6 gennaio 2017

LA STORIA DEI RE MAGI



Adorazione dei Magi - Beato Angelico, Filippo Lippi
Convento di San Marco- Firenze

LA STORIA DEI RE MAGI 

La storia dei re Magi è una leggenda che nasce molto lontano, in terre esotiche e ricche di antiche tradizioni, ispirata all'oracolo di Balaam, identificato con Zoroastro, che aveva annunciato che un astro sarebbe spuntato da Giacobbe e uno scettro da Israele.I tre misteriosi personaggi sono menzionati solo nel Vangelo di Matteo che parla dei Magi che dall'Oriente arrivarono a Gerusalemme durante il regno di Erode alla ricerca del neonato Re dei Giudei.Tutte le notizie che abbiamo sui Magi ci vengono dai Vangeli Apocrifi e da ricostruzioni e ragionamenti postumi.Dal Vangelo di Matteo abbiamo solo riferimenti ai tre doni, l'oro, l'incenso e la mirra; il numero tre ha una forte valenza simbolica, per alcuni indicherebbe le tre razze umane, discendenti dai tre figli di Noè, Sem, Cam e Iafet. 

Andrea Mantegna, L'adorazione dei magi - 
Getty Museum, Los Angeles.


La religione cristiana attribuisce ai magi i nomi di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre.Melchiorre sarebbe il più anziano e il suo nome stesso deriverebbe da Melech, che significa Re.Baldassarre deriverebbe da Balthazar, mitico re babilonese, quasi a suggerire la sua regione di provenienza.Gasparre, per i greci Galgalath, significa signore di Saba.



Sandro Botticelli-Adorazione dei Magi. 
National Gallery- Washington  


Un accenno a questi mitici re lo troviamo anche in Marco Polo:"...in Persia è la città che è chiamata Saba da la quale partirono tre re che andaron ad adorare Dio quando nacque..." Secondo numerose leggende i tre magi giunsero a Betlemme 13 giorni dopo la nascita del Cristo.

I Magi con i loro abiti tradizionali: brache, mantello e berretto frigio.
Ravenna-Basilica di Sant'Apollinare in Classe, ca 600.


 Originari dell'altopiano iranico i magi erano sciamani legati al culto degli astri e, successivamente, sacerdoti del dio Ahura Mazda il protettore di tutte le creature.
Studiosi di astronomia, seguendo la lettura del cielo, avevano riconosciuto in Cristo uno dei loro "Saosayansh", il salvatore universale, diventando così loro stessi, "l'anello di congiunzione" tra la nuova religione nascente, il cristianesimo, e i culti misterici orientali, come il mazdaismo e il buddismo.

L'Adorazione dei Magi di Bartolomé Esteban Murillo.


I doni dei Magi hanno un significato: fanno riferimento alla duplice natura di Gesù, quella umana e quella divina: l'oro perché è il dono riservato ai Re e Gesù è il Re dei Re, l'incenso, come testimonianza di adorazione alla sua divinità, perché Gesù è Dio, la mirra, usata nel culto dei morti, perché Gesù è uomo e come uomo, mortale.
Dai doni dei Re Magi a Gesù, proviene la tradizione di portare dolci e giocattoli ai bambini: questa tradizione si incrocia con la leggenda della Befana che racconta come i Re Magi, durante il viaggio verso Betlemme, si fermarono alla casa della vecchietta e la invitarono ad unirsi a loro.
La Befana declinò l'invito e lasciò partire i Magi da soli, ma poi ripensandoci, decise di seguirli.Non riuscendo a ritrovarli, nel buio della notte,  da allora, lascia a tutti i bambini un dono, sperando che fra quei bambini ci sia Gesù.

I Re Magi in viaggio scolpiti nella facciata del Duomo di Fidenza

 Ancora oggi il culto del magi non è dimenticato, la leggenda narra che i resti mortali dei Re Magi furono recuperati in India da Sant'Elena e poi portati a Costantinopoli
Una cronaca dell'epoca (IV secolo), riferisce che le sacre reliquie dei Re Magi, risposte dentro una cassa di legno, avvolti in tessuti intrisi di profumi e di mirra, vennero portati a Milano da Sant'Eustorgio al ritorno da un suo viaggio a Costantinopoli.
I corpi dei Re Magi erano intatti, essendo stati trattati con balsami e spezie, e mostravano dal volto e dalla capigliatura età differenti: il primo sembrava avere 15 anni, il secondo 30 e il terzo 60 anni.

Giotto-Adorazione dei Magi  
Cappella degli Scrovegni-Padova.


L'antica chiesa dove la tradizione vuole che fosse battezzato San Barnaba, il primo vescovo della città, venne ampliata dal vescovo Eustorgio per ospitare la reliquia che venne riposta in un'arca romana di marmo sormontato dalla stella e dalle tre corone, con l'epigrafe “Sepulcrum trium Magorum”. Le avventure delle reliquie dei Re Magi.

Il sepolcro dei Re Magi nella Chiesa di Sant’Eustorgio a Milano



La testimonianza della custodia nella Chiesa di Sant'Eustorgio a Milano si trova nella iscrizione di antichissima data, sul lato sinistro (guardando la facciata della chiesa), che dice:"Basilica Eustorgiana titulo Regibus Magis” che attesterebbe la presenza dei corpi dei Re Magi.
 In oltre, la chiesa ambrosiana, nel calendario e nei libri liturgici, di prima del X secolo, viene chiamata Basilica dei Re.



MILANO- Basilica di S.Eustorgio

Nel 1164 durante l'assedio di Federico Barbarossa, i resti dei Re Magi furono trafugati e trasportati a Colonia, dove venne costruita una bellissima cattedrale per contenerli e dove ora riposano.


Colonia-Cattedrale Metropolitana dei Santi Pietro e Maria


Grande fu lo sconforto dei cittadini alla notizia, e Milano tentò più volte di riaverle, ci provò anche Ludovico il Moro nel 1434 ma inutilmente. 
Solo il cardinal Ferrari, agli inizi del secolo scorso, riuscì ad ottenere parte delle ossa ora collocate in un prezioso tabernacolo sopra l'altare dei Magi.

Cattedrale di Colonia - Arca dei Tre Re Magi


Cattedrale di Colonia - Dettaglio Arca dei Tre Re Magi

3 commenti:

Angela Greco ha detto...

grazie per la lettura molto interessante e per l'articolo ben fatto! ho tratto alcuni passaggi per il mio blog, Il sasso nello stagno di AnGre, che domani pubblicherò, con il link di riferimento a questo tuo lavoro. colgo l'occasione per augurarti un sereno anno ricco di gioie autentiche.

Preziosa ha detto...

Grazie a te per l'apprezzamento e gli auguri e ricambio in pieno.
Ho visitato il tuo blog e mi complimento per tutto,ma in particolare le tue belle poesie.

Anonimo ha detto...

Gentile e Preziosa,
stuzzicato da un dettaglio che mi era sconosciuto, sono arrivato qui seguendo come un segugio a distanza le orme lasciate sulla sabbia da Angela Greco che mi ha risvegliato ,con questo tuo articolo rebloggato da Angela altrove, il Mito dell'Epifania in me assopito da qualche anno per mancanza d'indizi. Quel piccolo indizio ha risvegliato in me l'interesse rimasto sospeso. Il coomento lo sospendo pechè è limitato lo spazio a disposizione
Epicfania dal greco epiphàneia, manifestazioni della divinità, dal verbo epiphànein, composto di epì dall'alto e phànein apparire, è un concetto astrologico che i greci, ottimi studiosi del creato, ebbero coniugare nella composizione dei Vangeli storici che daranno vita al cristianesimo come religione, e, nuovo codice comportamentale rivoluzionario per gli schiavi che sarebbero diventai uomini liberi nell'abbattere ROMA. Ma per fare ciò, ci voleva una disciplina umana e divina. Quindi quando si parlava in greco di “epì” si alzava l'indice verso l'alto a indicare l'universo stellato di Urano, e il pensiero, per ragioni geografiche si rivolgeva al cielo; mentre “phànein” apparire, sta ad indicare una stella apparsa in cielo che non faceva parte del sistema immutabile delle costel-lazioni. Oggi diremmo col nostro lessico italiano non più latino: EPIFANIA:“è apparsa una stella in cielo”.

Chi era la Stella Comenta?

Ti lascio nel mistero dei Magi.

Buon 2.020

Filo Rosso!

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