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23 marzo 2022

LE STAGIONI - Gianni Rodari

 


"La nostra vita dovrebbe essere semplice e spontanea come le stagioni, con il freddo dell’inverno, il tepore della primavera, il caldo dell’estate e la dolcezza dell’autunno."
(Romano Battaglia)


LE STAGIONI 

Primavera è una giovinetta
con in bocca la prima violetta.
Poi vien l’estate, nel giro eterno..
ma per i poveri è sempre inverno.
Vien l’autunno dalla montagna
ed ha l’odore di castagna.
Vien l’inverno dai ghiacciai
e nel suo sacco non ha che guai.

Gianni Rodari 

2 gennaio 2022

GENNAIO - Rainer Maria Rilke




Gennaio è il  mese più infame a causa del suo freddo intenso, ma sono proprio le sue nevi e i suoi ghiacci a renderlo il più scintillante tra i mesi dell'anno!

GENNAIO

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l'ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
che in lampi e faville , rovina.
In niveo brillar di lustrini
il candido giorno là fuori s'accresce,
diviene sempiterno, infinito.

Rainer Maria Rilke

1 gennaio 2022

GENNAIO - F. Bianchi



"A gennaio si apre lo scrigno dell’anno,ecco dinanzi a noi nuovi giorni ancora tutti da scoprire;viviamolo giorno per giorno con le emozioni che la vita saprà donarci."
-Rosanna Russo©-

GENNAIO

Quando nasce
nessun mese è cosi gaio
come il piccolo Gennaio:
lo saluta ancora in fasce,
l'allegria di San Silvestro
piena d'estro.

Del nuov'anno
egli è il primo pargoletto,
il più atteso, il prediletto,
e per questo onor gli fanno
e ciascun se lo propizia
e lo vizia.

Quanto a quello
che crescendo saprà fare,
quello è invece un altro affare:
forse porta, il bricconcello,
raffreddori, sdruccioloni
e geloni.

Strano artista,
egli fa sui vetri e i rami
candidissimi ricami
ed appende, in gaia vista,
sulle gronde e sui poggiuoli
i ghiacciuoli.

Con la gerla
dei regali l'accompagna
lo Befana, una cuccagna!
Ma lo segue poi lo Merla,
che la neve reca e i geli
più crudeli...

Ma si deve
confessar, siam sinceri,
che anche il gelo ha gran piaceri:
ha battaglie con lo neve,
slitte, pattini; oggidi
fin gli sci.

Dunque sia
benvenuto, sor Gennaio:
non ci punga col rovaio,
ed il buon esempio dia
ai suoi undici fratelli
ridarelli!

F. Bianchi


21 dicembre 2021

SOLSTIZIO D'INVERNO - Antonio Carcuro






 Il termine "solstitium" deriva  dal latino "sol" (sole) e "sistere" (stare fermo), significa pertanto : "sole fermo"
Astronomicamente è definito come il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima.
Nei giorni intorno al solstizio d'inverno infatti, la nostra calda stella sembra  smettere di calare rispetto all’equatore celeste,  quindi tramontare e  risorgere dalla stessa posizione, per poi invertire il suo cammino e ricominciare il moto di avvicinamento all'equatore celeste, dandoci più ore di luce. 
 Al contrario di quanto si possa pensare a causa del freddo, il sole durante il solstizio invernale si trova nel punto maggiormente vicino alla Terra, solo che i suoi raggi arrivano molto inclinati e quindi riscaldano meno. 
Ci sono due solstizi annuali : quello invernale che si verifica intorno al 21 dicembre e quello estivo intorno al 21 giugno quando il sole raggiunge il punto di declinazione massima.


Anticamente attribuivano forti significati a questo evento,  ad esempio il simbolo del passaggio dalle tenebre alla luce, o  anche della morte e della rinascita: la morte del vecchio dio Sole e la nascita del vitale Sole giovane  (il "Dies Natalis Soli Invicti" – il giorno di rinascita del Sole Invitto). 
I romani  celebravano  con grandi fuochi e candele  la festa del "Sol invictus", una celebrazione della rinascita che secondo alcuni è l'origine pagana del Natale, mentre nella tradizione germanica e celtica, il solstizio d'inverno coincideva con la festa di Yule, che segnava la fine del buio e un graduale ritorno alla luce.
Durante il solstizio d’inverno si usa appendere l’agrifoglio in casa, simbolo di protezione e difesa dalle negatività, che negli antichi miti nordici simboleggiava  l’anno morente che soccombe al nuovo anno nella simbolica battaglia  del Vecchio Dio del Cielo, il Re Agrifoglio, contro il giovane Re Quercia.


SOLSTIZIO D'INVERNO

Quando a dicembre arriva il solstizio

che dell’inverno scandisce l’inizio

il sole pare diventare più mite ed umano

non fa più l’altezzoso nel cielo lontano

insieme a noi si leva tardi al mattino

si tira pigramente sul tetto vicino

rimanendo incantato tutto il giorno

a guardare curioso le case intorno

non c’è chi non lo veda affacciare

che non lo faccia subito entrare

accogliendolo con cordialità e calore

come si trattasse d’un ospite d’onore

in realtà sembra che al solstizio

sia la festa del sole ad avere inizio.


Antonio Carcuro



6 dicembre 2021

LAMENTO PER IL SUD - Salvatore Quasimodo



Buonasera con un nostalgico lamento...

 LAMENTO PER IL SUD


La luna rossa, il vento, il tuo colore

di donna del Nord, la distesa di neve...

Il mio cuore è ormai su queste praterie,

in queste acque annuvolate dalle nebbie.

Ho dimenticato il mare, la grave

conchiglia soffiata dai pastori siciliani,

le cantilene dei carri lungo le strade

dove il carrubo trema nel fumo delle stoppie,

ho dimenticato il passo degli aironi e delle gru

nell'aria dei verdi altipiani

per le terre e i fiumi della Lombardia.

Ma l'uomo grida dovunque la sorte d'una patria.

Più nessuno mi porterà nel Sud.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti

in riva alle paludi di malaria,

è stanco di solitudine, stanco di catene,

è stanco nella sua bocca

delle bestemmie di tutte le razze

che hanno urlato morte con l'eco dei suoi pozzi,

che hanno bevuto il sangue del suo cuore.

Per questo i suoi fanciulli tornano sui monti,

costringono i cavalli sotto coltri di stelle,

mangiano fiori d'acacia lungo le piste

nuovamente rosse, ancora rosse, ancora rosse.

Più nessuno mi porterà nel Sud.

E questa sera carica d'inverno

è ancora nostra, e qui ripeto a te

il mio assurdo contrappunto

di dolcezze e di furori,

un lamento d'amore senza amore.


Salvatore Quasimodo

1 dicembre 2021

DICEMBRE - Cesare Angelini

 


Benvenuto dicembre, mese della santa festa!


DICEMBRE


Dicembre, il mese della santa festa

che ha fatto cristiane anche le nevi:

(ne parla il vento con sussurri brevi

ai sassi del ruscello, alla foresta).


Nel gran racconto, l’anima si desta

succhiando infanzia dai lontani evi.

(Le pievi ne discorrono alle pievi:

la terra è come un gran presepe in festa).


Nevica sui villaggi? Nelle veglie

le case tornano intime, sognanti;

le parole han riflessi di conchiglie.


Questa notte Gesù fa compagnia

al povero, al fringuello, al camminante

che come foglia fluttua per via.


 Cesare Angelini




21 marzo 2021

DALL'INVERNO ALLA PRIMAVERA - Edmondo De Amicis


Dolcemente passiamo dall' incolore inverno,  all'odorosa e colorata  primavera!

 DALL'INVERNO ALLA PRIMAVERA


Quando l’inverno muore

lentamente nella primavera,

nelle sere di quei bei giorni limpidi,

lieti, senza vento,

su cui si tengono spalancate

per le prime volte le finestre

e si portano sulle terrazze i vasi dei fiori,

le città offrono uno spettacolo gentile

e pieno d’allegrezza e di poesia.

A passeggiare per le vie si sente,

di tratto in tratto, sul viso,

un’ondata d’aria tiepida, odorosa.

Di che? di quali fiori? di quali erbe?

Chi lo sa!

(Edmondo De Amicis)

17 marzo 2021

LA CONCHIGLIA - Kathryn Jackson



Una conchiglia da conservare, per riascoltare quando si vuole il canto del mare...

LA CONCHIGLIA


Ho trovato una conchiglia

 e la voglio conservare,

era là, presso la chiglia

d’una barca in riva al mare.


Se l’inverno sarà grigio,

sarà freddo, e lungo tanto

io del mare, che prodigio,

potrò sempre udire il canto.


Accostando la conchiglia

all’orecchio si può udire,

delle onde,oh meraviglia,

sulla spiaggia il rifluire.


   Kathryn Jackson

16 marzo 2021

IL MUGHETTO - Roberto Zaoner

 


Nonostante il freddo e la neve che ancora ogni tanto cade, giungono effluvi di candidi mughetti ad annunciare che manca poco tempo al gradito giungere della primavera!

 IL MUGHETTO


Dimmi tu,
cos'è il candore?
Non guardarmi
con quei tuoi
occhi stupiti!!
La neve cade
a fiocchi e
ghiaccio
in ogni parte
fuori dalla
finestra.

Tremiti e brividi
lungo il nostro
corpo e un
caminetto
che ci conforta
e riscalda
pure l’anima.
Fuori è il sogno
e il tempo mi
ricondurrà
alla più vicina
stagione, ma
il bianco è
il tuo candore:
il bianco della
neve.

Stagioni che
mi parlano di te:
d’estate
i gabbiani,
d’inverno la neve
e in primavera
il mughetto. 

Mi piacerebbe
raccogliere
un pugno
di neve e
confonderlo
col tuo candore
ma è freddo
e mi gela
la pelle.

I gabbiani
non posso
afferrarli;
solo ammirarli
nel loro aleggiar
leggero nell’aria
che in alto
mi appare
cerulea. Sono
liberi come
vorrebbero
i nostri aneliti
sempre vivi.

Il mughetto è
nei miei
pensieri e quando
arriverà la vicina
stagione andremo
in un campo
di fiori, e frasche
verdi come berilli
gemma di smeraldo,
preziosa come
questa tua
presenza che
mi fa pensare
all’eternità.
 
E alberi fronzuti
e giganteschi
simili a ciclopiche
sequoie,
audaci contro
il vento
dirompente
nella foresta
tetra.

Si piegano ma
si rialzano. 
E tutt’intorno
casette frondose
di querce che
sorridono
timorosi ai loro
maestosi alberi.

Un rudere
che pare scrutare
i nostri gesti e
rampicanti che
salgono e
discendono
allegramente
lungo
le pareti bianche
baciate
dall’aria tiepida.

Mi pare di
scorgere cavalieri
di un tempo
lontano che
correvano lungo
l’area prativa
e coi loro frustini
incitavano alla
corsa i loro
destrieri che
tracciavano
sentieri
calpestando alti
steli di spighe
di grano frignanti,
color berillo
d’eliodoro.


Balle di fieno
rotolanti
che appaiono
scivolare lungo
il terreno in pendio
ci guardano
rispettosi
da lontano.

Ci adagiamo
sull’erba fresca
e profumata di
rugiada del giorno
ormai andato
e tu mi porgi
la tua mano e
accarezzo il tuo
radioso viso.
Ti guardo e il
tuo candore lo
vesto di mughetto.
I tuoi occhi mi
parlano di purezza.

Ne afferro steli
coi loro bianchi
fiori ed è
un effluvio della
natura. E da questa
rara pianta erbacea,
ne accarezzerò
gli odori che
olezzano di
rinascita. I nostri
ricordi di giovani
guerrieri
s’incontravano
dopo lunghi viaggi
per venirci
incontro. Ricordi?
E’ il nostro passato.
Il profumo del
tempo andato
ma non perduto:
impulso al nostro
futuro.

Quando il tempo è
andato e ne rimane
la memoria
irrinunciabile,
il sublime
ritorna al presente.
La catarsi è vicina
e la purificazione
allieta ed eleva
l’anima.

La vedi? E’ nell’aria
e ci aspetta gioiosa.
Dammi un po’ di
purezza!! Dammi
un po’ di candore!!
Glieli porgerò
col cuore
di chi spera e ne
sarò confortato.
Il conforto: la
mia salvezza.

 

Roberto Zaoner





12 marzo 2021

I PASSI SULLA NEVE- Mario Soldati

 

Un piccolo segmento del racconto "I passi sulla neve", di Mario Soldati, tratto da "Storie di spettri", una raccolta di venti storie incentrati sugli spettri, ma non intesi come eteree presenze sovrannaturali, bensì come riferimento ai nostri fantasmi personali, quelli che si nascondono tra le ombre nella nostra mente e alimentano le nostre paure…


I PASSI SULLA NEVE



“Perché non aveva il coraggio di seguire le impronte dei piccoli passi fino alla magnolia? Fra pochi minuti la neve le avrebbe cancellate, e lui non avrebbe mai più saputo: avrebbe perso, con la prova che non era un’allucinazione e che quelle impronte erano vere, l’ultima occasione di sapere. Ma forse era proprio questo il suo scopo. Non voleva sapere. Aveva paura di sapere.”

(tratto da "Storie di Spettri)
Mario Soldati


18 febbraio 2021

IN PUNTA DI PIEDI - Roberta Nosari




Una calorosa buonanotte!

IN PUNTA DI PIEDI

In punta di piedi osservo
aspetto paziento,
oltre ogni tempo, troppo.
Nuvole, pensieri ricordi,
le parole che ho scritto
come tanti ciocchi di legna
tagliati per l'inverno
bruciano dentro di me
soffocano il cuore
che muore tra fuoco e cenere.
Nel palmo della mano
stringo il vuoto il niente il dolore.
Solo perche' rimango in punta di piedi
posso toccare le stelle sfiorarle,
ed invano tra loro,
cercarti.
Ora lo sai.

Roberta Nosari

10 febbraio 2021

IL MANDORLO - Luxia


 IL MANDORLO


Ho camminato a lungo

nel freddo sentiero

che mi ha portato qui.

E ancora una volta,

ti parlo,

della noiosa tristezza

che appesantisce il cuore.

Ancora una volta,

il mio sguardo ti accarezza

con grido silenzioso.

Lo so, lo sento nell’aria

che il tempo è vicino,

lo vedo nel volo gaio degli uccelli.

Eppure, la mia impazienza,

celata a finta noncuranza,

si riempie nell’attesa.

Spero che arrivi, l’istante

che mi riveli il mutamento

al tuo contorno scuro,

e allora mi aprirò

con gioia in un sorriso,

per ogni fiore e foglia tua

che riferisce al mondo,

che il tempo triste è andato

a perdersi di nuovo.

Sei tu, mio albero fratello,

che annunci sempre e ancora,

la speranza al suo ritorno.

Lo fai prima di tutti,

schiudendoti d’incanto,

in questo triste inverno

che mi ha incupito il volto.


Luxia

1 febbraio 2021

FEBBRAIO - Giuseppe Ungaretti



Buon mese di febbraio on una fiorita mimosa!


FEBBRAIO


Ogni anno, mentre scopro che Febbraio

è sensitivo e, per pudore, torbido,

Con minuto fiorire, gialla irrompe

La mimosa. S'inquadra alla finestra

Di quella mia dimora d'una volta,

Di questa dove passo gli anni vecchi.


Mentre arrivo vicino al gran silenzio,

Segno sarà che niuna cosa muore

Se ne ritorna sempre l'apparenza?


O saprò finalmente che la morte

regno non ha che sopra l'apparenza.


 Giuseppe Ungaretti

SCENA INVERNALE - Daniela Cesta


In febbraio il sole ancora fa solo capolino, ma presto tornerà la  splendente stagione!


SCENA INVERNALE


Scena d'inverno, crepitio di impronte

sul sentiero innevato, per un istante da dietro le nubi


il sole fa capolino, come uno spirito ardente

che sorride al gelo ai cuori solitari


e passa tra i rami spogli degli alberi, accarezzandoli

tiepido soffio che sussurra coraggio e amore


nelle tarde giornate di febbraio, la luce insiste

come uno scintilla paziente che sembra annunciare


che l'inverno continua, ma il suo declino è vicino

e noi esseri umani accogliamo il tempo


nel sussurrare dei momenti, tra la pioggia

la neve, la nebbia e il vento, il nostro andare,


il nostro aggrapparsi alla vita che ci circonda,

e che inevitabilmente ogni attimo passa


e non tornerà mai più.


Daniela Cesta

24 gennaio 2021

LE STRADE DEL CUORE - Vallant Langosco



Vi auguro la buonanotte con dolci pensieri d'amore... 


LE STRADE DEL CUORE


Il freddo vuota le panchine affollate di un rigido inverno,

la scura notte arriverà presto ad abbracciare la città.

Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere,

Per gli impauriti amanti ci saranno mani calde da stringere

rigidi cappotti a chiudere il collo e portici pronti a difendere

il loro viso dagli attacchi del vento.


Lungo il viale tra le panchine ormai abbandonate

è rimasto solo un vecchio signore,

con lo sguardo basso scruta

il suo cappello logoro di vita,

scorrere lento fra le sue dita.


Il cielo del mio paese ha le sfumature indefinibili

dei tuoi occhi, fra le sue strade cammino lento

come se passassi le mani fra i tuoi capelli.

Il vento allontana le nuvole e mi riporta il tuo profumo,

osservo una coppia di teneri amanti

poi desolato ed invidioso, mi fermo a guardare

distrattamente tra le vetrine, i balocchi preziosi nei negozi.


Il freddo fa rabbrividire il mio corpo,

ma l'amore è la più contagiosa delle malattie,

oramai stordito dalla febbre per il tuo amore

mi ritrovo sorridendo, da solo a camminare

mentre intorno a me la città fugge via.

Sosto a lungo sul bordo di una fontana

vorrei anche io adesso un cappello

da potere scorrere fra le dita,

ci nasconderei dentro i miei pensieri di oggi

e poi gentilmente lo poggerei in testa…

Il viale è oramai desolato,

le foglie cadute danzano al vento i ricordi della loro vita,

non c'è più quel vecchio signore seduto sulla panchina…

avrei voluto chiedergli quali ricordi contenesse il suo cappello

ma la fredda sera lo ha portato via…

Rimango solo io con i miei pensieri

pensieri d'amore…

liberi pensieri per le strade del cuore...


Vallant Langosco




LA NEVE E' UN ANGELO CADUTO - Roberto Juarroz


LA NEVE E' UN ANGELO CADUTO


 La neve ha trasformato il mondo in cimitero.

Ma il mondo era già un cimitero

è la neve è solo venuta a renderlo noto.


La neve è solo venuta a indicare,

con il suo sottile dito privo di articolazioni,

il vero e scandaloso protagonista.


La neve è un angelo caduto,

un angelo che ha perduto la pazienza.


(Roberto Juarroz)



REGINA BIANCA - M. Mazzeo


Neve, regina bianca, gioia dei fanciulli!


 REGINA BIANCA


Regina bianca, gioia dei fanciulli,

tu vesti come petti di colobi,

le rupi sui declivi,

le punte dei cipressi e gli alti pini.

Rendi la guancia soffice alle strade,

e fai turgidi  i tetti delle case

raccolte nel tepore delle stufe.

I campi, che sconfinano col cielo

hanno il tuo volto candido da sposa. 


(M. Mazzeo)

23 gennaio 2021

ANCORA INVERNO- Alessandro Parronchi



 ANCORA INVERNO


Fiochi albori rasentano la strada,

rigido è il biancospino ai tetti ameni

delle ville deserte, un'eco solo

della lor vita rompono i latrati

la pace della notte: ecco, una lampada,

che nessuno ha sospeso, arde, scintilla

a un ignoto balcone.

E dai palazzi strascica nel lume

di luna una lontana

brigata, un soffio di scirocco porta

rumore di fontane

da una valle scoscesa tra gli ulivi.

Frammenti di bei giorni illuminati

e di prati portati via dal vento

risorgono indecisi. Sarà giorno...

Altre luci più rosa già al crepuscolo

son prossime, a me care

anime nel fruscio

degli alberi sorridono in segreto.


Alessandro Parronchi

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