3 aprile 2019

MI PIACI SILENZIOSA - Pablo Neruda



Buonanotte con una splendida poesia di uno dei miei poeti preferiti...

MI PIACI SILENZIOSA

Mi piaci silenziosa, perché sei come assente,
mi senti da lontano e la mia voce non ti tocca.
Par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca.
Tutte le cose sono colme della mia anima
e tu da loro emergi, colma d’anima mia.
Farfalla di sogno, assomigli alla mia anima
ed assomigli alla parola malinconia.
Mi piaci silenziosa, quando sembri distante.
E sembri lamentarti, turbante farfalla.
E mi senti da lontano e la mia voce non ti arriva:
lascia che il tuo silenzio sia il mio silenzio stesso.
Lascia che il tuo silenzio sia anche il mio parlarti,
lucido come fiamma, semplice come anello.
Tu sei come la notte taciturna e stellata.
Di stella è il tuo silenzio, così lontano e semplice.
Mi piaci silenziosa perché sei come assente.
Distante e dolorosa come se fossi morta.
Basta allora un sorriso, una parola basta.
E sono lieto, lieto che questo non sia vero.

Pablo Neruda
 (da Venti poesie d'amore e una canzone disperata)

FARFALLA CIECA - Anna Rizzardi


"Se un essere umano aiuta la farfalla a uscire dal bozzolo, la farfalla non volerà mai. Solo trovando la forza di liberarsi dall'ultimo legame, questo delicato essere, con un corpo talmente leggero e fragile che il respiro sembra spezzarlo, può volare bello e libero."
(Julia Butterfly Hill)

FARFALLA CIECA

Ali screziate, gracili,
stridenti con l’avorio dell’aria
e l’opaco grigiore delle scaglie di nero cemento.
Alla ricerca infatuata
di un sogno troppo azzurro,
freneticamente disveli i pistilli diafani
del tuo sorriso,
aggirandoti silenziosamente prigioniera
nel tuo vortice alato senza senso.
I tuoi occhi opalescenti, privi del corallo acceso,
muti di vivacità, non odono che suoni bassi,
tenui, inesitabili,
non respirano l’ignoto profumo delle nuvole,
volteggiano inermi e profondamente attoniti.
Perché il cuore corrusco
non osa sollevarsi dal gretto asfalto ?
E’ cieca inesorabilità ?
Strana, irreale, inoffensiva creatura,
Vola ! al di là del silenzio, al di là del dubbio, al di là del pensiero…

Anna Rizzardi

L'ALBERO LAMENTOSO - I pensieri del gufo


L'ALBERO LAMENTOSO  

Non era tanto bello.
Aveva un tronco rugoso, dei rami un po' rachitici che producevano delle mele aspre che nessuno voleva.
Ma la cosa peggiore era il carattere.
Albero non faceva che lamentarsi.
La cosa dava fastidio soprattutto a Siepe, che era cresciuta proprio accanto ad Albero.
Era primavera e Albero continuava a mugugnare:"Vedrai che stasera pioverà e magari anche domani.
E poi soffierà il vento e mi spezzerà qualche ramo..."
"Ma è così soave il vento di primavera", diceva Siepe.
Albero non ascoltava neanche: "Quegli orribili uccelli, poi!
Mi faranno il nido addosso e mi mangeranno i germogli...".
Albero continuava a lamentarsi per ore: il campo si sarebbe riempito di fango, le mucche e i conigli gli avrebbero rovinato la corteccia, l'erba alta gli avrebbe fatto il solletico e così via.
Per Siepe era un vero supplizio.
Decise perciò che doveva far qualcosa per impedire il continuo mugugno di quel brontolone d'Albero.
Dovete sapere che il miglior amico di Siepe era il vecchio Corvo, che si appollaiava spesso tra i suoi rami dopo pranzo e dopo cena per far quattro chiacchiere.
Siepe spiegò a Corvo il problema: "Come faccio a far smettere Albero di lamentarsi?".
Corvo si mise a pensare, poi disse:
"Albero non ha una vera ragione di vita, ecco perché si lamenta sempre".
"Ma dove si trova questa ragione?".
"Di solito, proprio sotto il naso".

La primavera lasciò il posto all'estate e Siepe si riempì di verde.
Come sempre, Caprifoglio le si attorcigliò alle foglie, adornandola con i suoi fiori profumati.
"Albero", chiese Siepe un bel giorno, "qual è la cosa più brutta della tua vita?".
Albero ci pensò un po' e poi sussurrò con voce triste:
"La cosa peggiore è che non piaccio a nessuno.
Perché sono brutto. La mia fioritura dura solo pochi giorni,
le mie foglie non sono belle e le mie mele selvatiche hanno un sapore orribile".
"Ma a questo si può rimediare facilmente!", esclamò Siepe.
"Potrei chiedere a Caprifoglio di crescere lungo il tuo tronco e sui tuoi rami, e così saresti ricoperto di fiori
profumati e di foglie verdi per la maggior parte dell'anno.
L'unica difficoltà è che... Caprifoglio non vuole: dice che ti lamenti troppo".
Albero rimase in silenzio. Poi disse:
"Se io prometto di lamentarmi di meno, potresti convincerlo a crescere sopra di me?".
"Se non ti lamentassi per un anno intero forse accetterebbe", rispose Siepe.
Così, per un anno intero, Albero non si lamentò neppure una volta.
Nemmeno quando arrivò la siccità, né quando arrivò una nevicata mai vista e neppure quando le lepri rosicchiavano le radici. E un bel giorno della primavera seguente, Caprifoglio mise fuori un timido germoglio.
Si attorcigliò al tronco di Albero e si intrecciò ai suoi rami.
Quando il vento di giugno fece volar via i boccioli di Albero, Caprifoglio dischiuse i suoi fiori profumati gialli e rosa, e Albero divenne il più bello tra tutti gli alberi del campo.
Da quel giorno non si lamentò più. Nemmeno una volta.
Mai più.
Un pomeriggio d'inverno, Corvo andò da Siepe."Non ho più sentito Albero lamentarsi.
Deve aver trovato una ragione di vita. Qual è?".
"Chiedilo a lui", rispose Siepe.
Corvo volò da Albero e gli chiese che ragione di vita avesse trovato.
"Non posso parlare ora, Corvo, devo proteggere Caprifoglio dal vento".
"Ma è tutto marrone e avvizzito ora che è inverno".
"Ora è così", rispose Albero.
"Ma si appoggia a me perché io lo protegga fino a primavera.
E allora sboccerà di nuovo più folto e più bello dell'anno passato".
Il vecchio Corvo e Siepe furono molto contenti nel sentirlo parlare così.
Albero aveva trovato la sua ragione di vita e non si sarebbe lamentato mai più. 

(da " I pensieri del Gufo")


Il nome caprifoglio deriva dal latino "caprifolium", che significa "foglia di capra", per analogia con le abilità delle capre ad arrampicarsi. Nel linguaggio dei fiori il caprifoglio simboleggia la dolcezza d’animo per il nettare dolcissimo dei fiori. 

2 aprile 2019

IL DONO ATTESO - Cleonice Parisi


Comunque sia stato, un altro giorno è trascorso... vi auguro una buonanotte e che domani sia un azzurro giorno!

IL DONO ATTESO

Ho inteso l’inutilità del mio peso,
la caducità della mia età,
l’alternarsi dell’amarsi,
ma ancora sento che è da farsi;
Ho inteso del sorriso il triste viso,
delle parole vere le nere vele,
dell’umanità la sua vanità,
ma ancora sento che qualcosa accadrà;
Ho inteso della malattia il peso,
delle lacrime il sapore acre,
della delusione la nera visione,
ma ancora in me sento la passione;
Ho inteso del domani le nefaste mani,
del mio cedere al troppo credere,
del tormento il freddo vento,
ma ancora palpita in me il sentimento
Ho inteso e compreso
che non sarà la notte
a firmare la mia sorte;
Ho inteso e compreso
che la vita non è un peso
ma un dono atteso.


Cleonice Parisi

L'ARCOBALENO DELLA VITA - Silvano Notari


Una  colorata serata d'aprile...

L'ARCOBALENO DELLA VITA

Il colore del vento di una sera d’aprile,
il colore dei tanti pensieri
che sempre affollano la mente di ognuno.

Il colore dei respiri e dei sospiri
che riempiono i cuori e le anime.
Il colore delle anime e dei sentimenti.

Il colore della felicità e del dolore.
Il colore delle emozioni.
Quello puro dell’amore!

Un infinito arcobaleno,
adagiato morbidamente nella volta
del grande orizzonte celeste della vita.

Vestire la propria vita 
di questo fascio di luce e colori,
prima che il grigio dell’ultima età
oscuri l’arcobaleno!

Silvano Notari

1 aprile 2019

OFELIA - Arthur Rimbaud


Buonanotte con una bella poesia ispirata a Ofelia, uno dei principali personaggi femminili della tragedia "Amleto" di  William Shakespeare che, impazzita per la morte del padre Polonio, si uccise gettandosi in un lago...

OFELIA

Sull'onda calma e nera dove le stelle dormono
Fluttua la bianca Ofelia come un gran giglio, fluttua
Lentissima, distesa sopra i suoi lunghi veli…
- S'odono da lontano, nei boschi, hallalì.


Da mille anni e più la dolorosa Ofelia
Passa, fantasma bianco, sul lungo fiume nero;
Da mille anni e più la sua dolce follia
Mormora una romanza al vento della sera.

La brezza le bacia il seno e distende a corolla
Gli ampi veli, dolcemente cullati dalle acque;
Le piange sull'omero il brivido dei salici,
S'inclinano sulla fronte sognante le giuncaie.

Sgualcite, le ninfee le sospirano intorno;
Ella ridesta a volte, nell'ontano che dorme,
Un nido, da cui sfrùscia un batter d'ali:
- Un canto misterioso scende dagli astri d'oro.

II

Pallida Ofelia! Come neve bella!
In verde età moristi, trascinata da un fiume!
- Calati dai grandi monti di Norvegia, i venti
Ti avevano parlato di un'aspra libertà;

Poi che un soffio, attorcendoti la chioma folta,
All'animo sognante recava strane voci;
E il tuo cuore ascoltava la Natura cantare
Nei sospiri della notte, nei lamenti dell'albero;

Poi che il grido dei mari dementi, immenso rantolo,
Frantumava il tuo seno, fanciulla, umano troppo, e dolce;
Poi che un mattino d'aprile, un bel cavaliere pallido
Sedette, taciturno e folle, ai tuoi ginocchi!

Cielo! Libertà! Amore! Sogno, povera Folle!
Là ti scioglievi come neve al fuoco:
Le tue grandi visioni ti facevano muta
- E il tremendo Infinito atterrì il tuo sguardo azzurro!

III

- E il Poeta racconta che al raggio delle stelle
Vieni, la notte, a prendere i fiori che cogliesti,
E che ha visto sull'acqua, stesa nei lunghi veli,
Fluttuare bianca come un gran giglio Ofelia.

Arthur Rimbaud

E' NATO APRILE - Francesca Castellino


Diamo il benvenuto al bel mese di Aprile!

E' NATO APRILE

Aprite le finestre: è nato Aprile!
Il verde nei sentieri è traboccato,
escon le pecorelle dall'ovile.
Aprite le finestre: Aprile è nato!

Spicchi di cielo sembran tutti i rivi,
nuvole rosa tutti i peschi in fiore,
Le prime rose infiorano gli altari,
odora su dai prati il primo fieno;
la rondinella, attraversati i mari,
solca di voli e stridi il ciel sereno.

In tripudio d'amor si rinnovella
tutta la terra e muta il grezzo panno
in una veste rilucente e bella.
Aprile, Aprile, gioventù dell'anno!

 Francesca Castellino

POST PIU' POPOLARI

SANTA CHIARA D' ASSISI - 11 Agosto

SANTA CHIARA D' ASSISI "Per la grazia di Dio, l'anima dell'uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è...