16 marzo 2021

IL MUGHETTO - Roberto Zaoner

 


Nonostante il freddo e la neve che ancora ogni tanto cade, giungono effluvi di candidi mughetti ad annunciare che manca poco tempo al gradito giungere della primavera!

 IL MUGHETTO


Dimmi tu,
cos'è il candore?
Non guardarmi
con quei tuoi
occhi stupiti!!
La neve cade
a fiocchi e
ghiaccio
in ogni parte
fuori dalla
finestra.

Tremiti e brividi
lungo il nostro
corpo e un
caminetto
che ci conforta
e riscalda
pure l’anima.
Fuori è il sogno
e il tempo mi
ricondurrà
alla più vicina
stagione, ma
il bianco è
il tuo candore:
il bianco della
neve.

Stagioni che
mi parlano di te:
d’estate
i gabbiani,
d’inverno la neve
e in primavera
il mughetto. 

Mi piacerebbe
raccogliere
un pugno
di neve e
confonderlo
col tuo candore
ma è freddo
e mi gela
la pelle.

I gabbiani
non posso
afferrarli;
solo ammirarli
nel loro aleggiar
leggero nell’aria
che in alto
mi appare
cerulea. Sono
liberi come
vorrebbero
i nostri aneliti
sempre vivi.

Il mughetto è
nei miei
pensieri e quando
arriverà la vicina
stagione andremo
in un campo
di fiori, e frasche
verdi come berilli
gemma di smeraldo,
preziosa come
questa tua
presenza che
mi fa pensare
all’eternità.
 
E alberi fronzuti
e giganteschi
simili a ciclopiche
sequoie,
audaci contro
il vento
dirompente
nella foresta
tetra.

Si piegano ma
si rialzano. 
E tutt’intorno
casette frondose
di querce che
sorridono
timorosi ai loro
maestosi alberi.

Un rudere
che pare scrutare
i nostri gesti e
rampicanti che
salgono e
discendono
allegramente
lungo
le pareti bianche
baciate
dall’aria tiepida.

Mi pare di
scorgere cavalieri
di un tempo
lontano che
correvano lungo
l’area prativa
e coi loro frustini
incitavano alla
corsa i loro
destrieri che
tracciavano
sentieri
calpestando alti
steli di spighe
di grano frignanti,
color berillo
d’eliodoro.


Balle di fieno
rotolanti
che appaiono
scivolare lungo
il terreno in pendio
ci guardano
rispettosi
da lontano.

Ci adagiamo
sull’erba fresca
e profumata di
rugiada del giorno
ormai andato
e tu mi porgi
la tua mano e
accarezzo il tuo
radioso viso.
Ti guardo e il
tuo candore lo
vesto di mughetto.
I tuoi occhi mi
parlano di purezza.

Ne afferro steli
coi loro bianchi
fiori ed è
un effluvio della
natura. E da questa
rara pianta erbacea,
ne accarezzerò
gli odori che
olezzano di
rinascita. I nostri
ricordi di giovani
guerrieri
s’incontravano
dopo lunghi viaggi
per venirci
incontro. Ricordi?
E’ il nostro passato.
Il profumo del
tempo andato
ma non perduto:
impulso al nostro
futuro.

Quando il tempo è
andato e ne rimane
la memoria
irrinunciabile,
il sublime
ritorna al presente.
La catarsi è vicina
e la purificazione
allieta ed eleva
l’anima.

La vedi? E’ nell’aria
e ci aspetta gioiosa.
Dammi un po’ di
purezza!! Dammi
un po’ di candore!!
Glieli porgerò
col cuore
di chi spera e ne
sarò confortato.
Il conforto: la
mia salvezza.

 

Roberto Zaoner





1 commento:

Unknown ha detto...

Roberto,che dire,questa poesia è stupenda... Bravooo,come sempre

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