15 aprile 2016

MATTINO - dal web




Che bello, inizia un nuovo giorno tutto da godere!
Beh, se non proprio tutto, qualcosa di buono troveremo...!

MATTINO

Sento il fresco del mattino…
è bello camminare,
con le voci sommesse ancora dietro le porte di casa,
mentre il sole si alza svelto
e i rumori iniziano il ballo della vita.
Cammino piano,
annuso l’aria che sa di rugiada e caffè,
le persone che iniziano il lavoro,
qualche sguardo pensoso
qualcuno che sbadiglia.
Un uomo mi viene di fronte,
fa il cenno di togliersi il cappello,
ma cappello non ha,
da una vecchia tasca esce il collo
di una piccola bottiglia ed un vecchio foglio...
Si stirano le labbra in un vecchio sorriso
nessun dente vedo come la bocca di bimbo,
di sfuggita mi tocca la mano,
piccola carezza come mano di bimbo.
Continuo la mia strada
e tenerezza m’infonde nell’animo 
come di bimbo...mentre penso che la
felicità è poter aprire gli occhi
su un nuovo giorno e guardare
con fiducia a quello che esso ci porterà!


(dal web)

10 aprile 2016

AMORE DOPO AMORE - Derek Walcott


Siamo così occupati a costruire la nostra vita e a imbastire rapporti sociali che tralasciamo di approfondire la conoscenza della persona con cui siamo più a stretto contatto, cioè proprio noi stessi.
 Arriverà però il giorno in cui ti accorgerai di quanto sia importante conoscersi e amarsi prima di ogni altra cosa e allora finalmente apparecchierai la tavola come si fa per gli ospiti di maggior riguardo e accoglierai affabilmente te stesso, desideroso di approfondire la conoscenza!
 Non serve altro, il banchetto può iniziare...

AMORE DOPO AMORE


Tempo verrà

in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola

Derek Walcott - Premio Nobel per la Letteratura nel 1992.
(dal libro "Mappa del nuovo mondo")


TORTA AL LATTE CALDO



La "hot milk sponge cake", da noi conosciuta come  torta al latte caldo, è un dolce dagli ingredienti che non potrebbero essere più basici, ma nonostante la sua semplicità è sorprendentemente uno dei più buoni!
Morbida, ma dalla struttura consistente e spugnosa, è ottima per la prima colazione, infatti, s’inzuppa senza sbriciolarsi nel latte, ma anche per essere farcita.
La ricetta della torta, famosissima nel web, è di Tish Boyle e non potete non provarla...

TORTA AL LATTE CALDO

Ingredienti

4 uova
220 g di zucchero semolato
160 ml di latte intero
75 g di burro
220 g di farina
1 bustina di lievito
1 bustina di vanillina
pizzico di sale
zucchero a velo per decorare


Montate con le fruste elettriche (o in una planetaria) le uova a temperatura ambiente insieme al pizzico di sale e aggiungete pian piano lo zucchero lavorando il composto fino a quando non raddoppia e diventa chiaro e spumoso.
Incorporate con una spatola alla montata di uova la farina setacciata con il lievito con movimenti delicati dal basso verso l'alto, affinché non si smonti.
In un pentolino versate il latte, la vanillina e il burro e fate scaldare fino a che quest'ultimo si sarà sciolto; quindi caldo ma non bollente, unitelo man mano all'impasto base e mescolate bene, sempre delicatamente.
Trasferite il composto in uno stampo di 20-22 cm imburrato e infarinato.
Fate cuocere in forno preriscaldato, funzione statica, a 180° per circa 40-45 minuti, posizionando la griglia al primo livello.
Prima di spegnere, fate sempre la prova stecchino, perché la cottura può variare da forno a forno.
Lasciate raffreddare la torta dentro il forno spento, poi su una gratella perché evapori ogni umidità.
Una spolverata di zucchero a velo per un tocco in più di dolcezza e poi gustatevi la vostra fetta!


5 aprile 2016

VII (MAL GIOCONDO) - L. Pirandello


Un buongiorno con i sublimi versi tratti da "Mal giocondo", antologia poetica di esordio del giovane Luigi Pirandello, destinato a diventare uno tra i maggiori drammaturghi del XX secolo e vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1934... buona lettura!

VII

Co ‘l primo raggio del mattin d’aprile
ne la mia stanza irruppe Primavera,
dea giovinetta, e a piene man profuse
dal pieno grembo

 rose d’ogni color, su ‘l letto mio,
rose dischiuse al bacio de l’aurora,
rose stillanti ancor notturna brina,
rose su rose.

 Sogno d’amor tra le sue dolci spire
me rattenea, di quell’arrivo ignaro;
ma ciò vedendo Primavera, i labri
schiusi a un sorriso,

 con un gambo di fior la fronte lieta
e il collo diéssi a vellicarmi, lieve:
allor balzai dallo stupor compreso
del sogno ancora.

 Rise ella forte un riso schietto al goffo
destarsi d’un mortale. Inebrïato
de le innumeri rose su ‘l mio letto,
io travedea.

 Ma tra le belle man lattee la testa
con dolce atto mi prese, e su me china
la bocca mi baciò d’un fresco bacio
dicendo: Sorgi!

 E quindi uscí. La vidi in una gloria
di luce errar pe i piani, e novo vidi
miracolo gentile: sotto i fini
suoi piè la terra

 rifiorir di color vivi, diversi,
e l’aura al suo respir puro allargarsi,
e gir mill’api intorno a lei succhiando
i fior novelli.

 Poi da lungi ver me si volse ancora:
Chiara nel ciel vibrò (tacquer gli uccelli)
sua voce e disse: «Cantami la sacra
pasqua di Gea».

Luigi Pirandello - (Mal giocondo - 1889)

30 marzo 2016

SERA DI FINE MARZO - Daniele Riva


Sunrise by the ocean -Vladimir Kush

Auguro a tutti una buona serata di fine marzo ...

SERA DI FINE MARZO

Marzo semina luci sulle torri
e un verde nuovo sopra le colline
- quel sole che tramonta come un tuorlo
tinge di rame nuvole e sfilacci,
intride l’anima, richiama amore
ai nostri petti e in questo sentire
la gioia ci pervade in modo simile
al profumo di giacinti e magnolie.

Per gentile concessione dell'autore
Daniele Riva
http://assolodipoesia.blogspot.it/

Flight of the sun - Vladimir Kush

27 marzo 2016

PASQUA - R. Fontana



Rendiamo ancor più dolce la Pasqua con un uovo di cioccolato... 

PASQUA

Dentro un uovo di buon cioccolato
vorrei tanto ci fosse una cosa...
non un puffo, un anello,un soldato,
ma un momento di festa gioiosa.
Voglio dirti proprio per questo
ho pregato per voi ieri sera
perché oggi sia un giorno lieto.
Una Pasqua di speranza vera.

(R. Fontana)


RESURREZIONE - Alessandro Manzoni



Buona Pasqua di Resurrezione!

Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L'angelo disse alle donne: "Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: "È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete". Ecco, io ve l'ho detto". 
(Matteo 28, 1-7)

RESURREZIONE


È risorto: or come a morte
La sua preda fu ritolta?
Come ha vinte l'atre porte,
Come è salvo un'altra volta
Quei che giacque in forza altrui?
Io lo giuro per Colui
Che da' morti il suscitò.

È risorto: il capo santo
Più non posa nel sudario
È risorto: dall'un canto
Dell'avello solitario
Sta il coperchio rovesciato:
Come un forte inebbriato
Il Signor si risvegliò.

Come a mezzo del cammino,
Riposato alla foresta,
Si risente il pellegrino,
E si scote dalla testa
Una foglia inaridita,
Che dal ramo dipartita,
Lenta lenta vi risté:

Tale il marmo inoperoso,
Che premea l'arca scavata,
Gittò via quel Vigoroso,
Quando l'anima tornata
Dalla squallida vallea,
Al Divino che tacea:
Sorgi, disse, io son con Te.

Che parola si diffuse
Tra i sopiti d'Israele!
Il Signor le porte ha schiuse!
Il Signor, I'Emmanuele!
O sopiti in aspettando,
È finito il vostro bando:
Egli è desso, il Redentor.
Pria di Lui nel regno eterno
Che mortal sarebbe asceso?
A rapirvi al muto inferno,
Vecchi padri, Egli è disceso;
Il sospir del tempo antico,
Il terror dell'inimico,
Il promesso Vincitor.

Ai mirabili Veggenti,
Che narrarono il futuro
Come il padre ai figli intenti
Narra i casi che già furo,
Si mostrò quel sommo Sole
Che, parlando in lor parole,
Alla terra Iddio giurò;

Quando Aggeo, quando Isaia
Mallevaro al mondo intero
Che il Bramato un dì verria,
Quando, assorto in suo pensiero,
Lesse i giorni numerati,
E degli anni ancor non nati
Daniel si ricordò.

Era l'alba; e molli il viso
Maddalena e l'altre donne
Fean lamento sull'Ucciso;
Ecco tutta di Sionne
Si commosse la pendice,
E la scolta insultatrice
Di spavento tramortì.

Un estranio giovinetto
Si posò sul monumento:
Era folgore l'aspetto,
Era neve il vestimento:
Alla mesta che 'l richiese
Diè risposta quel cortese:
E risorto; non è qui.

Via co' palii disadorni
Lo squallor della viola:
L'oro usato a splender torni:
Sacerdote, in bianca stola,
Esci ai grandi ministeri,
Tra la luce de' doppieri,
Il Risorto ad annunziar.

Dall'altar si mosse un grido:
Godi, o Donna alma del cielo;
Godi; il Dio cui fosti nido
A vestirsi il nostro velo,
È risorto, come il disse:
Per noi prega: Egli prescrisse,
Che sia legge il tuo pregar.

O fratelli, il santo rito
Sol di gaudio oggi ragiona;
Oggi è giorno di convito;
Oggi esulta ogni persona:
Non è madre che sia schiva
Della spoglia più festiva
I suoi bamboli vestir.

Sia frugal del ricco il pasto;
Ogni mensa abbia i suoi doni;
E il tesor negato al fasto
Di superbe imbandigioni,
Scorra amico all'umil tetto,
Faccia il desco poveretto
Più ridente oggi apparir.

Lunge il grido e la tempesta
De' tripudi inverecondi:
L'allegrezza non è questa
Di che i giusti son giocondi;
Ma pacata in suo contegno,
Ma celeste, come segno
Della gioia che verrà.

Oh beati! a lor più bello
Spunta il sol de' giorni santi;
Ma che fia di chi rubello
Torse, ahi stolto! i passi erranti
Nel sentier che a morte guida?
Nel Signor chi si confida
Col Signor risorgerà..

Alessandro Manzoni



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