2 aprile 2018

HO SENTITO IL BATTITO DEL TUO CUORE-S.Teresa di Calcutta


Trovare Gesù, significa trovare la gioia più grande!

HO SENTITO IL BATTITO DEL TUO CUORE

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell'unità di cuore e di mente
di un'assemblea di persone che ti amano.
Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.

Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.

Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell'inspiegabile gioia
di coloro la cui vita è tormentata dal dolore.

Ma non sono riuscita a trovarti
nei miei piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica
ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.

Signore io credo. Ma aiuta tu la mia fede. 

Santa Teresa di Calcutta

IL RISORTO - Santa Teresa di Calcutta


 Seguire l'esempio di Gesù arreca gioia a noi stessi e agli altri e serve anche a sentirlo più vicino al cuore...

IL RISORTO

Non lasciare mai
che le tue preoccupazioni
crescano fino al punto di farti dimenticare
la gioia del Cristo risorto.
Tutti noi aneliamo al paradiso,
ma possiamo essere sin da ora con Gesù
e comunicare la sua gioia.
Questo significa:
amare come Lui ama;
aiutare come Lui aiuta;
dare come Lui dà;
servire come Lui serve;
salvare come Lui salva.
Significa essere con lui ventiquattro
ore al giorno e toccarlo
nel suo aspetto più malandato.

Santa Teresa di Calcutta

RESURREZIONE - Giovanni Teresi



Vi auguro  una buona Pasquetta...

“Seduti sul prato a oziare in una bella giornata tiepida, mangiando cose buone in amicizia.”
Banana Yoshimoto

RESURREZIONE

Nella veste bianca
portava i segni del martirio,
il Suo cammino era leggero
sull’umida erba
e la terra sfiorava
con i piedi in calzari d’argento.

Parlò a discepoli e
agli amici di sempre
con angelica voce
predicando ancor la Pace,
l’Amore dal profondo del cuore,
e con i Suoi lucidi occhi
tutto il mondo scrutava
con affetto di Padre.

Gli increduli volgevano lo sguardo
sulle fiorite cime dei vicini monti
velate da candide nuvole;
lì s’ergeva l’Eterno
che la morte sconfisse
regalando il perdono.

Giovanni Teresi

1 aprile 2018

LA PASQUA CHE VORREI - David Maria Turoldo


Buona Pasqua senza troppe parole, solo un gran sorriso!


LA PASQUA CHE VORREI

Io vorrei donare una cosa al Signore, 
ma non so che cosa. 
Andrò in giro per le strade 
zuffolando, così, 
fino a che gli altri dicano: è pazzo! 
E mi fermerò soprattutto coi bambini 
a giocare in periferia, 
e poi lascerò un fiore 
ad ogni finestra dei poveri 
e saluterò chiunque incontrerò per via, 
inchinandomi fino a terra. 
E poi suonerò con le mie mani 
le campane sulla torre, 
a più riprese 
finché non sarò esausto. 
E a chiunque venga 
- anche al ricco - dirò: 
”Siedi pure alla mia mensa”, 
(anche il ricco è un povero uomo). 
E dirò a tutti: 
”Avete visto il Signore?”. 
Ma lo dirò in silenzio 
e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore, 
ma non so che cosa. 
Tutto è Suo dono, 
eccetto il nostro peccato. 
Ecco, gli darò un’icona 
dove Lui - bambino - guarda 
agli occhi di Sua Madre: 
così dimenticherà ogni cosa. 
Gli raccoglierò dal prato 
una goccia di rugiada 
- è già primavera, 
ancora primavera, 
una cosa insperata, 
non meritata, 
una cosa che non ha parole; 
e poi gli dirò d’indovinare 
se sia una lacrima 
o una perla di sole 
o una goccia di rugiada. 
E dirò alla gente: 
”Avete visto il Signore?”. 
Ma lo dirò in silenzio 
e solo con un sorriso.

Io vorrei donare una cosa al Signore, 
ma non so che cosa. 
Non credo più neppure alle mie lacrime, 
e queste gioie sono tutte povere: 
metterò un garofano rosso sul balcone, 
canterò una canzone 
tutta per lui solo. 
Andrò nel bosco questa notte 
e abbraccerò gli alberi 
e starò in ascolto dell’usignolo, 
quell’usignolo che canta sempre solo, 
da mezzanotte all’alba. 
E poi andrò a lavarmi nel fiume 
e all’alba passerò sulle porte 
di tutti i miei fratelli 
e dirò a ogni casa: “Pace!”, 
e poi cospargerò la terra 
d’Acqua Benedetta in direzione 
dei quattro punti dell'universo, 
poi non lascerò mai morire 
la lampada dell’altare 
e ogni domenica mi vestirò di bianco.

Io vorrei donare una cosa al Signore, 
ma non so che cosa. 
E non piangerò più, 
non piangerò più inutilmente; 
dirò solo: “Avete visto il Signore?”. 
Ma lo dirò in silenzio 
e solo con un sorriso 
poi non dirò più niente.

padre David Maria Turoldo


IL CALVARIO TRE GIORNI DOPO - Don Tonino Bello




Sempre estremamente toccanti i discorsi di Don Tonino Bello...

IL CALVARIO TRE GIORNI DOPO 


I Vangeli ci raccontano numerose apparizioni del Risorto avvenute nel giorno di Pasqua. Se è lecito esprimere delle preferenze, quella che mi commuove di più è l'apparizione a Maria di Magdala, piangente accanto al sepolcro vuoto.
Le si avvicina Gesù e le dice: "Perché piangi?". Donna, le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che tu non pianga per gioia o per amore. Vedi: la collina del Calvario, che l'altro ieri sera era solo un teschio coperto di fango, oggi si è improvvisamente allagata di un mare d'erba. I sassi si sono coperti di velluto. Le chiazze di sangue sono tutte fiorite di anemoni e asfodeli. Il cielo, che venerdì era uno straccio pauroso, oggi è limpido come un sogno di libertà. Siamo appena al terzo giorno, ma sono bastate queste poche ore perché il mondo facesse un balzo di millenni. No, non misurare sui calendari dell'uomo la distanza che separa quest'alba luminosa dal tramonto livido dell'ultimo venerdì. Non è trascorso del tempo: è passata un'eternità. Donna, tu non lo sai: ma oggi è cominciata la nuova creazione.
Cari amici, nel giorno solennissimo di Pasqua anch'io debbo rivolgere a ciascuno di voi la stessa domanda di Gesù: "Perché piangi?". Le tue lacrime non hanno più motivo di scorrerti dagli occhi. A meno che non siano l'ultimo rigagnolo di un pianto antico. O l'ultimo fiotto di una vecchia riserva di dolore da cui ancora la tua anima non è riuscita a liberarsi. Lo so che hai buon gioco a dirmi che sto vaneggiando. Lo so che hai mille ragioni per tacciarmi di follia. Lo so che non ti mancano gli argomenti per puntellare la tua disperazione. Lo so.
Forse rischio di restare in silenzio anch'io, se tu mi parli a lungo dei dolori dell'umanità: della fame, delle torture, della droga, della violenza. Forse non avrò nulla da replicarti se attaccherai il discorso sulla guerra nucleare, sulla corsa alle armi o, per non andare troppo lontano, sul mega poligono di tiro che piazzeranno sulle nostre terre, attentando alla nostra sicurezza, sovvertendo la nostra economia e infischiandosene di tutte le nostre marce della pace.
Forse rimarrò suggestionato anch'io dal fascino sottile del pessimismo, se tu mi racconterai della prostituzione pubblica sulla statale, del dilagare dei furti nelle nostre case, della recrudescenza di barbarie tra i minori della nostra città.
Forse mi arrenderò anch'io alle lusinghe dello scetticismo, se mi attarderò ad ascoltarti sulle manovre dei potenti, sul pianto dei poveri, sulla miseria degli sfrattati, sulle umiliazioni di tanta gente senza lavoro.
Forse vedrai vacillare anche la mia speranza se continuerai a parlarmi di Teresa che, a trentacinque anni, sta morendo di cancro. O di Corrado che, a dieci, è stato inutilmente operato al cervello. O di Lucia che, dopo Pasqua, farà la Prima Comunione in casa perché in chiesa, con gli altri compagni, non potrà andarci più. O di Nicola e Annalisa che, dopo tre anni di matrimonio e dopo aver messo al mondo una creatura, se ne sono andati ognuno per la sua strada, perché non hanno più nulla da dirsi.
Queste cose le so: ma io voglio giocarmi, fino all'ultima, tutte le carte dell'incredibile e dire ugualmente che il nostro pianto non ha più ragione di esistere.
La Resurrezione di Gesù ne ha disseccate le sorgenti. E tutte le lacrime che si trovano in circolazione sono come gli ultimi scoli delle tubature dopo che hanno chiuso l'acquedotto.
Riconciliamoci con la gioia. La Pasqua sconfigga il nostro peccato, frantumi le nostre paure e ci faccia vedere le tristezze, le malattie, i soprusi e perfino la morte, dal versante giusto: quello del "terzo giorno". Da quel versante, il luogo del cranio ci apparirà come il Tabor. Le croci sembreranno antenne, piazzate per farci udire la musica del Cielo. Le sofferenze del mondo non saranno per noi i rantoli dell'agonia, ma i travagli del parto.
E le stigmate lasciate dai chiodi nelle nostre mani crocifisse, saranno le feritoie attraverso le quali scorgeremo fin d'ora le luci di un mondo nuovo!

Buona Pasqua!

Don Tonino Bello



GESU' E' RISORTO - Hedda


La Pasqua porta gioia in ogni cuore!

GESU' E' RISORTO

Gesù è risorto! Cantano
sui rami gli uccelletti,
le rondinelle tornano
al nido sotto i tetti.
Gesù è risorto! Sbocciano
le rose nei giardini,
ride di gioia il limpido,
grande, occhio dei bambini.
Gesù è risorto. Un cantico
s'innalza dal Creato,
cantan le stelle fulgide,
i bimbi e i fior del prato

Hedda

RISURREZIONE - Gabriele D'Annunzio


Una Pasqua di pace, amore e speranza!
Auguri a tutti...

RISURREZIONE

Suono di campane,
voce che trasvola sul mondo,
canto che piove dal cielo sulla terra,
nella città sorda e irrequieta,
e nel silenzio dei colli
ove, nel pallore argenteo,
le bacche d'olivo maturano il dono di pace.
Suono che viene a te,
quale alleluia pasquale,
a offrirti la gioia di ogni primavera,
a chiamarti alla rinascita;
a dirti che la terra rifiorisce
se il tuo cuore si aprirà come un boccio,
che ripete un gesto d'amore e di speranza,
levando il mite ramoscello
in questa chiara alba di Risurrezione!

Gabriele D'Annunzio

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