24 dicembre 2017

LA LEGGENDA DEL RAGNO


Dopo aver letto questa leggenda,son sicura che i ragni smetteranno di essere tra gli animaletti più detestati sulla faccia della terra!

IL DONO DEL RAGNO


Non tutti erano felici, quando nacque Gesù. Un uomo era furioso e sconvolto. Il re Erode, che governava la Palestina per conto dei Romani, era morso da una díssennata gelosia. Aveva sentito dai Magi che a Betlemme era nato un re. Immaginò un piano feroce: uccidere tutti i bambini della città.
I soldati di Erode portarono terrore e dolore in molte case felici. Giuseppe e Maria presero il Bambino Gesù e si incammi­narono in fretta verso l'Egítto.
La sera del primo giorno di fuga, stanchi e affamati, cercarono rifugio in una grotta. Faceva freddo, tanto freddo che la terra era bianca di brina.
La famigliola si sistemò come poté in un angolo. Stavano stretti stretti, per scaldarsi un po'. Di accendere un fuoco non si parlava nemmeno. Si sentivano in lontananza galoppare i cavalli dei soldati.
Giuseppe e Maria credevano che nessuno li avesse visti. In realtà un testimone c'era. Un piccolo ragno che si dondolava attaccato ad un filo proprio all'entrata della grotta. Quando il ragno vide il bambino Gesù, desiderò molto fare qualcosa per lui. Sapeva che tanti animali fortunati avevano potuto fargli a loro dono.
Decise di fare la sola cosa che poteva fare un ragno: tessere la sua tela di fronte all'entrata della caverna, per fare una bella e delicata tendina.
Improvvisamente, lungo il sentiero, venne un drappello di soldati di Erode. Cercavano il bambino per ucciderlo. Quando giunsero alla grotta, stavano per entrare e perquisirla, ma il comandante notò la ragnatela. La brina bianca l'aveva ricoperta e sembrava una serie di trine stese a chiudere l'entrata della grotta.
«Lasciate stare» disse il comandante. «Non vedete che c'è una grossa ragnatela intatta? Se qualcuno fosse entrato nella grotta l'avrebbe certamente rotta!».
I soldati passarono oltre. Così un piccolo ragno salvò la vita a Gesù facendo l'unica cosa che sapeva veramente fare: tessere la sua ragnatela.
Per questo, ancora oggi, mettiamo «baffi» e frange scintillanti sugli alberi di Natale e nelle case. I nastri scintillanti rappresen­tano i fili della ragnatela, bianca per la brina, indorati dai raggi della luna, che stavano all'entrata della grotta sulla via dell'E­gitto.
E ricordiamo il dono del piccolo ragno che salvò la vita a Gesù. 
 (Don Bruno Ferrero, Tutte storie, LDC)

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