26 febbraio 2021

ANNUNCIO DI PRIMAVERA - Chiara Jommetti


Siamo giunti al tempo in cui i prati sono una distesa di verdissima erba tenera, foltamente punteggiati di rustici fiorellini gialli che hanno schiuso le corolle per annunciare che la primavera è vicina e, al pensiero di tante serene e tiepide giornate davanti, il cuore si rallegra!


ANNUNCIO DI PRIMAVERE


Ho visto le vostre corolle

d’un giallo solare,

avevo seguito con trepidazione,

il loro schiudersi

perché so che quando esse si aprono

il sole è tiepido

e la primavera è vicina.

Anche se poi altri fiori

vi seguiranno,

siete i miei preferiti.


Chiara Jommetti 

22 febbraio 2021

AUGURI DI BUON COMPLEANNO - Velise Bonfante



Ringrazio tutti per gli auguri, li ritengo un gran regalo!


 AUGURI DI BUON COMPLEANNO   


È arrivato anche quest’anno

il giorno del tuo compleanno.

Tagliata la torta a fettine

e spente in un soffio le candeline

porgo all’amico vero

un grande augurio sincero:


Che ti accompagni la poesia

sia musica allegra lungo la via

in un cielo sereno

un sole splendente,

e in un cielo di stelle

il luccicare di cose belle,

grandi sorrisi e grandi risate

immense gioie ben meritate.


Buon compleanno!

Auguri di felicità

… ip ip urrààààààààà …


Velise Bonfante

VESTITA DI ROSSO - Giuseppe Ungaretti


Buon lunedì con una fiammeggiante poesia di Giuseppe Ungaretti  ...


VESTITA DI ROSSO


Sei comparsa al portone

in un vestito rosso

per dirmi che sei fuoco

che consuma e riaccende.


Una spina mi ha punto delle tue rose rosse

perché succhiasse al dito, come già tuo, il mio sangue.

Percorremmo la strada

che lacera il rigoglio della selvaggia altura,

ma già da molto tempo

sapevo che soffrendo con temeraria fede,

l’età per vincere non conta.


Era di lunedì,

per stringerci le mani

e parlare felici

non si trovò rifugio

che in un giardino triste

della città convulsa.


Giuseppe Ungaretti

21 febbraio 2021

FIORI BIANCHI DI MANDORLO - Giuseppina Carta


"Profumata o luminosa

già in febbraio è scesa nei giardini

la primavera, e in un momento è fiorito

il mandorlo, avvolgendo di bianco tutto il verde."

(Fëdor Ivanovič Tjutčev)


FIORI BIANCHI DI MANDORLO


Sotto i piedi

il rumore lacero

delle foglie secche,

mentre intorno tutto ancora dorme,

tra temporali improvvisi

scoppiati come singhiozzi,

fiori bianchi

si aprono all’alba

di giorni ancora ghiacciati.

Ricoprono di un candido velo

alberi spogli

dai rami contorti.

Li ho visti volare

come speranze

trasportati dal vento di maestrale.

La realtà vive di illusioni

o forse di speranze

che si stagliano

nel turchese del cielo

come fiori bianchi di mandorlo


Giuseppina Carta

CICLAMINO - Gabriella Nasi


Un colorato anticipo di primavera...


CICLAMINO


Mille e più i tuoi colori in inverno,

che giungono a rallegrare,

con il loro profumo,

balconi e spente stagioni,

cuori chiusi e tristezze improvvise,

portando l'anticipo

di una primavera

che tornerà,

come sempre ritorna

la quiete dopo la tempesta. 


 Gabriella Nasi





20 febbraio 2021

ASCOLTANDO IL VENTO - Vallant Langosco





Un dolce, poetico vento...


"Alla fine scoprirai che le cose più leggere son le uniche

che il vento non è riuscito a portar via,

un ritornello antico

una carezza al momento giusto

lo sfogliare un libro di poesie

l’odore stesso che aveva un giorno il vento."

(Mário Quintana)



ASCOLTANDO IL VENTO


Ascoltando il vento udrai parole
che non ti ho mai detto.
Come sospiri piano piano
ti entreranno nel cuore,
diverranno carezze
che portano il mio nome,
la mia cura per ogni male
il mio regalo per ogni festa.
Come raggi di sole
ti baceranno il viso quando sarai sola,
come petali di rose, profumeranno le tue mattine
quando guardando il cielo, non vedrai il sole.
Saranno lì forse solo un attimo
come un lieve tepore sul quel tuo bel viso,
o sensazione di buono e di caldo
come se tornassi bambina,
fra le braccia di mamma
a sgranocchiare biscotti dopo bua e lacrime.
Ti abbracceranno prima del sonno sotto le coperte
quando sarai nel tuo letto sola,
ti porteranno sorrisi
quando i sorrisi mancheranno ai tuoi giorni,
e coccole calde nei pomeriggi d’ inverno
fra nebbia e piogge senza fine.
Saranno le mie parole
senza rumore,
ne’ lacrime,
accanto alla tua anima
quando io non potrò esserti vicino.
E se pure un giorno tu scorderai il mio nome
ascoltando il vento,
di nuovo avrai per te queste parole
che sto scrivendo…
…che non ti ho mai detto.

Vallant Langosco


19 febbraio 2021

FIORI - Arthur Rimbaud


"I fiori sono gli occhi con cui guardare la natura." 

(Gerhard Uhlenbruck)


FIORI


Da un gradino d'oro,

fra i cordoni di seta, le garze grigie,

i velluti verdi e i dischi di cristallo

che anneriscono come bronzo al sole,

vedo la digitale schiudersi sopra un tappeto

di filigrane d'argento, d'occhi e di capigliature.


Monete d'oro giallo sparse sull'agata,

pilastri di mogano che sorreggono una cupola di smeraldi,

mazzi di raso bianco e sottili

verghe di rubino circondano la rosa acquatica.


Simili a un dio dagli enormi occhi azzurri

e dalle forme di neve, il mare e il cielo

attirano verso le terrazze di marmo

la folla delle giovani e forti rose.


 Arthur Rimbaud

 (Charleville, 1854 - Marsiglia, 1891) 

SALUTO ALL'ALBA - Kalidasa



Salutiamo adeguatamente l'alba:
"Salve, bella prima luce del giorno, cosa ci riservi di buono oggi?"
Penso proprio che così non potrà che ricambiare con gentilezza.....
 
SALUTO ALL'ALBA
 
Guarda il sole che nasce
perché è la vita,
la vera vita della vita.
Nel suo breve corso
posano tutte le verità e
le ricchezze della sua esistenza:
la gioia della crescita,
la gloria dell'azione,
lo splendore del compimento.
Perché ieri non è che un sogno
e il domani soltanto una visione;
ma il vivere bene oggi rende ogni
giorno trascorso un
sogno di felicità,
e ogni domani
una visione di speranza;
guarda perciò attentamente
il giorno che nasce.
 
Kalidasa

18 febbraio 2021

IN PUNTA DI PIEDI - Roberta Nosari




Una calorosa buonanotte!

IN PUNTA DI PIEDI

In punta di piedi osservo
aspetto paziento,
oltre ogni tempo, troppo.
Nuvole, pensieri ricordi,
le parole che ho scritto
come tanti ciocchi di legna
tagliati per l'inverno
bruciano dentro di me
soffocano il cuore
che muore tra fuoco e cenere.
Nel palmo della mano
stringo il vuoto il niente il dolore.
Solo perche' rimango in punta di piedi
posso toccare le stelle sfiorarle,
ed invano tra loro,
cercarti.
Ora lo sai.

Roberta Nosari

MARIA PAVLOVA - PITTRICE RUSSA



Maria Pavlova è pittrice russa contemporanea, nata il 28 gennaio 1979 a San Pietroburgo, dove ha studiato, lavora e vive.
Dal 2005 è membro dell'Unione degli artisti e ama molto dipingere i gatti.
Con le sue opere, che possono definirsi “impressioniste” ha partecipato a mostre in tutto il mondo e vinto numerosi premi.

"L'arte dovrebbe innescare solo emozioni positive...
Dipingo solo cose che vorrei vedere sul muro della mia stanza."
Maria Pavlova
























17 febbraio 2021

17 FEBBRAIO FESTA DEL GATTO - GATTO di C. Baudelaire



Il 17 febbraio  si festeggia la Festa dei Gatti: un evento nato per celebrare uno degli animali domestici più diffusi e amati nel nostro Paese.

La Festa del Gatto è nata nel 1990 su iniziativa di Claudia Angeletti, una giornalista gattofila della rivista “Tuttogatto” che lanciò un sondaggio tra i propri lettori per scegliere una giornata da dedicare ai felini. La proposta vincitrice fu quella della signora Oriella Del Col, che diede diverse motivazioni per supportare la sua idea spiegando i significati di questa data:

1) Febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia degli spiriti liberi ed anticonformisti come quelli dei gatti che non amano sentirsi oppressi da troppe regole;

2) Tra i detti popolari febbraio veniva definito “il mese dei gatti e delle streghe” collegando in tal modo a gatti e magia

3) il numero 17 nella nostra tradizione è sempre stato ritenuto un numero portatore di sventura, stessa fama che, in tempi passarti, è stata riservata al gatto (specie quello nero). Questa fama è determinata dall’anagramma del numero romano che da XVII si trasforma in “VIXI” ovvero “sono vissuto”, di conseguenza “sono morto”. Non così per il gatto che, per leggenda, può affermare di essere vissuto vantando la possibilità di altre vite (il 17 diventa quindi “1vita per 7 volte”).
La festa del gatto non è comunque  una novità,in realtà il gatto è  stato oggetto di culto  fin dai tempi antichi.



La storia c'insegna che in Egitto, si adorava la dea Bastet, divinità associata a gioia, seduzione, musica e la danza,che veniva raffigurata  con  corpo umano e testa di gatta e  una volta all'anno numerosissime persone si riunivano presso il delta del Nilo per festeggiarla. Nell'antico Egitto era prevista la pena di morte per chiunque togliesse la vita a un gatto, ed è noto che i felini erano imbalsamati per godere della vita eterna presso la loro protettrice, Bast, dalla quale prese il nome la città di Bubastis, nota per la sua necropoli felina.


La dea Bastet

Molte altre sono le divinità femminili associate ai gatti: la dea Freyja (il cui nome significa “Signora”),  aveva un carro trainato da due bellissimi gatti , dono del suo sposo Thor. 


La dea Freyja

Anche i Celti avevano una dea gatta chiamata Palu o Palug e ai piedi dei Menhir, svolgevano cerimonie sacre con  i gatti credendoli un magico tramite tra cielo e terra.
Spaziando a Oriente, la dea Kali, grande signora della religione Indiana, evocata con mille appellativi e temuta almeno quanto è adorata, è spesso raffigurata insieme a dei gatti neri, un colore che ricorre di continuo nel suo culto: la dea ha pelle e capelli neri, viene adorata in particolare nelle notti di luna nera e i suoi sacerdoti indossano vesti nere.


Miniatura indiana del XVIII secolo raffigurante la dea Kalì.


Attualmente in India ogni sei mesi si festeggia  come simbolo dell'amore e della fertilità, la dea Sashti che cavalca un gatto bianco.


La dea Sashti

Per tornare ai tempi nostri,In Italia e nel mondo la giornata del gatto viene festeggiata con l’organizzazione di iniziative artistiche o di solidarietà a favore di questi splendidi animali che ci fanno tanta compagnia con affetto e discrezione...per molti l'unica compagnia!

Gianni Strino - Il Vecchio e il Gatto


IL GATTO

I

Un bel gatto forte, dolce e vezzoso 
Passeggia nel mio cervello 
Come a casa sua. 
Si sente appena quando miagola, 
Per quanto il tono è tenero e discreto; 
Ma la voce è sempre profonda e ricca, 
Sia che brontoli o s'acqueti. 
Questo il suo incanto e il suo segreto. 
Come penetra e filtra questa voce 
Nell'intimo mio più tenebroso! 
Mi riempie come un verso numeroso 
E mi rallegra come un filtro! 
Che quiete per i mali più crudeli! 
Racchiude in sé tutte le estasi! 
Non le servono parole 
Per dire le più lunghe frasi. 
L'unico archetto che morde 
Sul perfetto strumento del mio cuore 
E fa cantare più regalmente 
La più vibrante corda 
È la tua voce, gatto misterioso, 
Gatto serafico, gatto strano! 
Tutto in te, come in un angelo, 
E' sottile ed armonioso!

II

Che dolce profumo esala da quel pelo 
Biondo e bruno! 
Com'ero tutto profumato 
Una sera che l'accarezzai 
Una volta, una soltanto! 
E' lui il mio genio tutelare! 
Giudica, governa e ispira 
Ogni cosa nel suo impero; 
E' una fata? 
O forse un dio? 
Quando i miei occhi, attratti 
Come da calamita, dolci si volgono 
A quel gatto che amo 
E guardo poi in me stesso, 
Che meraviglia il fuoco 
Di quelle pallide pupille, 
Di quei chiari fanali, 
Di quei viventi opali 
Che fissi mi contemplano!

Charles Baudelaire


IL GATTO - Guillaume Apollinaire

 


Oggi, 17 febbraio, è la giornata dedicata ai nostri amici felini... viziamoli con doppia razione di coccole e croccantini!



IL GATTO

Io mi auguro di avere in casa mia:
una donna provvista di prudenza,
un gatto a passeggio fra i libri,
e in tutte le stagioni amici
di cui non posso far senza.

Guillaume Apollinaire


16 febbraio 2021

FILASTROCCA DI CARNEVALE - Gabriele D'Annunzio


Sappiamo bene che Carnevale è il periodo di festeggiamenti che segue il Natale e precede la Quaresima, periodo di astinenza e digiuno prima della pasqua ma riguardo alla sua etimologia abbiamo certezza.
Secondo la maggioranza degli studiosi il termine deriva da “carnem levamen” (levare la carne) o da “carnem laxare” (lasciare la carne) o, ancor meglio, da carne vale (addio carne), in chiaro riferimento alla tradizione cristiana di astenersi dal mangiare carne durante la Quaresima.
Gli studiosi che contestano tale teoria, fanno però osservare che non avrebbe avuto senso attribuire alla parola “carnevale” il significato di rinuncia alla carne quando per tutta la sua durata è consentito mangiarla: in tal caso sarebbe stato più logico chiamare così la Quaresima e che, comunque, i latini avrebbero detto SINE CARNE o VALE CARNE.



Essendo il carnevale caratterizzato da parate di carri allegorici e da mascheramenti, avrebbe invece molto più attinenza con "carrus navalis" , cioè "nave su ruote", in riferimento ai carri che venivano portati in processione durante il festoso rito in maschera in onore della Dea egizia Iside, che fece risorgere il suo sposo Osiride.
Il rito fu "importato" dai Romani verso il 150 d.C. che, sostituendo la dea Iside con il dio Saturno e, aggiungendo il gusto della beffa e della caricatura ai personaggi più potenti dell'epoca, come l'Imperatore o i Senatori, lo trasformarono nei "Saturnali".
Altri ancora, pensano che il termine potrebbe anche avere origine dai “Carnualia”, che erano dei giochi che si facevano in campagna saltando sugli otri.



 FILASTROCCA DI CARNEVALE


Carnevale vecchio e pazzo

s'è venduto il materasso

per comprare pane e vino

tarallucci e cotechino.

E mangiando a crepapelle

una montagna di frittelle

gli è cresciuto un gran pancione

che somiglia ad un pallone.

Beve e beve e all'improvviso

gli diventa rosso il viso,

poi gli scoppia anche la pancia

mentre ancora mangia, mangia…

Così muore Carnevale

e gli fanno il funerale,

dalla polvere era nato

ed in polvere è ritornato


Gabriele D'Annunzio

L’INVENZIONE DI PULCINELLA - Gianni Rodari

 



Pulcinella è la famosa maschera, nata a Napoli,  che rappresenta la figura del servo che si ribella ai padroni, quindi, la rivincita del popolo sui ricchi e potenti.
Non sarà, però, un tantino fanfarone, il caro Pulcinella?
Perché sostiene d'aver inventato lui la pizza, gli spaghetti e persino la mozzarella!
E che non sia stato tu, caro Pulcinella, non è mica un ... segreto!


L’INVENZIONE DI PULCINELLA

Signore e signori, fatevi avanti
più gente entra, più siete in tanti!
Correte a vedere la grande attrazione,
la formidabile invenzione.
Non sono venuto su questo mercato
per vendere il fumo affumicato.
Non sono venuto a questa fiera
per vendere i buchi del gruviera.
Il mio nome è Pulcinella
ed ho inventato la moz – za – rel – la!

Da questa parte, signori e signore
son Pulcinella il grande inventore!
Per consolare i poveretti
ho inventato gli spaghetti.
Per rallegrare a tutti la vita
creai la pizza Margherita!
Olio, farina, pomodoro
nulla vale questo tesoro.
Ad ascoltarlo corre la gente,
si diverte… e non compra niente!

 Gianni Rodari




CARNEVALE - Velise Bonfante

 


Quest'anno il carnevale è arrivato quasi in anonimato: nessun carro, nessuna sfilata, nessuna pioggia di coriandoli o scherzi birichini.  
La pandemia anche il carnevale ci ha portato via, in compenso ci ha riempito di mascherine e non solo sui volti, ma anche buttate in ogni angolo di via... anche di ciò non ha colpa la pandemia, ma solo il nostro scarso senso  civico!


CARNEVALE


Febbraio è il papà di Carnevale.

Vorrebbe che suo figlio

fosse serio e normale,

 
invece è un monello:

sempre festa vuol fare

e bizzarri vestiti indossare.

 
Carnevale arriva

con la maschera sul viso

e un grande sorriso.

 

Quando passa per la via

lascia profumo

di frittelle e allegria
 

Resta poco e quando va

rimane un ricordo

di felicità.


Velise Bonfante


COME UN PAGLIACCIO - dal web


Dentro di noi dimorerà sempre bambino e se questo bambino riusciamo a farlo sorridere, lui farà sorridere l'adulto che sei diventato...
Come riuscirci è un po’ complicato, o magari fin troppo semplice pensando a quanto poco basti per far felice un bambino: gli basta un sorriso o una carezza, un gelato, un pallone e, se proprio vuoi raggiungere il massimo, puoi portarlo alle giostre!
In fondo, non dovrebbe essere difficile, no?

COME UN PAGLIACCIO

Aleggia nell’aria,
un richiamo...
una voce... 
un canto,arriva da lontano,
una maschera 
 nasconde il pianto,
pianto silenzioso,che non
vuol venir fuori,
come un pagliaccio,
fa mille capriole, gioca con la vita,
gira e rigira
 continua a prendersi
in giro, aleggia nell’aria,
l’anima mia,in cerca di Dio,
per dirgli Signore,
ridammi  il  sorriso di un bambino.
(dal web)

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