Visualizzazione post con etichetta ITALIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ITALIA. Mostra tutti i post

2 giugno 2021

2 GIUGNO 1946 - NASCE LA REPUBBLICA ITALIANA



Buona festa della Repubblica!

2 GIUGNO 1946 - NASCE LA REPUBBLICA ITALIANA

Il 2 giugno 1946 l'Italia con un referendum istituzionale mandava in esilio la monarchia e proclamava la Repubblica.
L’ultimo re d’ Italia fu Umberto II di Savoia, successore di Vittorio Emanuele III e detto anche "Re di Maggio", a causa della breve durata del suo regno, che andò dal 9 maggio 1946 al 10 giugno dello stesso anno.
Il ruolo di Capo provvisorio dello Stato Venne affidato ad Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei Ministri.
Il primo presidente della Repubblica fu Enrico de Nicola, nominato capo provvisorio dello Stato il 28 giugno 1946 dall'Assemblea Costituente e che con l'entrata in vigore della Costituzione assunse il titolo e le funzioni di presidente, mentre il primo presidente eletto secondo il dettato della Costituzione fu Luigi Einaudi il 12 maggio 1948.


Nell'ottobre del 1946, il Governo di De Gasperi istituì una apposita Commissione per bandire un concorso nazionale allo scopo di creare uno stemma che rappresentasse la Repubblica italiana.
 Il concorso, aperto a tutti, era basato su pochi elementi: esclusione rigorosa dei simboli di partito e inserimento della stella d'Italia, "ispirazione dal senso della terra e dei comuni".
Dopo due concorsi pubblici, ottocento bozzetti presentati e un percorso creativo lungo due anni, a risultare vincitore fu Paolo Paschetto, di Torre Pellice, in provincia di Torino, professore di ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma e artista poliedrico che passava indifferentemente dalla xilografia alla grafica, dall'olio all'affresco, dalla pittura religiosa al paesaggio e che fu autore anche di numerosi francobolli, compresa "la rondine" della prima emissione italiana di posta aerea.


Il disegno di Paschetto fu sottoposto a ulteriori ritocchi da parte dei membri della Commissione e approvato il 31 gennaio 1948.
Il 5 maggio 1948 il Presidente della Repubblica in carica Enrico De Nicola, firma il decreto legislativo n. 535 e l'Italia repubblicana ha finalmente il suo emblema: una stella dai bordi rossi posta su una ruota dentata entrambe circondate da un ramo d' ulivo a sinistra e da uno di quercia a destra.
La stella è uno degli oggetti più antichi del patrimonio iconografico italiano ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo appunto, una stella splende raggiante.
Così fu rappresentata nell'iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario.


 La stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l'appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.
La ruota dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale, mentre la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambe le piante, oltretutto, appartengono al nostro patrimonio arboreo.



Dopo diverse "elaborazioni" della bandiera dalla Cispadana a quella del Regno Unito, con decreto legislativo del 19 giugno 1946, si stabilì invece la bandiera della Repubblica italiana, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni".

 La prima bandiera italiana portata in Firenze 
 (Francesco Saverio Altamura)

Erano stati due patrioti e studenti dell’Università di Bologna, Luigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis, nell’autunno 1794, ad unire il bianco e il rosso delle rispettive città natie al verde, colore della speranza.
I due eroi volevano organizzare una rivolta per ridare al Comune di Bologna l’antica indipendenza perduta con la sudditanza allo Stato Pontificio ma furono scoperti e giustiziati, ma il loro tricolore apparve come coccarda sugli abiti dei patrioti nella sommossa di Bologna Il 14 novembre 1794.
Il 18 maggio 1796 i colori furono accettati da Napoleone, a Milano, che consegnò una bandiera a strisce verticali verde, bianca e rossa, alla Guardia Civica, alla Legione Lombarda e alla Guardia Nazionale.

Episodio delle cinque giornate di Milano
(Baldassare Verazzi)

 Il 18 ottobre 1796, il senato, riunito a Bologna e Modena, decretò la bandiera tricolore come simbolo della nuova Repubblica Cispadana, prima tappa di una nuova Repubblica italiana e infine nel 1797, a Reggio Emilia, il Parlamento della Repubblica Cispadana decreta "che si renda universale la Bandiera Cispadana di tre colori verde, bianco e rosso”.
Il 7 gennaio 1897 a Reggio Emilia, in occasione del primo centenario della bandiera, il grande poeta Giosuè Carducci, pronunciò un discorso in cui dava un suo significato ai tre colori: «Il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l’anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene della gioventù dei poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi!».


23 marzo 2021

VENEZIA - Anna Achmàtova


Una magnifica poesia dedicata alla città tra le più belle e romantiche al mondo: letteralmente ti lascia senza fiato!


VENEZIA


Colombaia dorata sull'acqua,

tenera e verde struggente,

e una brezza marina che spazza

la scia sottile delle barche nere.


Che dolci, strani volti tra la folla,

nelle botteghe lucenti balocchi:

un leone col libro su un cuscino a ricami,

un leone col libro su una colonna di marmo.


Come su di un'antica tela scolorita,

il cielo azzurro fioco si rapprende...

ma non si è stretti in quest'angustia,

e non opprimono l'umido e l'afa.

 

Anna Achmàtova




1 marzo 2021

ARCO MAGNO - SAN NICOLA ARCELLA

 


L’Arco Magno è una piccola perla incastonata nella costa tirrenica calabrese e più precisamente nella Riviera dei Cedri, appartenente a San Nicola Arcella, un piccolo comune situato tra le più note località marittime di Scalea e Praia a Mare. L’incantevole località, collocata tra San Nicola e Praia, è così chiamata per il monumentale Arco che la natura scolpito nella roccia, attraverso il quale si accede via mare a una nascosta laguna a forma di mezzaluna.   


Vedute dal versante nord  con isolotto di Dino sullo sfondo e lo scoglio dello Scorzone





L'Arco Magno si trova tra il confine nord di San Nicola Arcella e quello sud di Praia a Mare, quindi raggiungibile a piedi da entrambi i lati prima camminando sulla sabbia poi lungo un sentiero, quindi il percorso non è esattamente agevole.




Vedute dal versante sud 




Lungo il sentiero, che s’inerpica tra la natura selvaggia sul fianco delle rocce per poi degradare verso la spiaggia, si può ammirare un paesaggio di bellezza insuperabile, con acque così cristalline da far intravedere i fondali rocciosi e lo sforzo della salita è subito dimenticato.







A pochi metri dall’Arco Magno, direttamente sul bagnasciuga s’apre un arco più piccolo, detto anche l’Arco di Enea perché, secondo una leggenda, dopo la caduta di Troia l'eroe greco si trovò a passare proprio per queste terre. 




Alcuni chiamano il luogo anche Grotta del Saraceno, per via di una grotta sempre a pochi metri, dove i saraceni si nascondevano dopo le loro scorribande nell’entroterra; all'interno della grotta c'è anche una sorgente di acqua dolce .



Le vere attrazioni restano comunque l’Arco e la sua piccola laguna di circa 30 metri con sabbia finissima e minuscole pietruzze ambrate.
L’Arco misura invece circa 25 metri di altezza, ergendosi direttamente dal mare, ed è abbastanza ampio da consentire l’accesso a piccole imbarcazioni, offrendoci, dal suo pertugio, una meravigliosa veduta, che cambia colore man mano che avanza il giorno.









24 dicembre 2020

L'ALBERO DI GUBBIO




L'ALBERO DI NATALE  PIU' GRANDE DEL MONDO

E' nella splendida Gubbio, la cittadina in provincia di Perugia dove avvenne il famoso episodio dell'incontro tra San Francesco d'Assisi e il feroce lupo, che dal 1981 ogni 7 dicembre ,vigilia dell'Immacolata, sulle pendici del monte Ingino si accende l'albero di Natale più grande del mondo. 
L’albero viene acceso con una cerimonia presieduta da personaggi del mondo delle istituzioni, della cultura, della scienza, del volontariato che meglio interpretano le nostre secolari tradizioni: nel 2011 l'albero è stato acceso dal Santo Padre Benedetto XVI, nel 2012 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e nel 2014 da Papa Francesco.



Ideato da Enzo Grilli e Pietrangelo Farneti aiutati da un folto gruppo di volontari , l'Albero di Natale di Gubbio è costituito da oltre 800 luci di vario colore alimentate da fonti rinnovabili e si distende con una base di 450 metri per oltre 750 metri di altezza, partendo dalle mura della città medioevale per arrivare con la stella alla basilica di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, posta in cima alla montagna.

Per la sua realizzazione sono necessari circa 7.500 metri di cavi elettrici di vario tipo e circa 4 mesi di lavoro per montare tutti i punti luce, stendere i cavi e provvedere ai loro collegamenti.
L’albero, diventato ormai un vero e proprio simbolo della città, è stato sancito dal Guinnes World Record nel 1991 come l'albero natalizio più grande del mondo  e da allora è l’unico che può fregiarsi di tale titolo.


6 agosto 2020

Marradi - Dino Campana


 Poesia che Dino Campana dedicò a Marradi, l'ameno paesello nella valle del Mugello che gli diede i natali natali. Collocato a pochi chilometri da Firenze, Ravenna e la riviera romagnola, la sua fortunata posizione lo ha reso fin dal passato un paese prospero. Meta assolutamente da visitare per chi ama l'aria pura, le boscose vallate attraversate da corsi d'acqua cristallina e  i secolari castagneti curati come giardini.




Marradi è infatti  la patria del "Marron Buono" e di conseguenza  anche la gastronomia del luogo è ricca di prodotti preparati a base di castagne, come i marrons glacé e la torta di marroni. Nel mese di ottobre è possibile raggiungere Marradi con un treno d'epoca a vapore e visitare la celebre sagra delle castagne.


MARRADI


Il vecchio castello che ride sereno sull'alto

La valle canora dove si snoda l'azzurro fiume

Che rotto e muggente a tratti canta epopea

E sereno riposa in larghi specchi d'azzurro:

Vita e sogno che in fondo alla mistica valle

Agitate l'anima dei secoli passati:

Ora per voi la speranza

Nell'aria ininterrottamente

Sopra l'ombra del bosco che la annega

Sale in lontano appello

Insaziabilmente

Batte al mio cuor che trema di vertigine

Dino Campana





POST PIU' POPOLARI

SANTA CHIARA D' ASSISI - 11 Agosto

SANTA CHIARA D' ASSISI "Per la grazia di Dio, l'anima dell'uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è...