19 marzo 2019

GRAZIE, PAPA'...- Antonio Curnetta


Grazie papà, per il tuo esempio, per il tuo appoggio, per la tua dedizione, grazie persino per la tua severità, ma soprattutto grazie per il tuo eterno amore...

GRAZIE, PAPA'...

Per avermi amato, anche 
se spesso non mi hai capito.
Per avermi insegnato a camminare 
e a rialzarmi dopo ogni caduta.
Per avermi lasciato imboccare 
strade sbagliate, senza mai 
stancarti di venire a riprendermi.
Per avermi insegnato che un uomo 
è povero solo se non ha amore ed 
è perso solo se non ha principi.
Per avermi insegnato ad essere gentile 
ed educato anche con quelli che non 
lo sono, ad avere rispetto degli altri 
ma soprattutto di me stesso.
Per avermi dato l'esempio, anche 
quando ero troppo orgoglioso per seguirlo.
Per avermi insegnato ad amare il cielo...
E adesso che non ci sei più, ho 
un motivo in più per guardarlo.

(Antonio Curnetta)

A MIO FIGLIO - Juan Rodolfo Wilcock


Indimenticabili le parole che questo padre indirizza al figlio ... se solo ascoltassimo di più le raccomandazioni e i consigli che nessun padre lesina!
Anche se il tempo poi da loro la soddisfazione di vedere che gli stessi insegnamenti che spesso abbiamo disdegnato, poi cerchiamo d'impartirli ai nostri figli...


A  MIO FIGLIO

Abbi fiducia nella vita
e non nelle ideologie;
non ascoltare i missionari
di quest’illusione o quell’altra.
Ricorda che c’è una sola cosa
affermativa, l’invenzione;
il sistema invece è caratteristico
della mancanza d’immaginazione.
Ricorda che tutto accade
a caso e che niente dura,
il che non ti vieta di fare
un disegno sul vetro appannato,
né di cantare qualche nota
semplice quando sei contento;
può darsi che sia un bel disegno,
che la canzone sia bella:
ma questo non ha certo importanza,
basta che piacciano a te.
Un giorno morirai; non fa niente,
poiché saranno gli altri ad accorgersene.

Juan Rodolfo Wilcock


VORREI ESSERE COME TE - A. M. Parisi


Auguri a tutti i giovani papà !

VORREI ESSERE COME TE

Spesso mi ritrovo a sognare
che, come te, vorrei diventare:
grande, bello, coraggioso,
intelligente e operoso.

– Dimmi babbo che posso fare
perchè presto si possa avverare?

– Sorridi, gioca e vivi la tua età
in armonia e con serenità.
Una sola cosa devi ricordare:
la vita è bella quando c’è l’amore!

Per crescere c’è tempo, bimbo mio.
Credimi, vorrei esser piccolo anch’io!

A. M. Parisi


MIO PADRE - Antonio Machado




Ai papà non più tanto giovani...

MIO PADRE 

Io ho quasi un ritratto
del mio caro padre, nel tempo,
ma il tempo se lo porta via.
Mio padre, cacciatore – sulla riva
del Guadalquivir, in un giorno così chiaro! -
-è la canna blu del suo fucile
e il fumo bianco del tiro preciso.
Mio padre nel giardino di casa nostra
mio padre tra i suoi libri, che lavora.
Gli occhi grandi, la fronte spaziosa,
il viso scarno, i baffi lisci.
Mio padre scrive – caratteri minuscoli -
riflette, sogna, soffre, parla ad alta voce.
Passeggia. Oh, padre mio, ancora
ti vedo e il tempo non ti ha cancellato!
Ormai sono più vecchio di te, padre mio, quando mi baciavi.
Ma nel ricordo
sono ancora il bimbo che tu prendevi per mano.
Tanti anni sono passati senza che ti ricordassi, padre mio!
Dove sei stato tu in tutti questi anni?

Antonio Machado

LA SCALA DI CRISTALLO - Langston Hughes



Buona festa  del papà ... a tutti i padri che non smettono mai d' insegnare!

LA SCALA DI CRISTALLO

Bene, figliolo, voglio dirti una cosa
la vita per me non è stata una scala di cristallo.
Ci furono chiodi
e schegge
e assi sconnesse
e tratti senza tappeti sul pavimento.

Ma per tutto il tempo
ho continuato a salire
e ho raggiunto pianerottoli
voltato angoli
e qualche volta ho camminato nel buio.

Quindi, ragazzo, non tornare indietro.
Non fermarti sui gradini
perche' trovi che salire e' difficile.
Non cadere adesso
perche' io vado avanti.
Sali con me..

La vita per me
non è stata una scala di cristallo.



Langston Hughes

18 marzo 2019

LEI E' L' AMORE - dal web


Una romantica poesia...
 
LEI E' L' AMORE

Cerco il cammino che porta al suo cuore gentile,
Ma lei lo nasconde bene, dentro il suo scrigno di fiori.
Vago senza meta, perduto in questo ideale,
Ma amo questo bouquet, gusto i suoi petali.
Lei è inaccessibile, adorabile e unica,
E'un ideale, un voto, una supplica,
Un astro luminoso, una stella cadente,
Un diamante eterno.
E'un vento estivo che accarezza la pelle,
una brezza marina da soffio lungo e caldo.
Può diventare un tifone,
un violento uragano, se niente la mitiga.
So che Lei è l'amore in tutta la sua bellezza.
Ha mostrato tutta le sue armi nell'arte dell'amare.
Un giorno si sveglierà, aprirà i suoi occhi,
Ed un principe affascinante le dirà: Ti voglio!

(dal web)



LE RANOCCHIE NELLA PANNA - Jorge Bucay


LE RANOCCHIE NELLA PANNA

C'erano una volta due ranocchie che caddero in un recipiente di panna. Immediatamente intuirono che sarebbero annegate: era impossibile nuotare o galleggiare a lungo in quella massa densa come sabbie mobili. 
All'inizio, le due rane scalciarono nella panna per arrivare al bordo del recipiente però era inutile, riuscivano solamente a sguazzare nello stesso punto e ad affondare.
Sentivano che era sempre più difficile affiorare in superficie e respirare. Una di loro disse a voce alta:
- «Non ce la faccio più. E' impossibile uscire da qui, questa roba non è fatta per nuotarci. Dato che morirò, non vedo il motivo per il quale prolungare questa sofferenza. Non comprendo che senso ha morire sfinita per uno sforzo sterile».
E detto questo, smise di scalciare e annegò con rapidità, venendo letteralmente inghiottita da quel liquido bianco e denso.
L'altra rana, più perseverante o forse più cocciuta, disse fra sé e sé:
- «Non c'è verso! Non si può fare niente per superare questa cosa. Comunque, dato che la morte mi sopraggiunge, preferisco lottare fino al mio ultimo respiro. Non vorrei morire un secondo prima che giunga la mia ora». E continuò a scalciare e a sguazzare sempre nello stesso punto, senza avanzare di un solo centimetro. Per ore ed ore! E ad un tratto... dal tanto scalciare, agitare e scalciare... la panna si trasformò in burro!
 La rana sorpresa spiccò un salto e pattinando arrivò fino al bordo del recipiente. Da lì, non le rimaneva altro che tornare a casa gracidando allegramente.

Jorge Bucay 


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