19 aprile 2016

PREGHIERA - Giuseppe Ungaretti



Un eccellente giorno con Giuseppe Ungaretti, considerato uno dei celebri fondatori della corrente letteraria definita "Ermetismo", per il genere di poesia volutamente astrusa, scarna ed essenziale, ma proprio per questo mentalmente molto stimolante!

PREGHIERA

Quando mi desterò
dal barbaglio della promiscuità
in una limpida e attonita sfera

Quando il mio peso mi sarà leggero
Il naufragio concedimi Signore
di quel giovane giorno al primo grido.

(da “L’allegria”) 
Giuseppe Ungaretti

18 aprile 2016

NOSTALGIA - Anna Maria Cuccu



 Proprio vero che nessun posto è come casa...soprattutto la casa della nostra infanzia dove ci sentivamo amati,  protetti e al sicuro.
E quanta nostalgia suscita ripensarci...

NOSTALGIA

Ricordo
con tenerezza
nostalgica,
le giornate
trascorse in famiglia,
in un passato
ormai lontano.
Rimembro
le sere d' estate
quando in cortile
si stava nel fresco,
dopo l'arsura
del giorno.
Si parlava di tante cose,
mentre i grilli
cantavano
e le stelle e la luna
erano ancora
ispiratrici di Sogni.
Ricordo
con infinita nostalgia
le sere invernali
accanto al focolare,
e mi rivedo,
assorta ad ascoltare
i racconti dell' infanzia.
Ora nella casa
regna il Silenzio
ma io sento ancora
gli echi del passato
con immenso
rimpianto.
Quanta tristezza
nella casa vuota.


 Anna Maria Cuccu

16 aprile 2016

DANZA LENTA - David L. Weatherford


Questa "Danza lenta" è una sorta di sensato invito a vivere seguendo un lento e dolce ritmo.
 Vero è che anche una lunga vita è pur sempre troppo breve per quanto di bello c'è da vivere e vedere e inevitabilmente finiscono per essere così tante le cose ci perdiamo.
Non è meglio allora prenderla con più calma e partecipare consapevolmente alla nostra vita, invece di farla semplicemente scorrer via?

Prendiamoci il giusto tempo per ogni cosa e ascoltiamo la nostra musica!


DANZA LENTA

Hai mai osservato dei bambini su una giostra 
o ascoltato la pioggia battente che colpisce il suolo? 

Hai mai seguito il volo errante della farfalla 
o scrutato il sole che sfuma nella notte?

Dovresti rallentare, frena un po’ la tua danza, 
il tempo è poco, la musica non durerà.

Vivi ogni giorno al volo? 
Quando chiedi a qualcuno “Come stai?” ascolti mai la risposta?

Quando la giornata è finita, ti sdrai sul letto, 
pensando a mille cose che ancora ti restano da fare?

Dovresti rallentare, frena un po’ la tua danza, 
il tempo è poco, la musica non durerà.

Hai mai detto a tuo figlio, "Lo faremo domani", 
senza vedere, nella fretta, la sua delusione? 

Hai mai perso i contatti, lasciando morire un’amicizia 
perché non c’era tempo di chiamare e dire ciao? 

Dovresti rallentare, frena un po’ la tua danza, 
il tempo è poco, la musica non durerà.

Quando corri a più non posso per raggiungere una meta 
perdi metà del divertimento per arrivarci.

Quando ti angosci e corri nelle ore del tuo giorno 
è come se buttassi un dono senza aprirlo.

La vita non è una corsa, prendila con più calma, 
ascolta la musica prima che finisca la tua canzone.

David L. Weatherford




15 aprile 2016

MATTINO - dal web




Che bello, inizia un nuovo giorno tutto da godere!
Beh, se non proprio tutto, qualcosa di buono troveremo...!

MATTINO

Sento il fresco del mattino…
è bello camminare,
con le voci sommesse ancora dietro le porte di casa,
mentre il sole si alza svelto
e i rumori iniziano il ballo della vita.
Cammino piano,
annuso l’aria che sa di rugiada e caffè,
le persone che iniziano il lavoro,
qualche sguardo pensoso
qualcuno che sbadiglia.
Un uomo mi viene di fronte,
fa il cenno di togliersi il cappello,
ma cappello non ha,
da una vecchia tasca esce il collo
di una piccola bottiglia ed un vecchio foglio...
Si stirano le labbra in un vecchio sorriso
nessun dente vedo come la bocca di bimbo,
di sfuggita mi tocca la mano,
piccola carezza come mano di bimbo.
Continuo la mia strada
e tenerezza m’infonde nell’animo 
come di bimbo...mentre penso che la
felicità è poter aprire gli occhi
su un nuovo giorno e guardare
con fiducia a quello che esso ci porterà!


(dal web)

10 aprile 2016

AMORE DOPO AMORE - Derek Walcott


Siamo così occupati a costruire la nostra vita e a imbastire rapporti sociali che tralasciamo di approfondire la conoscenza della persona con cui siamo più a stretto contatto, cioè proprio noi stessi.
 Arriverà però il giorno in cui ti accorgerai di quanto sia importante conoscersi e amarsi prima di ogni altra cosa e allora finalmente apparecchierai la tavola come si fa per gli ospiti di maggior riguardo e accoglierai affabilmente te stesso, desideroso di approfondire la conoscenza!
 Non serve altro, il banchetto può iniziare...

AMORE DOPO AMORE


Tempo verrà

in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola

Derek Walcott - Premio Nobel per la Letteratura nel 1992.
(dal libro "Mappa del nuovo mondo")


TORTA AL LATTE CALDO



La "hot milk sponge cake", da noi conosciuta come  torta al latte caldo, è un dolce dagli ingredienti che non potrebbero essere più basici, ma nonostante la sua semplicità è sorprendentemente uno dei più buoni!
Morbida, ma dalla struttura consistente e spugnosa, è ottima per la prima colazione, infatti, s’inzuppa senza sbriciolarsi nel latte, ma anche per essere farcita.
La ricetta della torta, famosissima nel web, è di Tish Boyle e non potete non provarla...

TORTA AL LATTE CALDO

Ingredienti

4 uova
220 g di zucchero semolato
160 ml di latte intero
75 g di burro
220 g di farina
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
pizzico di sale
zucchero a velo per decorare


Montate con le fruste elettriche (o in una planetaria) le uova a temperatura ambiente insieme al pizzico di sale e aggiungete pian piano lo zucchero lavorando il composto fino a quando non raddoppia e diventa chiaro e spumoso.
Incorporate con una spatola alla montata di uova la farina setacciata con il lievito con movimenti delicati dal basso verso l'alto, affinché non si smonti.
In un pentolino versate il latte, la vanillina e il burro e fate scaldare fino a che quest'ultimo si sarà sciolto; quindi caldo ma non bollente, unitelo man mano all'impasto base e mescolate bene, sempre delicatamente.
Trasferite il composto in uno stampo di 20-22 cm imburrato e infarinato.
Fate cuocere in forno preriscaldato, funzione statica, a 180° per circa 40-45 minuti, posizionando la griglia al primo livello.
Prima di spegnere, fate sempre la prova stecchino, perché la cottura può variare da forno a forno.
Lasciate raffreddare la torta dentro il forno spento, poi su una gratella perché evapori ogni umidità.
Una spolverata di zucchero a velo per un tocco in più di dolcezza e poi gustatevi la vostra fetta!


5 aprile 2016

VII (MAL GIOCONDO) - L. Pirandello


Un buongiorno con i sublimi versi tratti da "Mal giocondo", antologia poetica di esordio del giovane Luigi Pirandello, destinato a diventare uno tra i maggiori drammaturghi del XX secolo e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1934... buona lettura!

VII

Co ‘l primo raggio del mattin d’aprile
ne la mia stanza irruppe Primavera,
dea giovinetta, e a piene man profuse
dal pieno grembo

 rose d’ogni color, su ‘l letto mio,
rose dischiuse al bacio de l’aurora,
rose stillanti ancor notturna brina,
rose su rose.

 Sogno d’amor tra le sue dolci spire
me rattenea, di quell’arrivo ignaro;
ma ciò vedendo Primavera, i labri
schiusi a un sorriso,

 con un gambo di fior la fronte lieta
e il collo diéssi a vellicarmi, lieve:
allor balzai dallo stupor compreso
del sogno ancora.

 Rise ella forte un riso schietto al goffo
destarsi d’un mortale. Inebrïato
de le innumeri rose su ‘l mio letto,
io travedea.

 Ma tra le belle man lattee la testa
con dolce atto mi prese, e su me china
la bocca mi baciò d’un fresco bacio
dicendo: Sorgi!

 E quindi uscí. La vidi in una gloria
di luce errar pe i piani, e novo vidi
miracolo gentile: sotto i fini
suoi piè la terra

 rifiorir di color vivi, diversi,
e l’aura al suo respir puro allargarsi,
e gir mill’api intorno a lei succhiando
i fior novelli.

 Poi da lungi ver me si volse ancora:
Chiara nel ciel vibrò (tacquer gli uccelli)
sua voce e disse: «Cantami la sacra
pasqua di Gea».

Luigi Pirandello - (Mal giocondo - 1889)

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