11 luglio 2012

DELICATEZZA - Anna Giordano




Oggi ce ne andremo per i campi in cerca di papaveri...


DELICATEZZA


Rosso vermiglio
che ti agiti al sole
sul tuo stelo fragile
dolcezza primaverile,

nel verde del grano
il tuo corpo si piega,
sotto il soffio del vento.

Delicata corolla,
velluto setoso...
labbra di porpora
infiori i campi,

appassisci e ti sfogli,
come carta di seta
il vento ti coglie,
ti porta con sé
e canta al mondo
la tua bellezza
sì delicata.

Fiore vermiglio
fior di papavero.

Anna Giordano


LA LEGGENDA DEL SOLE E DELLA LUNA - dal web


Buonanotte con questa dolce leggenda... 

LA LEGGENDA DEL SOLE E DELLA LUNA

Quando il Sole e la Luna si incontrarono per la prima volta,si innamorarono perdutamente e da quel momento cominciarono a vivere un grande Amore... Allora il mondo non esisteva ancora e il giorno che Dio decise di crearlo, gli donò il tocco finale... la bellezza! 
E decise anche che il Sole avrebbe illuminato il giorno e la Luna la notte, obbligandoli senza volerlo a vivere separati. 
I due si intristirono molto quando capirono che non si sarebbero mai più incontrati. La Luna diventava sempre più amareggiata malgrado la brillantezza che Dio le aveva donato, Lei soffriva di solitudine...Il Sole, a sua volta, aveva guadagnato un titolo di nobiltà "Re degli Astri", ma anche questo non lo rendeva felice... 
Dio li chiamò e li disse"non avete nessun motivo per essere tristi dopotutto avete una brillantezza che vi distingue l'uno dall'altra. Tu Luna, illuminerai le notti fredde e calde, incanterai gli innamorati e sarai molte volte motivo di poesia... Quanto a te Sole, sostenterai questo titolo perchè sei il più importante degli astri, illuminerai la Terra durante il giorno, fornirai calore agli esseri umani e la tua semplice presenza farà le persone felici... 
La Luna si intristì molto per il suo terribile destino e trascorreva i giorni piangendo. Il Sole soffriva per la tristezza della Luna, ma non poteva lasciarsi andare perchè doveva darLe la forza di accettare il destino che Dio aveva deciso per loro. La sua preoccupazione era tanto grande che pensò di chiedere un favore a Dio: "Signore, aiuta la Luna, per favore, lei è più fragile di me, non sopporterà la solitudine". E Dio con la sua bontà creò le stelle per tenere compagnia alla Luna. 
La Luna quando è molto triste ricorre all'aiuto delle stelle, che fanno di tutto per consolarla, ma quasi sempre non ci riescono. 
Tutt'oggi loro vivono così... separati. 
Il Sole finge di essere felice, e la Luna non riesce a nascondere la Sua tristezza. Il Sole è ancora caldo di passione per la Luna e Lei vive ancora nell'oscurità della solitudine. 
Il desiderio di Dio era che la Luna dovesse essere sempre piena e luminosa, ma lei non riusciva ad esaudirlo.. Perchè è una Donna e una Donna nella sua Vita ha delle fasi: quando è felice riesce ad essere piena e luminosa, ma quando è triste è calante, e quando è calante non è nemmeno possibile vedere la Sua brillantezza. 
Luna e Sole seguono il loro destino, Lui solitario ma forte, Lei in compagnia delle Stelle ma debole. 
Gli umani cercano in tutti i momenti di conquistarLa, come se questo fosse possibile. Ogni tanto alcuni uomini La raggiungono ma ritornano sempre soli, nessuno di loro è mai riuscito a portarLa fino alla Terra, nessuno di loro L'ha veramente conquistata, anche se pensavo di averlo fatto. 
Dio ha deciso che nessun Amore in questo mondo fosse del tutto impossibile, neanche quello tra la Luna ed il Sole ed è stato allora che ha creato l'eclissi. 
Oggi Sole e Luna vivono nell'attesa di questo istante, unico momento raro che li è stato concesso. Quando guarderemo il cielo e vedremo il Sole nascondere la Luna è perchè sdraiandosi su di Lei, incominciano ad amarsi.... La brillantezza della loro estasi è così grande che gli occhi umani non possono guardare l'eclissi... gli occhi potrebbero rimanere accecati... nel vedere tanto Amore.
                                           

10 luglio 2012

La mattina è gonfia di tempesta -P. Neruda


Sarebbe graditissimo del fresco vento in una giornata  così torrida, purtroppo invece non si muove foglia!

LA MATTINA ...

La mattina è gonfia di tempesta
nel cuore dell’estate.

Come bianchi fazzoletti d’addio viaggiano le nubi,
il vento le scuote con le sue mani peregrine.
Cuore infinito del vento
che palpita sul nostro silenzio innamorato.
E ronza tra gli alberi, orchestrale e divino,
come una lingua piena di guerre e di canti.
Vento che rapina fulmineo le foglie secche
e devia le frecce palpitanti degli uccelli.
Vento che le travolge in onda senza spuma
e sostanza senza peso, e fuochi inclinati.
Si rompe e sommerge il suo volume di baci
combattuto sulla porta del vento dell’estate.

“Venti poesie d’amore e una canzone disperata”  
 Pablo Neruda

9 luglio 2012

DOVE SEI TU E' MATTINO - C.Pavese




Questa poesia, come molte altre nell’ultimo periodo della sua vita, fu scritta da Cesare Pavese a Constance Downing, l'attrice di cui si era profondamente innamorato.
La donna non ricambiava il sentimento con medesima intensità e anzi tanto dolore gli causò con un comportamento poco chiaro.
Constance intratteneva, infatti, una relazione tumultuosa con un noto attore italiano dell'epoca, ma nello stesso tempo con leggerezza illudeva lo scrittore cercando in lui consolazione nei momenti critici.
L'attrice  probabilmente sottovalutò la fragilità emotiva di Cesare Pavese che,  con l'ennesima delusione,  finì per togliersi la vita.

Con  questa poesia e con  l’augurio di avere sempre negli occhi una splendente luce, vi auguro una buona giornata!

 
DOVE SEI TU E' MATTINO

Tu eri la vita e le cose.

In te desti respiravamo

sotto il cielo che ancora è in noi.

Non pena non febbre allora,

non quest'ombra greve del giorno

affollato e diverso. O luce,

chiarezza lontana, respiro

affannoso, rivolgi gli occhi

immobili e chiari su noi.

È buio il mattino che passa

senza la luce dei tuoi occhi.


Cesare Pavese

8 luglio 2012

PENSA AGLI ALTRI-Mahmud Darwish



Con il buio accendiamo una candela...
Buonanotte e a domani,si spera!

PENSA AGLI ALTRI

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.

Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.

Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.

Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.

Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.

Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.

Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di : magari fossi una candela in mezzo al buio.


Mahmud Darwish, poeta palestinese
(1941 – 2008)

Da Kazahri al-Lawzi aw Ab’ad
(Come il fiore di mandorlo o più lontano)


Il giudizio universale-B.Ferrero



Il giudizio universale


Dopo una vita semplice e serena, una donna mo­rì e si trovò subito a far parte di una lunga e ordina­tissima processione di persone che avanzavano len­tamente verso il Giudice Supremo. Man mano che si avvicinava alla mèta, udiva sempre più distinta­mente le parole del Signore.
Udì così che il Signore diceva ad uno: «Tu mi hai soccorso quando ero ferito sull'autostrada e mi hai portato all'ospedale, entra nel mio Paradiso». Poi ad un altro: «Tu hai fatto un prestito senza interessi ad una vedova, vieni a ricevere il premio eterno». E ancora: «Tu hai fatto gratuitamente operazioni chirur­giche molto difficili, aiutandomi a ridare la speranza a molti, entra nel mio Regno». E così via.
La povera donna venne presa dallo sgomento per­ché, per quanto si sforzasse, non ricordava di aver fatto in vita sua niente di eccezionale. Cercò di lascia­re la fila per avere il tempo di pensare, ma non le fu assolutamente possibile: un angelo sorridente ma de­ciso non le permise di abbandonare la lunga coda.
Col cuore che le batteva forte, e tanto timore, ar­rivò davanti al Signore. Subito si sentì avvolta dal suo sorriso:".Tu hai stirato tutte le mie camicie...Entra nella mia felicità".

A volte è così difficile immaginare quanto sia straordinario l'ordinario!
(Bruno Ferrero, C'è qualcuno lassù)



Un cuore mendicante-R. Tagore



Buona giornata  dal mio mendicante cuore!..


UN CUORE MENDICANTE


Mi hai fatto povero
tra il sorriso delle stelle,
mi hai dato un cuore
mendicante per le strade...

Passai ramingo di porta in porta
e, quando la mia borsa si riempiva,
tu mandavi a derubarmi.

Al termine della lunga mia giornata
vengo a lagnarmi alla soglia
della tua ricca casa:
ecco la mia sporta vuota!

Ti vidi allora scendere
a prendermi per mano
e mi ritrovai seduto
accanto a te sul trono


Rabindranath Tagore.

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