9 maggio 2018

IL MIO CAVALLO - William Shakespeare


La sensazione di libertà che si deve provare in sella ad un cavallo lanciato al galoppo, con il vento tra i capelli, dev'essere davvero inebriane... nella prossima vita, tra le altre cose, imparerò anche a cavalcare!

IL MIO CAVALLO

Il mio cavallo? 
Non lo cambierei con nessun’altra bestia a quattro zampe.
 “Za’, hop!”, e ti rimbalza sul terreno come se fosse imbottito di crine. 
Pare davvero le cheval volant, il Pégaso dalle narici di fuoco. 
Quando gli sono in sella, è come se volassi: sono un falco che galoppa per l’aria insieme a lui.
 La terra canta, quando lui la tocca. 
Il più banale corno del suo zoccolo è più armonioso della piva d’Ermes.
 Ha il mantello color noce moscata.
 E il calor dello zenzero.
 Una bestia che andrebbe a perfezione a un Persèo, tutto aria e fuoco;
 gli elementi più torpidi, terra e acqua, traspaion solo in lui nella paziente 
sua docilità quando gli monta in sella il cavaliere.
 Lui solo è quel che può dirsi un cavallo; gli altri sono tutti miseri ronzini, 
da dirsi tutt'al più degli animali.

William Shakespeare, Enrico V, ca. 1599

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