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11 maggio 2022

L'OROLOGIO - Charles Baudelaire



"Mentre perdiamo il nostro tempo tra indugi e rinvii, la vita passa."

(Lucio Anneo Seneca)


L ' OROLOGIO


L’orologio, il dio sinistro, spaventoso e impassibile,

ci minaccia col dito e dice: Ricordati!

I Dolori vibranti si pianteranno nel tuo cuore

pieno di sgomento come in un bersaglio;

il Piacere vaporoso fuggirà nell’orizzonte

come silfide in fondo al retroscena;

ogni istante ti divora un pezzo di letizia

concessa ad ogni uomo per tutta la sua vita.

Tremilaseicento volte l’ora, il Secondo

mormora: Ricordati! – Rapido con voce

da insetto, l’Adesso dice: Sono l’Allora

e ho succhiato la tua vita con l’immondo succhiatoio!

Prodigo! Ricordati! Remember! Esto memor!

(La mia gola di metallo parla tutte le lingue).

I minuti, mortale pazzerello, sono ganghe

da non farsi sfuggire senza estrarne oro!

Ricordati che il tempo è giocatore avido:

guadagna senza barare, ad ogni colpo! È legge.

Il giorno declina, la notte cresce; ricordati!

L’abisso ha sempre sete; la clessidra si vuota.

Presto suonerà l’ora in cui il divino Caso,

l’augusta Virtù, la tua sposa ancora vergine,

lo stesso Pentimento (oh, l’ultima locanda!),

ti diranno: Muori, vecchio vile! È troppo tardi! 


Charles Baudelaire

1 novembre 2021

NOVEMBRE - Antonia Pozzi

Benvenuto anche a te, Novembre, che inizi in maniera dolente, acuendo il ricordo di chi non c'è più e che nemmeno noi siamo eterni. Sei un mese poco gradito anche a causa della pioggia e la nebbia, che ci rubano la luce e colori della natura, con effetti negativi per il nostro umore. Noi ci impegneremo a rastrellare in giro tutto il buono che riusciremo a scovare e così anche novembre positivo sarà!


NOVEMBRE

E poi se accadrà ch'io me ne vada 
resterà qualche cosa
di me
nel mio mondo 
resterà un’esile scia di silenzio
in mezzo alle voci 
un tenue fiato di bianco
in cuore all'azzurro 
Ed una sera di novembre
una bambina gracile
all'angolo d’una strada
venderà tanti crisantemi
e ci saranno le stelle
gelide verdi remote 
Qualcuno piangerà
chissà dove  chissà dove 
Qualcuno cercherà i crisantemi
per me
nel mondo
quando accadrà che senza ritorno
io me ne debba andare.

Antonia Pozzi 

21 marzo 2021

ARTON SENNA - Anna Maria Spadafora




In ricordo del pilota brasiliano Ayrton Senna, nato a San Paolo il 21 marzo del 1960  e scomparso, in seguito a un incidente nel Gran Premio di San Marino, il 1° Maggio 1994...

AYRTON SENNA

Rombava assordante il motore
 che aggredì l'infausta pista,
 percorrendo solo pochi metri,
 col fondo che sprizzava scintille
 e chissà se ti rombava anche  il  cuore,
 mentre perdevi il controllo del tuo destino.

Un beffardo sussulto di speranza
 a quel piccolo cenno del capo
 poi tutto sembrò fermarsi e tacere
 e all'improvviso l’azzurro del cielo strideva.

Chissà se presagivi che presto 
si sarebbe arrestata la tua corsa
 ma di certo lo sapevano i tuoi occhi che, 
sempre offuscati da incontenibile malinconia,
 sembravano già guardare  lontano…
  
Lo schianto fatale ti consacrò immortale eroe
 e tu, che della pioggia eri l’indiscusso re, 
ora sei dove più nessuna intemperia c’è
 a dimostrare di essere più veloce del vento.
  
In quell’impatto si schiantarono anche tanti cuori
 non solo di chi ti amava e ammirava,
 ma anche di chi ti biasimava e disapprovava,
 poiché la morte il potere ha
 di annullare il livore
 e riunire tutti nel dolore.

Certo neppure Dio potrà avercela con te
 perché la voglia che avevi di vincere
 era più esigente della voglia di vivere.
 Ayrton, fisicamente non sei più qui,
 ma il tuo ricordo non potrebbe essere 
più vivo di così.

(Anna Maria Spadafora)




Tre volte Campione del mondo di Formula 1 nel 1988, 1990 e 1991, Ayrton Senna è considerato uno dei piloti di Formula 1 più forti di tutti i tempi, dimostrandosi un campione assoluto sia in condizioni di asciutto che in condizioni di pioggia, riuscendo spesso in rimonte entusiasmanti.
Particolarmente veloce sul giro in prova, Senna ha ottenuto nella sua carriera 65 pole position e 41 vittorie, tuttora è il terzo pilota in classifica per numero di pole e quinto per il numero di vittorie.
Al di là dei suoi eccezionali successi sportivi, anche umanamente Ayrton Senna aveva grandi doti.
Solo dopo la morte fu infatti reso noto che Senna dava in beneficenza parte dei guadagni che accumulava grazie alla sua attività di pilota e che nel testamento aveva destinato ad opere di carità grosse somme.


Durante l'anniversario dei dieci anni dalla scomparsa del campione brasiliano, la sorella Viviane  rese pubblico che nella vettura con cui Ayrton corse quel tragico giorno portava con sé la bandiera austriaca, con l'intenzione di sventolarla in caso di vittoria in onore di Roland Ratzenberger, il pilota morto durante le qualifiche proprio il giorno prima.


Profondamente religioso, Senna nella valigia portava sempre con sé una Bibbia e prima di ogni partenza ne leggeva un passo; in una intervista, dichiarò di aver visto Dio accanto a lui, sullo schieramento di partenza del Gran Premio del Giappone del 1988.
Sulla sua tomba, a San Paolo del Brasile, è scolpita una citazione dalla Lettera di Paolo ai Romani 8,39: "Nada pode me separar do amor de Deus", in italiano "Niente mi può separare dall'amore di Dio".



Statua di bronzo di Senna, proprio vicino alla curva del Tamburello all’Autodromo di Imola dove il pilota perse la vita, opera dell’artista Stefano Pierotti.
Sul monumento una frase di Ayrton: "Credo di essere molto lontano da una maniera di vivere che mi piacerebbe"


2 novembre 2020

CREDO - Carlo Bramanti

 




"Le persone amate non possono morire, perché l’amore è l’immortalità."

(Emily Dickinson)


CREDO


Credo che nessuno muoia

credo che l’anima in realtà

divenga un’ombra

e al culmine del suo vagare

si adagi ai piedi

d’un fiore non visto.

Quei fiori gialli

di cui son piene

le campagne

quando fai ritorno a casa

e vorresti che lei

esistesse.


Carlo Bramanti


SULLA MORTE - Kahlil Gibran

 


"I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l’una e cominci l’altra?"
(Edgar Allan Poe)

SULLA MORTE

Allora Almitra parlò dicendo: Ora vorremmo chiederti della Morte.
E lui disse:
Voi vorreste conoscere il segreto della morte.
ma come potrete scoprirlo se non cercandolo nel cuore della vita?
Il gufo, i cui occhi notturni sono ciechi al giorno, non può svelare il mistero della luce.
Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita.
poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare.

Nella profondità dei vostri desideri e speranze, sta la vostra muta conoscenza di ciò che è oltre la vita;
E come i semi sognano sotto la neve, il vostro cuore sogna la primavera.
confidate nei sogni, poiché in essi si cela la porta dell’eternità.
La vostra paura della morte non è che il tremito del pastore davanti al re che posa la mano su di lui in segno di onore.
In questo suo fremere, il pastore non è forse pieno di gioia poiché porterà l’impronta regale?
E tuttavia non è forse maggiormente assillato dal suo tremito?

Che cos’è morire, se non stare nudi nel vento e disciogliersi al sole?
E che cos’è emettere l’estremo respiro se non liberarlo dal suo incessante fluire, così che possa risorgere e spaziare libero alla ricerca di Dio?
Solo se berrete al fiume del silenzio, potrete davvero cantare.
E quando avrete raggiunto la vetta del monte, allora incomincerete a salire.
E quando la terra esigerà il vostro corpo, allora danzerete realmente.

Kahlil Gibran


UN MILIONE DI SCALE - Eugenio Montale


Eugenio Montale conosce Drusilla Tanzi, donna non bellissima ma di arguta intelligenza,  a Firenze nel 1929, quando lei era sposata con il critico d'arte Matteo Marangoni, che ben presto lascia per andare a vivere con il poeta.
Durante la loro relazione Eugenio Montale conoscerà e frequenterà diverse donne tra cui Irma Brandeis e Maria Luisa Spaziani , ma la relazione con Drusilla resterà sempre il punto fermo della sua vita sentimentale.

"Non ho mai capito se io fossi
il tuo cane fedele e incimurrito
o tu lo fossi per me.

Per gli altri no, eri un insetto miope
smarrito nel blabla
dell'alta società. Erano ingenui
quei furbi e non sapevano
di essere loro il tuo zimbello:

di esser visti anche al buio e smascherati
da un tuo senso infallibile, dal tuo
radar di pipistrello."

Eugenio Montale

Si sposano molti anni dopo, nel 1962, ma Drusilla sarà la signora Montale solo per pochi mesi : muore difatti l'anno seguente , in seguito a complicazioni derivanti da una caduta e dalla conseguente rottura del femore.
In suo ricordo Montale scrisse una delle sue più belle e note liriche: " Ho sceso dandoti il braccio,almeno un milione di scale".
Ora i due riposano insieme  nel cimitero accanto alla chiesa di San Felice a Ema, sobborgo nella periferia sud di Firenze.

HO SCESO, DANDOTI IL BRACCIO,
 ALMENO UN MILIONE DI SCALE

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale



LA MORTE NON E' NIENTE - Henry Scott Holland



Asciughiamo le nostre lacrime e preghiamo per i nostri cari assenti con la pace nel cuore: chi abbandona questo mondo ci precede in un luogo dove la luce ha sconfitto le tenebre, aspettandoci al riparo da ogni male.
Li ritroveremo tutti i nostri compianti, quando sarà il momento, e il dolore diventerà in un attimo gioia immensa...

LA MORTE NON E' NIENTE
 
La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
il tuo sorriso è la mia pace.

Henry Scott Holland

LA MORTE E' UN FIORE - Paul Celan


 Triste poesia, scritta da  Paul Celan , nome originale Paul Antschel, poeta rumeno di origine ebraica, unico sopravvissuto della sua famiglia all'olocausto e  probabilmente a causa di ciò afflitto fin da giovane da problemi psichici. Il poeta , uno dei più importanti del dopoguerra,  scelse di morire  gettandosi nella Senna dal ponte Mirabeau, nella notte tra il 19 e il 20 aprile del 1970...


LA MORTE E' UN FIORE


La morte è un fiore che solo una volta fiorisce.

Ma fiorisce come nient’altro fiorisce.

Fiorisce, appena lo vuole, non fiorisce nel tempo.


Essa viene, una grande falena, che adorna steli cedevoli.

Tu lasciami essere uno stelo, cosí forte, che la rallegri.


 Paul Celan

 (Cernauți, 23 novembre 1920 – Parigi, 20 aprile 1970)


FIORI DI NOVEMBRE - Mimì Menicucci


Nonostante i vivaci colori di cui si veste, il povero crisantemo non porta nessuna allegria...


FIORI DI NOVEMBRE


I giardini non hanno più fiori: soltanto i crisantemi

fanno nei cespugli una macchia bianca,

rossastra, gialla. Sono fiori grandi, rotondi,

fitti di petali, oppure semplici e piccoli come margherite.

La gente li porta alle tombe dei morti e il cimitero

in quei giorni sembra un grande, magnifico

giardino in fiore. Ma non c'è allegria come negli

altri giardini. C'è tristezza e cordoglio 


Mimì Menicucci


SIGNORE, AIUTAMI A CAPIRE - don Valentino Salvoldi

Il giorno della commemorazione dei defunti, che si celebre il 2 novembre, fu istituito nel 998 per volere di Sant'Odilone, abate di Cluny, che dispose in tutti i monasteri cluniacensi, preghiere per la salvezza delle anime dopo il vespro.
La pratica si diffuse a partire dal XII secolo in tutta la Chiesa occidentale.
In tale giorno è possibile ottenere indulgenza, parziale o plenaria per i fedeli defunti.
SIGNORE, AIUTAMI A CAPIRE

Signore, aiutami a capire
che non devo continuare
a piangere coloro che vivono presso di te.
Essi hanno già ciò a cui aspiro,
vedono e toccano
ciò che per me è pura speranza.
Sono immersi in quell'Amore
nel quale desidero perdermi.
Sono vivi nella bellezza
che non svanisce più,
immersi nella gioia
che nessun male offusca.
Fa', Signore, che i miei cari
mi conducano a te;
mi mandino scintille e lucciole
per guidarmi verso il regno di luce.
Rivestita di luce, ombra del Divino,
inondata di gioia, riflesso del tuo Amore,
per tutta l'eternità proclamerò
con loro la tua Misericordia.

don Valentino Salvoldi



 

TI LASCIO - Mario Benedetti



"Noi moriamo soltanto quando non riusciamo a mettere radice in altri."

 (Leone Tolstoi)


 TI  LASCIO


Ti lascio con la tua vita

con il tuo lavoro

con la tua gente

con i tuoi tramonti

e la tue albe

seminando la fiducia

ti lascio con il mondo

sconfiggendo l’impossibile

sicura senza sicurezza

ti lascio difronte al mare

decifrandoti sola

senza le mie domande cieche

senza le mie risposte rotte

ti lascio senza i miei dubbi

poveri e mal feriti

senza la mia immaturitá

senza la mia anzianità

però non credere

ciecamente

non credere mai credere

questo falso abbandono

saró dove meno

te lo aspetti

ad esempio,

in un albero maturo

che oscilla

saró in un lontano

orizzonte senza ore

nelle orme nel tatto

nella tua ombra e la mia ombra

saró diviso

in quattro o cinque bambini

di quelli che voi guardate

e poi ti seguono

e magari potró essere

nella rete dei tuoi sogni

aspettando i tuoi occhi

e guardandoti.


Mario Benedetti


PENSO A TE NEL SILENZIO DELLA NOTTE - Fernando Pessoa



PENSO A TE NEL SILENZIO DELLA NOTTE


Penso a te nel silenzio della notte

quando tutto è nulla,

e i rumori presenti

nel silenzio sono il silenzio stesso,

allora solitario di me, passeggero fermo

di un viaggio senza Dio, inutilmente penso a te.

 Tutto il passato in cui fosti un momento eterno

è come questo silenzio di tutto.

Tutto il perduto, in cui fosti quel che più persi.

è come questi rumori,

tutto l'inutile, in cui fosti quel che non doveva essere,

è come il nulla che sarà

in questo silenzio notturno.

Ho visto morire o sentito che morirono,

quanto amai o conobbi,

ho visto non saper più nulla di quelli che un po' andarono

con me, e poco importa se fu un'ora

o qualche parola;

o un passeggio emotivo e muto,

e il mondo oggi per me è un cimitero di notte,

bianco e nero di tombe e alberi e di chiardiluna,

ed è in questo quiete assurda di me e di tutto

che penso a te.


Fernando Pessoa

VERITA' NASCOSTA - Roberto Perin


"Alla minima contrarietà, e a maggior ragione al minimo dispiacere, bisogna precipitarsi nel cimitero più vicino, dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove. Un rimedio miracoloso, per una volta."
(Emil M. Cioran)

VERITA' NASCOSTA
Nascosto all'ombra dei pini,
dorme il cimitero.

Una nuda e triste panca,
ci sostiene,
ascolta i nostri pensieri,
i sorrisi, le lacrime.

Il sole, sembra quello di ieri,
forse, quello di domani,
sicuramente, più triste.

Un volto di donna,
con lenti passi,
accomuna le nostre
lacrime al suo dolore.

Il custode,
scorge nei nostri sorrisi,
la gioia,
di una bella giornata.

Un bimbo,
legge nei nostri occhi,
tristi pensieri per il nero luogo.

Solo
le nostre dita intrecciate,
conoscono la verità.

L'emozione delle nostre anime,
i sorrisi dei nostri cuori,
le lacrime d'amore e d'addio.

Roberto Perin ©

DOVE CI INCONTREREMO DOPO LA MORTE? - Angelo Maria Ripellino

 


Crudele morte, che suscita tanti cupi interrogativi...


DOVE CI INCONTREREMO DOPO LA MORTE?


Dove ci incontreremo dopo la morte?

Dove andremo a passeggio?

E il nostro consueto giretto serale?

E i rammarichi per i capricci dei figli?

Dove trovarti, quando avrò desiderio di te, dei tuoi occhi smeraldi,

quando avrò bisogno delle tue parole?

Dio esige l’impossibile,

Dio ci obbliga a morire.

E che sarà di tutto questo garbuglio di affetto,

di questo furore? Sin d’ora promettimi

di cercarmi nello sterminato paesaggio di sterro e di cenere,

sui legni carichi di mercanzie sepolcrali,

in quel teatro spilorcio, in quel vòrtice

e magma di larve ahimè tutte uguali,

fra quei lugubri volti. Saprai riconoscermi?


Angelo Maria Ripellino (Palermo 1923 – Roma 1978) 





COSI' SARÒ- M.T. Biason Martinelli



COSI' SARÒ

 Sarò terra nella terra, radice di acero e pino, 

polline di gigli selvatici, foglia d’alloro e biancospino… 

Avrò la forza che trattiene le montagne… 

Germoglierò nella rugiada a primavera… 

Volerò nel vento dell’estate… 

Mi dipingerò coi colori dell’autunno… 

M’immergerò nelle brume dell’inverno… 

Avrò petali e corolle, gialli come oro, 

bianchi come neve… 

Mi scioglierò e 

tornerò 

alla terra 

che m’ha generato… 
 
(M.T. Biason Martinelli)

 

SII DOLCE CON ME. SII GENTILE - Mariangela Gualtieri

 

 


Ci sentiamo spesso eterni, con a nostra disposizione tutto il tempo del mondo per fare o rimediare qualsiasi cosa.
Eppure non sappiamo mai come e quando il nostro orologio smetterà di battere e quel "prima o poi lo farò”, rimarrà solo una vaga idea mai attuata. 
Allora non rimandiamo il possibile: il tempo per una parola “gentile”, un abbraccio, un bacio... ci sottraggono poco tempo, nel farlo e fanno tanto bene a chi compie il gesto e a chi lo riceve! 
Nell'eternità dei tempi, non siamo forse paragonabili a una scintilla che brilla per un attimo prima di spegnersi per sempre? 
Possiamo solo cercare di far brillare il più a lungo possibile, il ricordo della nostra scintilla e solo lasciando amorevoli ricordi ci possiamo riuscire.

SII DOLCE CON ME. SII GENTILE

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. 

Mariangela Gualtieri


MIEI CARI - Angiolo Silvio Novaro


Perdere una persona cara è un dolore talmente devastante che il cuore resta mutilato a vita, e ci si aggrappa disperatamente alla speranza che solo la fede ci offre di poterla rivedere in una dimensione ultraterrena.
Non priviamoci di un tale conforto...

MIEI CARI

Miei cari,
Di voi che avete ali per volare
sostate un istante a questa casa
aperta alla brezza dei ricordi.
Camminavamo insieme nella vita
a piedi nudi, sopra dure pietre
contenti di ogni briciola di sole.

Al mesto focolare
confido il mio dolore
la speranza di rivedervi ancora.
Cammineremo tenendoci per mano
lungo strade asfaltate di luce.
Rifiorirà la vita nella gioia.

Angiolo Silvio Novaro

VIA - James Whitcomb Riley

 


"Non ci sono saluti per noi. Ovunque tu sia, sarai sempre nel mio cuore."

(Mahatma Gandhi)


VIA


Non posso dire e non dirò che è morta, 

è semplicemente andata via. 

Con un sorriso allegro e un gesto della mano

 ha vagato in una terra sconosciuta;

 Penso a lei che se la cava, tanto cara

 Nell’amore di lì, come nell’amore di qui

 Penso a lei sempre allo stesso modo, perché lo so; 

Non è morta, è solo lontana. 


James Whitcomb Riley

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