21 febbraio 2018

NON IMPORTA QUANTI ANNI HO - José Saramago


Si dice che si hanno gli anni che si sentono...il guaio allora è quando se ne sentono più di quanti se ne hanno!


NON IMPORTA QUANTI ANNI HO

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma,
ma con l’intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita
e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata,
ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero,
perché i miei desideri avverati,
le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant'anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.

José Saramago

W. H. AUDEN - breve biografia e 2 poesie




Nel giorno del mio compleanno, non potevo che scegliere delle poesie di Wystan Hugh Auden, scrittore nato non solo sotto il segno dei pesci,ma proprio come me il 21 febbraio!

Oltre a un paio di poesie, una breve biografia per arricchire il nostro bagaglio culturale...


  LA VERITA', VI PREGO, SULL' AMORE 

Alcuni dicono che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello
alcuni dicono che fa girare il mondo
e altri che è solo un’assurdità,
e quando ho chiesto cosa fosse al mio vicino
sua moglie si è seccata e ha detto
che non era il caso di fare queste domande.
Può assomigliare a un pigiama
o a del salame piccante dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare un lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina,
ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sulle copertine degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o con un pianoforte Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
O apprezzerà soltanto musica classica?
La smetterà quando si vuole un po’ di pace?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

L’ho cercato nei chioschi del giardino
ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi
e l’aria balsamica delle terme.
Non so cosa cantasse il merlo
o che cosa dicesse il tulipano,
ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull’altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se un po’ audaci?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.


 Wystan Hugh Auden

 

Il poeta-drammaturgo inglese Wystan Hugh Auden  è stato uno degli scrittori più interessanti del Ventesimo Secolo e ha ispirato un’intera generazione d’intellettuali inglesi d’avanguardia.
 Vivace, colto ed eccentrico, nacque a York ( Regno Unito) il 21 febbraio 1907, in una famiglia anglo-cattolica, da un medico e da un’infermiera missionaria.  
Morì a Vienna il 29 settembre 1973.
Nel 1936 Auden, insieme ad altri intellettuali marxisti, partecipò alla guerra civile spagnola come autista d’ambulanza, riversando nel superbo poema politico “Spagna (Spain)” la sua angoscia presente e le sue speranze per il futuro.
 Nello stesso anno, pubblicò la raccolta poetica “Guarda, straniero! (Look, stranger!)” dedicato a Erika Mann (la figlia del grande scrittore tedesco Thomas Mann), che con generosità nel 1938 sposò in Germania per consentirle con un passaporto britannico la fuga dal Nazismo.
Matrimonio mai consumato perchè Auden era omosessuale dichiarato .
Nel 1939 si trasferisce negli Stati Uniti con il compagno Christopher Isherwood, prendendo nel 1946 la cittadinanza americana.
A New York conosce Chester Kallma, uno studente, con il quale avrà una lunga relazione sentimentale. 
Il periodo tra il 1940 ed il 1948 è piuttosto prolifico: Auden scrive "Another Time", "New Year Letter", "For the Time Being" e "The Age Of Anxiety", con cui vincerà il premio Pulitzer, che rappresenta il culmine della sua poetica.
Dal 1948 al 1957 rimane a New York, ma trascorre molto tempo in Italia, ad Ischia, soprattutto d'estate.
Auden continua a scrivere, libretti d'opera, tra cui quello per "La carriera di un libertino" di Igor Stravinskijà.
Dal 1957 al 1961 insegna all' Università di Oxford.
Nel 1958 si trasferisce in Austria  nel piccolo e tranquillo paese di Kirchstetten, vicino a Vienna.
Nel 1967 viene insignito negli Stati Uniti della National Medal for Literature.
 Auden ha scritto una delle più belle e note poesie d’amore: “Funeral blues”, recitata nel film inglese “Quattro matrimoni e un funerale” di Mike Newell, durante l’elegia funebre di Charles per la morte dell’eccentrico compagno Gareth, nel film "L'attimo fuggente" di Peter Weir e anche nel film "La tigre e la neve" di Roberto Benigni.


FUNERAL BLUES

Fermate tutti gli orologi, isolate il telefono,
fate tacere il cane con un osso succulento,
chiudete i pianoforte, e tra un rullio smorzato
portate fuori il feretro, si accostino i dolenti.
Incrocino aeroplani lamentosi lassù
e scrivano sul cielo il messaggio Lui È Morto,
allacciate nastri di crespo al collo bianco dei piccioni,
i vigili si mettano guanti di tela nera.
Lui era il mio Nord, il mio Sud, il mio Est ed Ovest,
la mia settimana di lavoro e il mio riposo la domenica,
il mio mezzodì, la mezzanotte, la mia lingua, il mio canto;
pensavo che l'amore fosse eterno: e avevo torto.
Non servon più le stelle: spegnetele anche tutte;
imballate la luna, smontate pure il sole;
svuotatemi l'oceano e sradicate il bosco;
perché ormai più nulla può giovare.


 Wystan Hugh Auden





QUESTO ODORE MARINO - Giorgio Caproni


Una pesciolina che oggi compie gli anni, non poteva che augurarvi buongiorno con una poesia che parla di mare!

QUESTO ODORE MARINO

Questo odore marino
che mi rammenta tanto
i tuoi capelli, al primo
chiareggiato mattino.
Negli occhi ho il sole fresco
del primo mattino. Il sale
del mare...
Insieme
come fumo d’un vino,
ci inebriava, questo
odore marino
Sul petto ho ancora il sale
d’ostrica del primo mattino.

Giorgio Caproni
(da Ballo a Fontanigorda, 1938)

20 febbraio 2018

LEI SPLENDIDA INCEDE - Lord George Byron



Una splendida notte a tutti voi!

LEI SPLENDIDA INCEDE

Ella splendida incede, come notte 
Di limpido immenso e cieli di stelle, 
E tutto il meglio di oscuro e di luce 
Negli occhi e nell'aspetto suo rifulge: 
Dolce in quel tenero chiarore 
Che il cielo nega allo sfarzo del giorno. 

II 

Un'ombra in più, un raggio in meno 
Avrebbero sciupato la grazia indicibile 
Che tra i capelli di ebano si tinge 
E sul suo volto poi risplende chiara; 
Un volto dai pensieri lieti che dicono sereni 
Quanto puro il loro rifugio sia e prezioso 

III 

E sulla fronte, lungo le guance 
Calme e dolci, eppure eloquenti, 
Sorrisi docili e colori ardenti 
Parlano solo di giorni puri, 
E di una mente serena e sovrana, 
E di un cuore che ama innocente. 

Lord George Byron

E' IL LILLA' UN RAMOSCELLO ANTICO - Emily Dickinson



Buonasera al  profumo di lillà!


E' IL LILLA' UN RAMOSCELLO ANTICO


È il lillà un arboscello antico,
ma più antico di lui
è il lillà del firmamento
sopra il colle, a sera.
Il sole declinato lascia
in retaggio quella estrema pianta
alla contemplazione, non al tatto.
Il fiore d’Occidente.
Una sola corolla è l’ovest,
il calice è la terra,
le capsule, semi ardenti, le stelle.
Lo scienziato della fede
ha iniziato appena le ricerche.
C’è al di sopra della sintesi
la flora inattaccabile
dall’analisi del tempo.
“ Occhio non ha veduto “ è possibile
sia norma per un cieco,
ma la Rivelazione
non sia di tesi prigioniera.


Emily Dickinson

19 febbraio 2018

UN EMISFERO NEI TUOI CAPELLI - C. Baudelaire

She Likes the Night - Christian Schloe

Buonanotte con una lettera scritta da Charles Baudelair alla sua musa ispiratrice Jeanne Duval, la danzatrice e attrice di origini haitiane detta "La Venere Nera".
Lo scrittore visse con lei un 'appassionante e turbolenta storia d’amore ventennale, molto fruttuosa da un punto di vista letterario.
Buona lettura ...

UN EMISFERO NEI TUOI CAPELLI

Lasciami respirare a lungo, a lungo, l’odore dei tuoi capelli. Affondarvi tutta la faccia, come un assetato nell’acqua di una sorgente, e agitarli con la mano come un fazzoletto odoroso, per scuotere dei ricordi nell’aria.
Se tu sapessi tutto quello che vedo! tutto quello che sento! tutto quello che intendo nei tuoi capelli! La mia anima viaggia sul profumo come l'anima degli altri viaggia sulla musica.
I tuoi capelli contengono tutto un sogno, pieno di vele e di alberature: contengono grandi mari, i cui monsoni mi portano verso climi incantevoli, dove lo spazio è più bello e più profondo, dove l’atmosfera è profumata dai frutti. dalle foglie e dalla pelle umana.
Nell’oceano della tua capigliatura, intravedo un porto brulicante di canti malinconici, di uomini vigorosi di ogni nazione e di navi di ogni forma, che intagliano le loro architetture fini e complicate su ün cielo immenso dove si abbandona il calore eterno.

Message from the Sea -  Christian Schloe

Nelle carezze della tua capigliatura, io ritrovo i languori delle lunghe ore passate su un divano, nella camera di una bella nave, cullate dal rullio impercettibile del porto, tra i vasi da fiori e gli orcioli che rinfrescano.
Nell’ardente focolare della tua capigliatura, respiro l’odore del tabacco, confuso a quello dell’oppio e dello zucchero: nella notte della tua capigliatura, vedo risplendere l’infinito dell'azzurro tropicale; sulle rive lanuginose della tua capigliatura, mi inebrio degli odori combinati del catrame, del muschio e dell’olio di cocco.
Lasciami mordere a lungo le tue trecce pesanti e nere. Quando mordicchio i tuoi capelli elastici e ribelli, mi sembra di mangiare dei ricordi.

Charles Pierre Baudelaire 
(Parigi, 9 aprile 1821 – Parigi, 31 agosto 1867)

The House on the Hill - Christian Schloe

LA TUA LUCE - Giuseppe Ungaretti


Spero che questo giorno vi abbia lasciato qualche bel ricordo!

LA TUA LUCE

Scompare a poco a poco, amore, il sole 
Ora che sopraggiunge lunga sera.

Con uguale lentezza dello strazio 
Farsi lontana vidi la tua luce 
Per un non breve nostro separarci.

Giuseppe Ungaretti