Gianni Rodari
Gianni Rodari
SOLSTIZIO D'INVERNO
Quando a dicembre arriva il solstizio
che dell’inverno scandisce l’inizio
il sole pare diventare più mite ed umano
non fa più l’altezzoso nel cielo lontano
insieme a noi si leva tardi al mattino
si tira pigramente sul tetto vicino
rimanendo incantato tutto il giorno
a guardare curioso le case intorno
non c’è chi non lo veda affacciare
che non lo faccia subito entrare
accogliendolo con cordialità e calore
come si trattasse d’un ospite d’onore
in realtà sembra che al solstizio
sia la festa del sole ad avere inizio.
Antonio Carcuro
Buonasera con un nostalgico lamento...
LAMENTO PER IL SUD
La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve...
Il mio cuore è ormai su queste praterie,
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare, la grave
conchiglia soffiata dai pastori siciliani,
le cantilene dei carri lungo le strade
dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,
ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru
nell'aria dei verdi altipiani
per le terre e i fiumi della Lombardia.
Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
Oh, il Sud è stanco di trascinare morti
in riva alle paludi di malaria,
è stanco di solitudine, stanco di catene,
è stanco nella sua bocca
delle bestemmie di tutte le razze
che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,
che hanno bevuto il sangue del suo cuore.
Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,
costringono i cavalli sotto coltri di stelle,
mangiano fiori d'acacia lungo le piste
nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.
Più nessuno mi porterà nel Sud.
E questa sera carica d'inverno
è ancora nostra, e qui ripeto a te
il mio assurdo contrappunto
di dolcezze e di furori,
un lamento d'amore senza amore.
Salvatore Quasimodo
Benvenuto dicembre, mese della santa festa!
DICEMBRE
Dicembre, il mese della santa festa
che ha fatto cristiane anche le nevi:
(ne parla il vento con sussurri brevi
ai sassi del ruscello, alla foresta).
Nel gran racconto, l’anima si desta
succhiando infanzia dai lontani evi.
(Le pievi ne discorrono alle pievi:
la terra è come un gran presepe in festa).
Nevica sui villaggi? Nelle veglie
le case tornano intime, sognanti;
le parole han riflessi di conchiglie.
Questa notte Gesù fa compagnia
al povero, al fringuello, al camminante
che come foglia fluttua per via.
Cesare Angelini
Dolcemente passiamo dall' incolore inverno, all'odorosa e colorata primavera!
DALL'INVERNO ALLA PRIMAVERA
Quando l’inverno muore
lentamente nella primavera,
nelle sere di quei bei giorni limpidi,
lieti, senza vento,
su cui si tengono spalancate
per le prime volte le finestre
e si portano sulle terrazze i vasi dei fiori,
le città offrono uno spettacolo gentile
e pieno d’allegrezza e di poesia.
A passeggiare per le vie si sente,
di tratto in tratto, sul viso,
un’ondata d’aria tiepida, odorosa.
Di che? di quali fiori? di quali erbe?
Chi lo sa!
(Edmondo De Amicis)
Una conchiglia da conservare, per riascoltare quando si vuole il canto del mare...
LA CONCHIGLIA
Ho trovato una conchiglia
e la voglio conservare,
era là, presso la chiglia
d’una barca in riva al mare.
Se l’inverno sarà grigio,
sarà freddo, e lungo tanto
io del mare, che prodigio,
potrò sempre udire il canto.
Accostando la conchiglia
all’orecchio si può udire,
delle onde,oh meraviglia,
sulla spiaggia il rifluire.
Kathryn Jackson
Un piccolo segmento del racconto "I passi sulla neve", di Mario Soldati, tratto da "Storie di spettri", una raccolta di venti storie incentrati sugli spettri, ma non intesi come eteree presenze sovrannaturali, bensì come riferimento ai nostri fantasmi personali, quelli che si nascondono tra le ombre nella nostra mente e alimentano le nostre paure…
I PASSI SULLA NEVE
IL MANDORLO
Ho camminato a lungo
nel freddo sentiero
che mi ha portato qui.
E ancora una volta,
ti parlo,
della noiosa tristezza
che appesantisce il cuore.
Ancora una volta,
il mio sguardo ti accarezza
con grido silenzioso.
Lo so, lo sento nell’aria
che il tempo è vicino,
lo vedo nel volo gaio degli uccelli.
Eppure, la mia impazienza,
celata a finta noncuranza,
si riempie nell’attesa.
Spero che arrivi, l’istante
che mi riveli il mutamento
al tuo contorno scuro,
e allora mi aprirò
con gioia in un sorriso,
per ogni fiore e foglia tua
che riferisce al mondo,
che il tempo triste è andato
a perdersi di nuovo.
Sei tu, mio albero fratello,
che annunci sempre e ancora,
la speranza al suo ritorno.
Lo fai prima di tutti,
schiudendoti d’incanto,
in questo triste inverno
che mi ha incupito il volto.
Luxia
Buon mese di febbraio on una fiorita mimosa!
FEBBRAIO
Ogni anno, mentre scopro che Febbraio
è sensitivo e, per pudore, torbido,
Con minuto fiorire, gialla irrompe
La mimosa. S'inquadra alla finestra
Di quella mia dimora d'una volta,
Di questa dove passo gli anni vecchi.
Mentre arrivo vicino al gran silenzio,
Segno sarà che niuna cosa muore
Se ne ritorna sempre l'apparenza?
O saprò finalmente che la morte
regno non ha che sopra l'apparenza.
Giuseppe Ungaretti
In febbraio il sole ancora fa solo capolino, ma presto tornerà la splendente stagione!
SCENA INVERNALE
Scena d'inverno, crepitio di impronte
sul sentiero innevato, per un istante da dietro le nubi
il sole fa capolino, come uno spirito ardente
che sorride al gelo ai cuori solitari
e passa tra i rami spogli degli alberi, accarezzandoli
tiepido soffio che sussurra coraggio e amore
nelle tarde giornate di febbraio, la luce insiste
come uno scintilla paziente che sembra annunciare
che l'inverno continua, ma il suo declino è vicino
e noi esseri umani accogliamo il tempo
nel sussurrare dei momenti, tra la pioggia
la neve, la nebbia e il vento, il nostro andare,
il nostro aggrapparsi alla vita che ci circonda,
e che inevitabilmente ogni attimo passa
e non tornerà mai più.
Daniela Cesta
LE STRADE DEL CUORE
Il freddo vuota le panchine affollate di un rigido inverno,
la scura notte arriverà presto ad abbracciare la città.
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere,
Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere
rigidi cappotti a chiudere il collo e portici pronti a difendere
il loro viso dagli attacchi del vento.
Lungo il viale tra le panchine ormai abbandonate
è rimasto solo un vecchio signore,
con lo sguardo basso scruta
il suo cappello logoro di vita,
scorrere lento fra le sue dita.
Il cielo del mio paese ha le sfumature indefinibili
dei tuoi occhi, fra le sue strade cammino lento
come se passassi le mani fra i tuoi capelli.
Il vento allontana le nuvole e mi riporta il tuo profumo,
osservo una coppia di teneri amanti
poi desolato ed invidioso, mi fermo a guardare
distrattamente tra le vetrine, i balocchi preziosi nei negozi.
Il freddo fa rabbrividire il mio corpo,
ma l'amore è la più contagiosa delle malattie,
oramai stordito dalla febbre per il tuo amore
mi ritrovo sorridendo, da solo a camminare
mentre intorno a me la città fugge via.
Sosto a lungo sul bordo di una fontana
vorrei anche io adesso un cappello
da potere scorrere fra le dita,
ci nasconderei dentro i miei pensieri di oggi
e poi gentilmente lo poggerei in testa…
Il viale è oramai desolato,
le foglie cadute danzano al vento i ricordi della loro vita,
non c'è più quel vecchio signore seduto sulla panchina…
avrei voluto chiedergli quali ricordi contenesse il suo cappello
ma la fredda sera lo ha portato via…
Rimango solo io con i miei pensieri
pensieri d'amore…
liberi pensieri per le strade del cuore...
Vallant Langosco
LA NEVE E' UN ANGELO CADUTO
La neve ha trasformato il mondo in cimitero.
Ma il mondo era già un cimitero
è la neve è solo venuta a renderlo noto.
La neve è solo venuta a indicare,
con il suo sottile dito privo di articolazioni,
il vero e scandaloso protagonista.
La neve è un angelo caduto,
un angelo che ha perduto la pazienza.
(Roberto Juarroz)
Neve, regina bianca, gioia dei fanciulli!
REGINA BIANCA
Regina bianca, gioia dei fanciulli,
tu vesti come petti di colobi,
le rupi sui declivi,
le punte dei cipressi e gli alti pini.
Rendi la guancia soffice alle strade,
e fai turgidi i tetti delle case
raccolte nel tepore delle stufe.
I campi, che sconfinano col cielo
hanno il tuo volto candido da sposa.
(M. Mazzeo)
ANCORA INVERNO
Fiochi albori rasentano la strada,
rigido è il biancospino ai tetti ameni
delle ville deserte, un'eco solo
della lor vita rompono i latrati
la pace della notte: ecco, una lampada,
che nessuno ha sospeso, arde, scintilla
a un ignoto balcone.
E dai palazzi strascica nel lume
di luna una lontana
brigata, un soffio di scirocco porta
rumore di fontane
da una valle scoscesa tra gli ulivi.
Frammenti di bei giorni illuminati
e di prati portati via dal vento
risorgono indecisi. Sarà giorno...
Altre luci più rosa già al crepuscolo
son prossime, a me care
anime nel fruscio
degli alberi sorridono in segreto.
Alessandro Parronchi
SANTA CHIARA D' ASSISI "Per la grazia di Dio, l'anima dell'uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è...