a Dio e pace agli uomini di buona volontà."
(Roberto de Mattei)

PRESEPE

Passa lucente la stella cometa
si ferma nel cuore come ultima meta
montagne di cartapesta, casette e borraccina
con cura ambientata ogni statuina.
Voglio essere anch’io vicina al pastore
sulla strada di ghiaia che porta al Signore,
gli angeli in cielo, il ruscello di stagnola
è aria di festa, non sono più sola.
Pensieri, riflessioni, il tempo che vola via
mentre avverto del Natale la magia
mi ritrovo tra le mani l’ultima statuina,
faccio il presepe come quand’ero bambina.
Da sempre il ricordo mi parla d’amore
questo presepe costruisco nel cuore.

(Marzia Serpi)

L'ANGELO E LA STELLA -Carolina Parrilla



L'ANGELO E LA STELLA
 
Era una fredda notte d'inverno e il vento ululava piegando i rami  degli alberi...
Un silenzio irreale , quasi inquietante aleggiava per le strade deserte del piccolo villaggio.
 Si celebrava la vigilia del Santo Natale, ma stranamente nessuno faceva festa, il mondo era in guerra e l'eco della morte era giunto anche li'... nel piccolo paesello di montagna dove la vita scorreva lenta e pacifica e il tempo passava lento ,scandito dai soliti ritmi . 
 Il paesaggio era imbiancato di neve e fiocchi di gelo turbinavano nell'aria ,conferendoli  un aspetto quasi magico...
Un cielo coperto, con rari squarci in qua e la' ,faceva intravedere la luce delle stelle..  
Da una nuvola, provenivano strani bagliori... sembravano lacrime d'argento versate da una piccola stella.
Nascosta dietro alle candide frange  se ne stava in disparte, molto discosta dalle sue sorelle.
Invano la nuvola cercava di consolarla...
La stellina piangeva e le sue lacrime rivestivano l'universo di lampi intermitenti.
Il Buon Dio udii il suo pianto, cerco' tra i suoi angeli qualcuno da inviare per sapere il motivo di tutto quel dolore, ma era la vigilia di Natale ed erano tutti affaccendati.
 Solo uno stava seduto, leggermente corrucciato, assorto nei suoi pensieri , uno strano angelo quello, un po' ribelle fatto a modo suo... stava seduto un po' malinconico, guardando i suoi fratelli affannarsi in canti e cori ma, non riusciva a partecipare all'allegria generale. 
Il Signore lo chiamo' , ordinandoli di andare in quel punto del cielo da cui si udivano tutti quei lamenti. Un po' seccato e a malincuore aprendo le sue ali plano' leggero raggiungendo la nube da cui provenivano tutte quelle perle di luce. 
- "Perche' piangi?" - chiese alla piccola stella.
Con un fil di voce , continuando a singhiozzare lei rispose: -" Vedo tante miserie nel mondo, odio guerra, cattiveria e tante ingiustizie...I bimbi muoiono innocenti sotto alle bombe, la gente non conosce l'amore e l'umanita' continua a vagare nel buio alla ricerca di un motivo , uno scopo di vita ...io vedo tutto questo e sono triste, nemmeno la nascita di Gesu' questa notte , rende il mondo migliore e giusto."-
L'angelo commosso prese un fazzoletto ... -"Asciuga le tue lacrime e dammi la mano, ti portero' in un luogo incantato dove non esiste odio, guerra fame e malattie...Vieni con me! Questo posto sta al di la' dell'orizzonte e pochi lo conoscono ,solo chi ha un cuore puro e occhi innocenti puo' vederlo..."-
Titubante la stellina segui' l'angelo e insieme si avviarono in quella direzione .
 Nel punto del loro incontro, come per incanto, preceduto da un boato si era formato un arcobaleno che abbracciava terra e cielo con i suoi vivi colori.
L'angelo e la stella stavano  su un punto indefinito ,ai confini del cielo, tenendosi per mano...
La tempesta di neve era cessata e la gente uscendo dalle case guardava meravigliata quel prodigio...
Tutti si sentivano migliori... anche il tempo si era fermato e gli echi della guerra spariti.
Loro due  da lassu', sorridevano felici del miracolo compiuto.

Carolina Parrilla

UNA STELLA SULLA STRADA DI BETLEMME - Boris Pasternak


"Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia."
(Vangelo di Matteo)

UNA STELLA SULLA STRADA DI BETLEMME

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L'alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta.
Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.

E li accanto, sconosciuta prima d'allora,
più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme

(Boris Pasternak)

22 dicembre 2019

FIORI DI NEVE - M. Castoldi


Cadono  leggeri fiocchi di neve che sembrano danzare abbracciati al vento e... che bello sentirli posare sul viso come delicati fiori che sembran di cristallo! 

FIORI DI NEVE

Petali bianchi
nell’aria greve.
Fiori di neve
sui rami stanchi.
Sul verde tenero
del nuovo grano
s’adagian piano
gigli e asfodeli:
fiorita lieve
che ignora stelo…
Gemme del cielo
fiori di neve.

 (M. Castoldi)

NEVE - Umberto Saba



Buon risveglio, avvolti da un manto di turbinante neve!

NEVE

Neve che turbini in alto ed avvolgi
le cose in un tacito manto,
una creatura di pianto
vedo per te sorridere; un baleno
d'allegrezza che il mesto viso illumini,
e agli occhi miei come un tesoro scopri.

Neve che cadi dall'alto e noi copri,
coprici ancora, all'infinito. Imbianca
la città con le case e con le chiese,
il porto con le navi; le distese
dei prati, i mari agghiaccia; della terra
fa' - tu augusta e pudica - un astro spento,
una gran pace di morte. E che tale
essa rimanga un tempo indeterminato,
un lungo volger d'evi.
                                Il risveglio,
pensa il risveglio, noi due soli, in tanto
squallore.
               In cielo
gli angeli con le trombe, in cuore acute
di laceranti nostalgie, ridesti
vaghi ricordi, e piangere d'amore.

Umberto Saba

21 dicembre 2019

INVERNALE - Oreste Ferrari



Tra i tanti doni dell'inverno c'è la neve e una nevicata è come una  manciata di candidi coriandoli lanciati in aria a carnevale, tutta allegria quindi!

INVERNALE

Perché dobbiamo essere tristi?
Tutto non è perduto ancora!
Nella memoria ancor s’infiora
la stagion verde che ci ha visti

lieti nei prati che oggi sono
niveo sopore e indifferenza,
mentre dovunque la pazienza
dell’inverno è l’unico dono.

Sotto la neve il bulbo attende
il segno magico dell’anno.
Verrà il giorno! Rifioriranno
le più ineffabili leggende.

Sarà la nuvola rosata
del pesco apparso in cima al clivo,
il grido tenero e giulivo
della rondine alla nidiata.

Sarà il miracolo che fa
sorger dai bruchi le farfalle,
l’arcobaleno sulla valle,
o un viso: e la felicità.

(da 'Poesie', Tallone, 1956)
Oreste Ferrari
(Locca di Ledro, 5 maggio 1890 – Bellinzona, 10 febbraio 1962)

INVERNO - Puck


Diamo il benvenuto al novello inverno che arriva carico dei suoi doni e pronto a esibirsi in tutta la sua arte e, dal momento che per arrivare alla tanto sospirata primavera dobbiamo necessariamente attraversarlo, ci conviene goderci il percorso...

INVERNO

L’inverno tessitore
appende ai rami trine
finissime, le brine
di fil d’argento.
L’inverno è uno scultore:
la neve fa, sul tetto,
un monumento.
Ed è anche musicista,
e, sulla tramontana,
ci fischia la più strana
sua sinfonia.
Sportivo, fa una pista
d’ogni campo di neve
per lo slittino
e per chi scia.
Ci offre, da cuoco esperto,
le caldarroste d’oro,
fragranti nella loro
corteccia nera.
Doni preziosi, certo,
e molto anch’io t’ammiro…
ma nel mio cuor, sospiro
la primavera.

(Puck)

18 dicembre 2019

ALBA - Pier Paolo Pasolini


"La brezza all’alba ha segreti da dirti.
Non tornare a dormire."
(Gialal al-Din Rumi)

ALBA
 
O petto destato
dal nuovo giorno!
O letto tiepido 
bagnato di lacrime!
Un’altra luce
mi desta a piangere
i giorni che volano 
via come le ombre.
 
Pier Paolo Pasolini

13 dicembre 2019

VI AUGURO - Jacques Brel



Un lieto risveglio con il canto degli uccellini  e... tanti, tanti auguri!

VI AUGURO

Vi auguro sogni a non finire e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno.
Vi auguro di amare ciò che si deve amare e di dimenticare ciò che si deve dimenticare.
Vi auguro passioni, vi auguro silenzi.
Vi auguro canti d’uccelli al risveglio e risate di bimbi.
Vi auguro di rispettare le differenze degli altri perché il merito
e il valore di ognuno sono spesso da scoprire.
Vi auguro di resistere all’inerzia, all’indifferenza
e alle virtù negative della nostra epoca.
Vi auguro infine di non rinunciare mai alla ricerca, all’avventura, alla vita, all’amore
perché la vita è un’avventura magnifica e nessuno che sia ragionevole deve rinunciarvi 
senza combattere una dura battaglia.
Vi auguro soprattutto d’essere voi stessi, fieri di esserlo e felici,
perché la felicità è il nostro vero destino.

Jacques Brel

12 dicembre 2019

UNA STORIA VERA DI SOLIDARIETA'- dal web


Incredibilmente commovente...

UNA STORIA VERA DI SOLIDARIETA'
Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle del 1992, nove atleti, tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara, non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto, fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere. Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e tornarono indietro... ciascuno di loro. Una ragazza con la sindrome di Down si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: "Adesso stai meglio?" Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo.Tutti nello stadio si alzarono, e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia. Perché? Perché dentro di noi sappiamo che: la cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere, anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa: "Una candela non ci perde niente nell'accendere un'altra candela". 

 (dal web)

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