12 novembre 2018

NOVEMBRE - Giovanni Pascoli



"Novembre" è un componimento poetico di Giovanni Pascoli, tratto dalla raccolta poetica "Myricae". Originariamente era intitolato San Martino, come l'omonima poesia di Giosuè Carducci e di cui oltretutto ne ritroviamo l'eco poetico del contrasto tra la luce che risplende per San Martino e la tristezza della natura spoglia unito al ricordo dei defunti che si commemorano in questo mese...

NOVEMBRE

Gèmmea l'aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l'estate
fredda, dei morti.

Giovanni Pascoli

11 novembre 2018

SAN MARTINO (in maremma pisana) - Giosuè Carducci

San Martino che condivide il suo mantello - Anthony Van Dyck , 1618 Chiesa di San Martino, Zaventem , Belgio.

La più nota poesia su San Martino, è senza dubbio quella di Giosuè Carducci, forse anche grazie allo showman Rosario Fiorello, che nel 1993 ne fece una versione cantata.
La poesia, che fa parte della raccolta "Rime nuove" del 1887, è secondo il giudizio dei critici, una delle più perfette del poeta.
Nel quadro di una natura avversa, che con le sue brume preannuncia l'inverno e porta una nota di tristezza negli animi, spicca il contrasto con vita del borgo, sorpreso nella sua intimità raccolta, nella sua attività fervida e lieta, con la gioia semplice dei paesani, a cui la prospettiva del vino nuovo di una cena abbondante, scacciano ogni pensiero molesto.

SAN MARTINO 
(in maremma pisana)


La nebbia agl’irti  colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale 
urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor de i vini
l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi d’uccelli neri,
com’esuli pensieri,
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci

LA LEGGENDA DI SAN MARTINO - Olga Siniscalchi



Per non smentire la tradizione, splende il sole!

LA LEGGENDA DI SAN MARTINO

San Martino sul destiero
galoppava, galoppava,
tutto avvolto nel mantello,
tutto assorto nel pensiero.
Nero il cielo, freddo il vento
ed un turbine di foglie…
Era autunno. San Martino
galoppando udì un lamento.
“Muoio”, un poverello
ripeteva irrigidito.
San Martino con la spada
tagliò a mezzo il suo mantello.
Che tepore! Al poverino
gli ritorna sangue e vita,
or ch’è avvolto nel mantello
del pietoso San Martino.
Ricomincia a galoppare
nel grigiore il cavaliere
quando tiepido il bel sole,
per prodigio, ecco riappare!
D’un azzurro intenerito
che ricorda primavera
si sinnova tutto il cielo,
pare il mondo rifiorito.

Olga Siniscalchi

9 novembre 2018

LUCCICA IL MARCIAPIEDE - V. Solouchin


Buonanotte!

LUCCICA IL MARCIAPIEDE

Luccica il marciapiede, per le vivide
pozze corrono i venti freddolosi.
Non sono ancora i geli dell'inverno,
ma è già tempo di scrosci e di burrasche.

Macchine,ombrelli di passanti, acceso
luccichio di vetrine e di réclames...
Anche la notte qui somiglia al giorno,
in città non esistono le tenebre.

V. Solouchin

CAFFE' ALL' APERTO - Henrik Nordbrandt



CAFFE' ALL'APERTO 

Pioviggina un pò
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarla pioggia
e noi lentamente ci bagniamo
ma non abbastanza perchè valga proprio
la pena di parlarne
e un pò ci innamoriamo
ma non abbastanza perchè si possa proprio
chiamarlo amore.

Henrik Nordbrandt

NOSTALGIA - Mimmo Landi


     
NOSTALGIA 

Pioggia! 
Frammenti diamantati 
di cielo catturati 
da tenui raggi di sole, 
iride di divina bellezza. 

Scivoli lentamente su vetri aperti 
portando tra le mie mani 
desideri lasciati un dì al vento
arido dei ricordi.

Brillano i miei occhi, 
le mie gemme di vita
si confondono con lacrime
di un plumbeo mantello che 
avvolge il mio cielo.

Scarno il mio animo, 
senza profumo il mio cuore, 
dolce il ricordo.

Nostalgia!

Mimmo Landi 

RACCONTO SULLA PIOGGIA - Bella Achatovna Achmadulina



RACCONTO SULLA PIOGGIA

Tutto il giorno la pioggia non mi lascia.
"Vattene!", io le dico rozzamente;
fa quattro passi indietro, poi, devota,
mesta mi segue come una bambina.
Come un'ala, la Pioggia alla mia schiena
s'è incollata. "Vergognati!", le dico;
"l'ortolano t'invoca lacrimando,
corri dai fiori! Che hai trovato in me?"
Intanto in giro regna un'afa cupa;
dimenticando ogni altra cosa al mondo,
la Pioggia è qui con me, mentre d'intorno
mi danzan i bambini, quasi fossi
la macchina per innaffiare i prati.
M'infilo in un caffè, dentro una nicchia.
Alla finestra, come un accattone,
mi aspetta. Ed all'uscita mi castiga
con uno schiaffo umido sul viso;
ma subito la Pioggia audace e triste
mi lascia sulle labbra un bacio fresco,
che ha il profumo del cucciolo bagnato.
Son buffa col mio fradicio scialletto.

Bella Achatovna Achmadulina