2 giugno 2020

2 GIUGNO 1946 - NASCE LA REPUBBLICA ITALIANA



Buona festa della Repubblica!

2 GIUGNO 1946 - NASCE LA REPUBBLICA ITALIANA

Il 2 giugno 1946 l'Italia con un referendum istituzionale mandava in esilio la monarchia e proclamava la Repubblica.
L’ultimo re d’ Italia fu Umberto II di Savoia, successore di Vittorio Emanuele III e detto anche "Re di Maggio", a causa della breve durata del suo regno, che andò dal 9 maggio 1946 al 10 giugno dello stesso anno.
Il ruolo di Capo provvisorio dello Stato Venne affidato ad Alcide De Gasperi, presidente del Consiglio dei Ministri.
Il primo presidente della Repubblica fu Enrico de Nicola, nominato capo provvisorio dello Stato il 28 giugno 1946 dall'Assemblea Costituente e che con l'entrata in vigore della Costituzione assunse il titolo e le funzioni di presidente, mentre il primo presidente eletto secondo il dettato della Costituzione fu Luigi Einaudi il 12 maggio 1948.


Nell'ottobre del 1946, il Governo di De Gasperi istituì una apposita Commissione per bandire un concorso nazionale allo scopo di creare uno stemma che rappresentasse la Repubblica italiana.
 Il concorso, aperto a tutti, era basato su pochi elementi: esclusione rigorosa dei simboli di partito e inserimento della stella d'Italia, "ispirazione dal senso della terra e dei comuni".
Dopo due concorsi pubblici, ottocento bozzetti presentati e un percorso creativo lungo due anni, a risultare vincitore fu Paolo Paschetto, di Torre Pellice, in provincia di Torino, professore di ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma e artista poliedrico che passava indifferentemente dalla xilografia alla grafica, dall'olio all'affresco, dalla pittura religiosa al paesaggio e che fu autore anche di numerosi francobolli, compresa "la rondine" della prima emissione italiana di posta aerea.


Il disegno di Paschetto fu sottoposto a ulteriori ritocchi da parte dei membri della Commissione e approvato il 31 gennaio 1948.
Il 5 maggio 1948 il Presidente della Repubblica in carica Enrico De Nicola, firma il decreto legislativo n. 535 e l'Italia repubblicana ha finalmente il suo emblema: una stella dai bordi rossi posta su una ruota dentata entrambe circondate da un ramo d' ulivo a sinistra e da uno di quercia a destra.
La stella è uno degli oggetti più antichi del patrimonio iconografico italiano ed è sempre stata associata alla personificazione dell'Italia, sul cui capo appunto, una stella splende raggiante.
Così fu rappresentata nell'iconografia del Risorgimento e così comparve, fino al 1890, nel grande stemma del Regno unitario.


 La stella caratterizzò, poi, la prima onorificenza repubblicana della ricostruzione, la Stella della Solidarietà Italiana e ancora oggi indica l'appartenenza alle Forze Armate del nostro Paese.
La ruota dentata d'acciaio, simbolo dell'attività lavorativa, traduce il primo articolo della Carta Costituzionale: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
Il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace della nazione, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale, mentre la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano. Entrambe le piante, oltretutto, appartengono al nostro patrimonio arboreo.



Dopo diverse "elaborazioni" della bandiera dalla Cispadana a quella del Regno Unito, con decreto legislativo del 19 giugno 1946, si stabilì invece la bandiera della Repubblica italiana, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale: "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni".

 La prima bandiera italiana portata in Firenze 
 (Francesco Saverio Altamura)

Erano stati due patrioti e studenti dell’Università di Bologna, Luigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis, nell’autunno 1794, ad unire il bianco e il rosso delle rispettive città natie al verde, colore della speranza.
I due eroi volevano organizzare una rivolta per ridare al Comune di Bologna l’antica indipendenza perduta con la sudditanza allo Stato Pontificio ma furono scoperti e giustiziati, ma il loro tricolore apparve come coccarda sugli abiti dei patrioti nella sommossa di Bologna Il 14 novembre 1794.
Il 18 maggio 1796 i colori furono accettati da Napoleone, a Milano, che consegnò una bandiera a strisce verticali verde, bianca e rossa, alla Guardia Civica, alla Legione Lombarda e alla Guardia Nazionale.

Episodio delle cinque giornate di Milano
(Baldassare Verazzi)

 Il 18 ottobre 1796, il senato, riunito a Bologna e Modena, decretò la bandiera tricolore come simbolo della nuova Repubblica Cispadana, prima tappa di una nuova Repubblica italiana e infine nel 1797, a Reggio Emilia, il Parlamento della Repubblica Cispadana decreta "che si renda universale la Bandiera Cispadana di tre colori verde, bianco e rosso”.
Il 7 gennaio 1897 a Reggio Emilia, in occasione del primo centenario della bandiera, il grande poeta Giosuè Carducci, pronunciò un discorso in cui dava un suo significato ai tre colori: «Il bianco, la fede serena alle idee che fanno divina l’anima nella costanza dei savi; il verde, la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene della gioventù dei poeti; il rosso, la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi!».


17 maggio 2020

QUADRO BAGNATO - Jaroslav Seifert



Buona domenica!

QUADRO BAGNATO

Quelle bellissime giornate
quando la città somiglia a un dado
o a un ventaglio
o al canto di un uccello
o a una conchiglia sulla spiaggia del mare
(addio, addio, belle fanciulle,
ci siamo conosciuti
e non ci rivedremo mai più).

Quelle bellissime domeniche
quando la città somiglia a un pallone
o a una carta
o a un’ocarina
oppure a una campana a festa
(nella strada assolata
le ombre di passanti si baciavano
e la gente si allontanava come se non si conoscesse).

Quelle bellissime serate
quando la città somiglia a una rosa
o a una scacchiera,
o a un violino
oppure a una ragazza che piange
(giocavamo a dominio insieme alle ragazze esili dei bar
guardando le loro ginocchia
che erano emaciate
come due teschi coronati dalla seta delle giarrettiere
nel disperato regno dell’amore).

Jaroslav Seifert
(da Il piccione viaggiatore, 1929)

11 maggio 2020

PAURA DELL'AMORE - Maria do Rosário Pedreira



"Quante cose non realizzate: i fiori schiantati dal gelo, i libri non scritti, i sogni dispersi dall’alba, gli amori mai nati per paura di amare."
(Fabrizio Caramagna)

PAURA DELL'AMORE

Non aver paura dell’amore. Posa la tua mano
lentamente sul petto della terra e senti respirare
i nomi delle cose che lì stanno
crescendo: il lino e la genziana, la verzura odorosa
e le campanule blu; la menta profumata per
le bevande dell’estate e l’ordito delle radici di una
pianticella d’alloro che si organizza come un reticolo
di vene nella confusione di un corpo.
Mai la vita
è stata solo inverno.

Maria do Rosário Pedreira

10 maggio 2020

TUTTO IN UNA DONNA - dal web


TUTTO IN UNA DONNA

C'è una donna che ha qualcosa di Dio per l'immensità del suo amore e molto di un angelo per l'instancabile sollecitudine verso i suoi cari.
Una donna che, da giovane, ha la saggezza di un'anziana e, nella vecchiaia, lavora con il vigore della gioventù.
Una donna che se è povera, è soddisfatta dalla felicità di coloro che ama, e se è ricca darebbe volentieri tutto il suo tesoro per non subire la ferita dell'ingratitudine.
Una donna che pur essendo vigorosa, trema al pianto di un bambino e, pur essendo debole, ha il coraggio di un leone.
Questa donna è la mamma.

(dal web)

UN BAMBINO MAI NATO - Giuseppe Nicola Ciliberto


A tutte le donne che non hanno trovato il coraggio per diventare madri...

UN BAMBINO MAI NATO 

Aleggiare con lo spirito nel buio più buio 

e mai arrivare alla luce;

vagare nel silenzio, aldilà dei sogni 

e vedere il mondo che gioisce, 

che soffre, che ride, che piange,

ma capire di non esserci dentro.

Com’è triste mamma, 

vedere un prato tappezzato di bimbi felici,

che corrono festosi, che vivono, 

e non vivere insieme a loro.

Com’è triste mamma, 

intraprendere la via della vita

e mai raggiungere la meta.

Perché concepire un bimbo da amare

e poi inesorabilmente fermarlo ?

Perché mutàr sul nascere il destino ?

Crudele mistero !

Non senti più la voce sottile 

che anelava nel tuo seno il tuo respiro ?

Perché ! perché hai detto no,

ad un fiore che voleva sbocciare ?

ad una nuova stella che voleva sorgere ?

ad una farfalla che voleva volare ?

Non so, ma ti perdono mamma, e un giorno forse,

in cielo lo vedrai il tuo bimbo perduto.

No, non ti odierò, non posso, 

sei la mia mamma. 

Lo so… sì lo so, 

che non avresti voluto negare la gioia

e la vita ad una parte di te.

E un giorno forse, assai lontano,

ammantata di luce tra i pascoli del cielo

ti vedrò mamma, 

e sarai il mio angelo

e anche tu mi vedrai 

e mi amerai.

Lo sento, che solo allora tu capirai

e avvolgerai di amore immenso

il tuo bambino negato, 

il tuo bambino mai nato.

Giuseppe Nicola Ciliberto 

GRAZIE MAMMA - Judith Bond


Il più dolce bacio della buonanotte...

GRAZIE MAMMA

Grazie mamma
perché mi hai dato 
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza. 
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me 
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa. 
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie mamma. 

 Judith Bond

IL SORRISO DI UNA MADRE - Angiolo Silvio Novaro


Nulla illumina di più di un sorriso, soprattutto quello di una madre!

IL SORRISO DELLA MADRE

Benedetta la casa
illuminata dal sorriso della madre! 
Sorriso della madre! 
Più nitido e luminoso del primo raggio di sole
quando appare alla creatura
che riapre gli occhi al mattino, 
lusinghiero
quando saluta e dice addio da un davanzale
e accompagna fino alla svolta della strada, 
e chi si allontana se la porta nel cuore 
e la strada gli sembra più amabile di ieri 
e il mondo gli sembra più roseo…

Angiolo Silvio Novaro

2 GIUGNO 1946 - NASCE LA REPUBBLICA ITALIANA

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