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14 dicembre 2020

ALBA - Federico Garcia Lorca


Buongiorno con una delle più belle poesie di Federico Garcia Lorca... sperando di non opprimervi!


ALBA


Il mio cuore oppresso

con l'alba avverte

il dolore del suo amore

e il sogno delle lontananze.


La luce dell'aurora porta

rimpianti a non finire

e tristezza senza occhi

del midollo dell'anima.


Il sepolcro della notte

distende il nero velo

per nascondere col giorno

l'immensa sommità stellata.


Che farò in questi campi

cogliendo nidi e rami,

circondato dall'aurora

e con un'anima carica di notte!


Che farò se con le chiare luci

i tuoi occhi sono morti

e la mia carne non sentirà

il calore dei tuoi sguardi!


Perchè per sempre ti ho perduta

in quella chiara sera?

Oggi il mio petto è arido

come una stella spenta.


Federico Garcia Lorca



23 gennaio 2020

SIRENA - Federico Garcia Lorca


"Angelo o Sirena, cosa importa, se tu – fata dagli occhi di velluto, ritmo, luce, profumo, o mia sola regina! – mi rendi meno ripugnante l’universo, meno grevi gli istanti?"
(Charles Baudelaire)

SIRENA

Com'è limpido l'orizzonte!
E questa tristezza?
(Se ne andrà via di corsa
appena tu torni.)
Come brilla l'orizzonte!
E questa tristezza?
(Vieni tra le mie braccia.
Non vedi come s'allontana?)
Oh che fiamma d'orizzonte!
E questa tristezza?
(Brucia con me e con lei.)

Federico Garcia Lorca

21 giugno 2019

NOTTE D'ESTATE- F. G. Lorca




A domani!

NOTTE D'ESTATE

L' acqua della fonte
suona il suo tamburo
d' argento.
Gli alberi
tessono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella

Federico Garcia Lorca

30 marzo 2019

NARCISO - Federico Garcia Lorca


 Il narciso sboccia appena l’inverno inizia a regredire, annunciando lietamente tutte le promesse  che la primavera reca con sé: per questo motivo è  considerato come un potente  portafortuna e fiore augurante felicità!

NARCISO

Narciso.
Il tuo odore.
E il fondo del fiume.

Voglio restare sulle tue sponde.
Fiore dell'amore.
Narciso.

Nei tuoi bianchi occhi passano
Onde e pesci addormentati.
Passeri e farfalle
si nipponizzano nei miei.

Tu minuto e io grande.
Fiore dell'amore.
Narciso.

Le rane che svelte sono!
Ma non lasciano tranquillo
lo specchio in cui si guardano
il tuo delirio e il mio delirio.

Narciso.
Dolore mio.
E mio proprio dolore.

Federico Garcia Lorca



24 ottobre 2018

MATTINO D' AUTUNNO - Federico Garcia Lorca



Una dolce e soleggiata giornata!

MATTINO D' AUTUNNO

Che dolcezza infantile
nella mattinata tranquilla!
C’è il sole tra le foglie gialle
e i ragni tendono fra i rami
le loro strade di seta.

Federico Garcia Lorca

23 ottobre 2018

SERA D'AUTUNNO - F.G.Lorca


Una buona serata autunnale!
SERA D' AUTUNNO

La sera
si vestì di freddo.
Dietro i vetri appannati
tutti i bambini
vedono tramutarsi in uccelli
un albero giallo.
La sera è distesa
lungo il fiume. 
Un rossore di mela
trema sui tetti.

Federico Garcia Lorca

2 agosto 2018

AGOSTO - Federico Garcia Lorca

Agosto - Joachim von Sandrart 

Agosto, l’ottavo mese del calendario gregoriano, anticamente era chiamato sextilis e contava trenta giorni, finché il Senato romano, nell'anno 8 a.C., lo rinominò “augustus”, in onore dell’imperatore Augusto, dal quale prende il nome anche il ferragosto (feriae Augusti).
Il Senato, inoltre, tolse un giorno al mese di febbraio per aumentare quelli di agosto, rendendolo così della stessa durata di luglio, così chiamato in onore di Giulio Cesare.

 AGOSTO

Agosto,
 controluce a tramonti
 di pesca e zucchero
 e il sole dentro la sera
 come il nocciolo nel frutto.
 La pannocchia serba intatto
 il suo riso giallo e duro.
 Agosto.
 I bambini mangiano
 pane scuro e saporita luna.

(Federico Garcia Lorca)

10 aprile 2018

CANZONE PRIMAVERILE - Federico Garcia Lorca


Una divina sera d'aprile!

CANZONE PRIMAVERILE

Escono allegri i bambini
dalla scuola,
lanciando nell'aria tiepida
d'aprile tenere canzoni.
Quanta allegria nel profondo
silenzio della stradina!

Un silenzio fatto a pezzi
da risa d'argento nuovo.
Vado pel cammino della sera,
tra i fiori dell'orto,
lasciando sulla strada
l'acqua della mia tristezza.

Sul monte solitario
un cimitero di paese
sembra un campo seminato
di semi di teschi.
E sono fioriti cipressi
come teste giganti
che con orbite vuote
e chiome verdognole
pensosi e dolenti
l'orizzonte contemplano.

Divino aprile, che vieni
carico di sole e di essenze,
colma di nidi d'oro
i teschi fioriti!

Federico Garcia Lorca

17 gennaio 2018

SERA PIOVOSA - F. Garcia Lorca





Capitano serate un pò così... grigie e piovose in tutti i sensi!


SERA PIOVOSA

Sera piovosa in grigio stanco.
Tutto è così.
Gli alberi secchi
la mia stanza solitaria.
E i ritratti vecchi
e il libro intonso…
Trasuda la tristezza dai mobili
e dall'anima.
Forse
la Natura ha per me
il cuore di cristallo.
E mi duole la carne del cuore
e la carne dell'anima.
E parlando
le mie parole restano nell'aria
come sugheri sull'acqua.
Solo per i tuoi occhi
soffro questo male;
tristezze del passato
tristezze che verranno.
Sera piovosa in grigio stanco.
E va la vita.


Federico Garcia Lorca

PIOGGIA - F.G.Lorca


Quante cose può ispirare la pioggia
 a un' anima  poetica ...
PIOGGIA
La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio.

È un bacio azzurro che riceve la Terra,
il mito primitivo che si rinnova.
Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
con una pace da lunghe sere.

È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
e ci unge con lo spirito santo dei mari.
Quella che sparge la vita sui seminati
e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo.

La nostalgia terribile di una vita perduta,
il fatale sentimento di esser nati tardi,
o l'illusione inquieta di un domani impossibile
con l'inquietudine vicina del color della carne.
 
L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
nel contemplare le gocce morte sui vetri.

E son le gocce: occhi d'infinito che guardano
il bianco infinito che le generò.

Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
e vi lascia divine ferite di diamante.
Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano
ciò che la folla dei fiumi ignora.

O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campani e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

Il canto primitivo che dici al silenzio
e la storia sonora che racconti ai rami
il mio cuore deserto li commenta
in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
ho all'orizzonte una stella accesa
e il cuore mi impedisce di contemplarla.

O pioggia silenziosa che gli alberi amano
e sei al piano dolcezza emozionante:
da' all'anima le stesse nebbie e risonanze
che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!
Federico Garcia Lorca

23 ottobre 2016

AUTUNNO - F.Garcia Lorca



Nelle tristi sere brumose, l'autunno può anche apparire tragico...

AUTUNNO

ll sogno per sempre svanì!
Nella sera piovosa
il mio cuore apprende
la tragedia dell' autunno
che gli alberi mostrano in terra.

E nella dolce tristezza
del paesaggio che muore
le mie voci si infransero.
Il sogno per sempre svanì.
Per sempre! Dio mio!
Sta cadendo la neve
sul deserto campo
della mia vita,
e teme
l' inganno, che va lontano,
di gelarsi o perdersi.

Come me lo dice l' acqua
che il sogno per sempre svanì!
Il sogno è infinito?
Lo sostiene la nebbia, 
e la nebbia è soltanto
stanchezza della neve.

Il mio ritmo va narrando
che il sogno per sempre svanì.
E nella sera brumosa
il mio cuore apprende
la tragedia dell' autunno
che gli alberi mostrano in terra.

(Federico Garcia Lorca)

17 maggio 2016

API D'ORO - Federico Garcia Lorca




Questi piccolissimi insetti, hanno acquisito nel tempo  un importante ruolo simbolico per la mirabile capacità di organizzare il suo alveare come uno stato.
Nell' antico Egitto i rimandi simbolici alla luce e al colore dorato del miele fecero dell' ape un insetto solare, nato dalle lacrime del Dio Sole "Ra" : quando le sue lacrime caddero a terra, vennero trasformate in api che costruirono arnie e produssero miele. Ciò fece sì che la cera d'api venisse onorata come sacra e che le candele fatte con la cera d'api venissero usate unicamente dai capi spirituali.
L’apicultura in Egitto esisteva già nel 2600 a. C. e nel Basso Egitto  l’ape era il simbolo geroglifico della regalità, mentre nell’Alto Egitto il re era rappresentato dal giunco.
Nell’ Antico Egitto la cera era usata per la mummificazione mentre a Sparta e presso gli Sciiti il miele veniva usato come unguento per i re defunti.
Gli antichi Babilonesi ( 1600 a. C. circa) veneravano il dio Mithra che era rappresentato come un leone che teneva nelle sue fauci un’ape.
Anche nell’ Olimpo, Zeus, da fanciullo era nutrito col miele, mentre nel mito indiano i gemelli Ashvin, messaggeri degli dei, al mattino bevono miele e i devoti  possono abbeverarsi a una leggendaria sorgente di miele.
In Occidente, l’ape è considerata simbolo dell’anima, tanto da venir definita “uccello del Signore”.
Il loro riposo invernale era paragonato invece alla morte, quindi vennero considerate anche un simbolo di resurrezione.


Nel Cristianesimo, per la loro infaticabilità, sono considerate un modello per l’operosità della comunione cristiana.
Sant’ Ambrogio paragonò la Chiesa all’ alveare, in cui tutti dovrebbero essere laboriosi e capaci di cogliere solo il meglio dai fiori.
Bernardo di Chiaravalle ha considerato le api come un simbolo di purezza e continenza e addirittura simbolo dello Spirito Santo.
La dolcezza del miele divenne simbolo dell’eloquenza dei grandi predicatori San Giovanni Crisostomo(che significa bocca d’oro).
L’ape fu considerata anche simbolo del Cristo stesso, per la sua clemenza (dolcezza del miele),ma anche,a causa del pungiglione, della sua severità al momento del Giudizio Universale.
Nella Bibbia, la Terra Promessa viene descritta a Mosè come “un paese bello e spazioso dove scorre latte e miele” (Esodo 3,8) ;mentre la Parola di Dio è “più dolce del miele” (Salmi 119,103).
Nel racconto biblico di Sansone  si narra che l’eroe, nel leone appesa ucciso a mani nude, trovasse un favo di api e miele e ciò lo indusse a proporre l’indovinello : “Dal divoratore è uscito il cibo e dal forte è uscito il dolce” (Giudici 14,14).

API D' ORO

Api d’oro
cercavano il miele
dove sarà il miele?
E’ nel giallo
di un fiorellino.
Sopra un bocciolo
di rosmarino

Federico Garcia Lorca






30 agosto 2015

CONCHIGLIA - Federico García Lorca


Una conchiglia con dentro il canto del mare da portare in regalo dalle vacanze a chi è rimasto in città...

CONCHIGLIA 

M’hanno portato una conchiglia.
Dentro le canta
un mare di mappa.
Il cuore
mi si riempie di acqua
con pesciolini
d’ombra e d’argento.
M’hanno portato una conchiglia.

Federico García Lorca

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