23 dicembre 2021

AFORISMI SUL NATALE




AFORISMI SUL NATALE

Vorrei poter mettere lo spirito del Natale all'interno di un barattolo e poterlo tirare fuori mese per mese, poco alla volta...
(Harlan Miller)

L'infanzia è credere che con un albero di Natale e tre fiocchi di neve tutta la terra viene cambiata.

(André Laurendeau)

Il Natale,bambini,non è una data. E' uno stato d'animo.
(Mary Ellen Chase)


 Che cos’è il Natale? E’ tenerezza per il passato, coraggio per il presente, speranza per il futuro. E’ il fervido auspicio che ogni tazza possa trasbordare di benedizioni eterne, e che ogni strada possa portare alla pace 
(Agnes M. Pahro)




Se il Natale non esistesse già, l'uomo dovrebbe inventarlo. Ci deve essere almeno un giorno all'anno a ricordarci che stiamo su questa terra per qualcos'altro oltre che per la nostra generale ostinazione!
(Eric Sevareid)

Da sempre considero il Natale un momento meraviglioso. Un momento gentile, pieno di carita', godibile e adatto per il perdono. L'unico periodo durante tutto l'anno,dove uomini e donne riescono ad aprire liberamente e volenterosamente i loro cuori,che di solito tengono chiusi.
(Charles Dickens)

Una coscienza pulita e' un Natale perenne.
(Benjamin Franklin)

A Natale non importa cosa trovi sotto l'albero, ma chi trovi intorno.
(G. Littleword )



I cuori semplici, pregando ai piedi del presepio, vedono nel Natale una luce di speranza nella tragedia del nostro tempo. Nel mondo, oggi, tutto è frastuono e disordine; nel Presepio tutto è ordine, raccoglimento, spirito soprannaturale. Il Presepio è lo specchio di una società capace di rendere gloria a Dio e pace agli uomini di buona volontà. 
(Roberto de Mattei)

Tieni a mente che se si riesce a trovare il Natale nel proprio cuore,non si potra' certo trovare sotto un albero.
(Charlotte Carpenter)

Il Natale dovrebbe essere legna che arde nel caminetto, profumo di pino e di vino, buone chiacchiere, bei ricordi e amicizie rinnovate. Ma...se questo manca basterà l'amore.
(Jesse O'Neill)


 A Natale tutte le strade conducono a casa!
( Marjorie Holmes)

Il Natale, bambino mio, è l'amore in azione. Ogni volta che amiamo, ogni volta che doniamo, è Natale.
(Dale Evans)

Il Natale non è un periodo o una stagionalità, ma uno stato della mente. Deve portare tra la gente pace e buoni propositi, essere pieni di misericordia significa avere il vero spirito natalizio. Se pensiamo a queste cose dentro di noi rinascerà il salvatore e su di noi brillerà il raggio di una stella che porterà un barlume di speranza per il mondo.
( Calvin Coolidge)



 Il Natale muove una bacchetta magica sul mondo ed ecco, tutto è più dolce e più bello!
(Norman Vincent Peale)

Non esiste nulla di cosi' triste che lo svegliarsi la mattina di Natale e ricordarsi di non essere piu' un bambino.
(Erma Bombeck)

Il piu' autentico significato del Natale e'che tutti noi non siamo mai soli.
(Taylor Caldwell)


Il Natale è quel periodo dell’anno in cui la gente scende nel rifugio della famiglia
(Byrn Rogers)




Natale è la dolce stagione nel quale dobbiamo accendere il fuoco dell'ospitalità e la straordinaria fiamma di carità nel nostro cuore.
(Washington Irving)

Il Natale è per sempre, non soltanto per un giorno, l'amare, il condividere, il dare, non sono da mettere da parte come i campanellini, le luci e i fili d'argento in qualche scatola su uno scaffale. Il bene che fai per gli altri è bene che fai a te stesso.
(Norman Brooks)

Sia benedetto il Natale perché coinvolge il mondo intero in un grande sentimento d’amore
(Hamilton Mabie Wright)



UNA VISITA DA SAN NICOLA - Attribuita a C. Clark Moore


Una delle poesie natalizie più lette al mondo, ufficialmente attribuita a Clement Clarke Moore, un insegnante di lingue e letterature straniere e studioso di teologia newyorkese.
Secondo altre fonti, ,la poesia sarebbe stata fatta conoscere a Moore dall'istitutrice dei suoi figli,ma il vero autore sarebbe Henry Livingston Jr., poeta statunitense di origine olandese, che ,l'avrebbe composta tra il 1804 e il 1805 e già deceduto all'epoca in cui fu attribuita a Moore.
La poesia, apparsa per la prima volta in forma anonima sul quotidiano Sentinel Troy il 23 dicembre 1823, è nota anche come : "Era la notte prima di Natale".
Piccola curiosità, in questa poesia sono comparsi per la prima volta i nomi delle renne di Babbo Natale: Dasher, Dancer, Prancer, Vixen, Comet, Cupid, Dunder (o Donder) e Blitzen,
Alla lista manca solo Rudolph, la giovane nona renna dall' insolito naso rosso e luminoso che viene scelta da Babbo Natale per illuminare la strada offuscata dalla nebbia, nata solo nel 1939 dalla fantasia dello scrittore Robert L. May.



UNA VISITA DA SAN NICOLA


Era la notte prima di Natale, quando in tutta la casa

Non una creatura si muoveva, neanche un topo;

Le calze erano appese al camino con cura,

Nella speranza che San Nicola arrivasse presto a far visita;


I bambini erano tutti immersi nei loro letti accoglienti,

Mentre sogni di cose favolose danzavano nelle loro teste,

E la mamma nel suo fazzoletto, e io nel mio berretto,

Ci eravamo appena preparati per il pisolino del lungo inverno 

Quando sul prato si sentì un tale frastuono,

Che balzai dal letto per vedere cosa stesse succedendo.


Verso la finestra ho volato come un lampo,

Ho aperto le persiane e mi sono avvolto nella sciarpa.

Sulla superficie della fresca neve, appena caduta, la Luna

Gettava una luce sugli oggetti come se fosse in pieno giorno;


Infine, davanti ai miei occhi meravigliati, mi apparvero

Una slitta in miniatura, e otto piccole renne,

Con un piccolo vecchio guidatore, così vivace e veloce,

Che capii subito che doveta trattarsi di San Nicola.


Più rapidi delle aquile vennero i suoi corsieri,

E lui fischiò, e gridò, e li chiamò per nome:

“Ora! Dasher, ora! Dancer, ora! Prancer e Vixen,

“Su! Comet, su! Cupido, su! Donder e Blitzen;

“Sopra al portico! Oltre il muro!

“Ora Dash via! Dash via! Dash allontaniamoci tutti!”

Come foglie secche davanti al soffio di un selvaggio uragano,

Quando incontrano un ostacolo, salirono verso il cielo;

Così fino oltre le case i corsieri volarono,

Con la slitta piena di giocattoli – e di San Nicola anche:

E poi in un batter d’occhio, ho sentito sul tetto

Il rampare e scalpitare di ogni loro piccolo zoccolo.


Il tempo di rendermi conto della situazione e di voltarmi,

Che San Nicola è venuto giù per il camino con un balzo:

Era avvolto tutto in una pelliccia, dalla testa ai piedi,

E i suoi vestiti erano tutti sporchi di cenere e fuliggine;

Teneva appeso sulla schiena un sacco pieno di giocattoli,

tanto da sembrare un venditore ambulante in procinto di aprire l’attività:

I suoi occhi – come brillavano! Le sue fossette: che allegre,

Le sue guance erano come rose, il suo naso come una ciliegia;

La sua bocca divertita era distesa come un arco,

E la barba sul mento era bianca come la neve;

Tra i denti teneva stretta l’estremità della pipa,

E il fumo gli circondava la testa come una corona.


Aveva una faccia larga, e un pancino rotondo

Che fu subito scosso dalla sua risata, come una coppa piena di gelatina:

Era grassottello e paffuto, un vecchio elfo allegro,

E mio malgrado io risi di rimando nel vederlo;

Con una strizzata d’occhio e un cenno del capo

Mi fece subito capire che non avevo niente da temere.

Lui non disse una parola, ma si mise subito al lavoro,

E riempì tutte le calze; poi si girò di scatto,

E mise il dito davanti al suo naso

E dando un cenno con la testa, ritornò su per il camino.


Balzò sulla slitta, rivolse un fischio ai suoi compagni,

E via tutti volarono, come fa un cardellino:

Ma ho sentito esclamare, prima che sparisse lontano dalla vista 

Buon Natale a tutti, e a tutti una buona notte.


Attribuita a Clement Clarke Moore



WHITE CHRISTMAS


 "La vigilia di Natale 

era una notte di canzoni, 

che si avvolgevano intorno a te come uno scialle. 

 

Ma scaldavano

 più del tuo corpo. 

Scaldavano il tuo cuore... riempiendolo di una melodia 

che sarebbe durata per sempre." 

 (B. Streeter  Aldrich)



La canzone natalizia più venduta della storia , anzi è in assoluto uno dei singoli più venduti, è "White Christmas" (Bianco Natale), scritta da Irving Berlin nel 1942 per la colonna sonora del film "La taverna dell'allegria".
L'interpretazione più famosa di "White Christmas" è senz'altro quella di Bing Crosby, il quale, dopo averla ascoltata per la prima volta, non ne fu particolarmente colpito, tanto da dire al famoso compositore: "Ecco un'altra delle tue canzoni per piangere".
Il brano fu invece un successo planetario. Ricevette l'Oscar per la migliore canzone e raggiunse rapidamente il primo posto nella classifica americana. Da allora, in prossimità del Natale, White Christmas riappare in classifica ogni anno e, solo nella versione di Bing Crosby, ha venduto oltre 30 milioni di copie nel mondo . 
White Christmas, non fu l'unico, successo natalizio di Bing Crosby: Silent Night , I'll be home for Christmas, Too-Ra-Lo-Ra-Loo-Ral, Rudolph the red-nosed reindeer furono altri pezzi del suo repertorio, conosciuti e amati anche all'estero.
Bing Crosby fu così l'iniziatore di una nuova tradizione: le canzoni pop di Natale. 
Fino ad allora, le carols anglosassoni e i brani di musica classica erano stati l'unica colonna sonora delle festività natalizie.


AGRIFOGLIO - Charles Ghigna


Aspettando Natale...

AGRIFOGLIO

Agrifoglio dai rami verdi,
Agrifoglio di bacche vermiglie,
Oggi di festa è il giorno
Per tutte le famiglie.
Lassù una stella
Nella notte oscura
Annuncia alba candida,
Neve all'aurora.
Di rosso e vermiglio
Si tinge il cammino,
Natale io aspetto
Perché è vicino.

Charles Ghigna

LETTERINA DI BABBO NATALE - Vivian Lamarque





Quest'anno Babbo Natale ha deciso di  fare il contrario e scrivere lui una letterina di richieste a tutti i bambini...


LETTERINA DI BABBO NATALE 


È arrivata una letterina

anzi sono un milione

anzi sono un miliardo

c’è una lettera

per ogni bambino

è una letterina di Natale

è una letterina

di Babbo Natale.


Evviva apriamo!

Evviva leggiamo!


Cari bambini

sono stato buono

proprio buono tutto l’anno

ecco l’elenco

l’elenco dei doni

grazie mille anticipate

ecco l’elenco

incominciate:


Uno sciroppo

in damigiana

ho tanta tosse

e le renne idem

cento litri di latte

e cento chili di fieno

e uno scatolone

di medicine

per quando ho la febbre

a trentanove

e non posso uscire

che nevica o piove.


Degli stivali

mi raccomando rossi

e un berretto nuovo

e…  ccì! eccì!

e un chilometro di fazzoletti

e anche un nuovo dvd.

Ma come???


E niente a noi???


“Per quest’anno

faremo il contrario

siete d’accordo?


Non c’è avere

senza dare

per un anno si può fare…"


Vivian Lamarque






21 dicembre 2021

SOLSTIZIO D'INVERNO - Antonio Carcuro






 Il termine "solstitium" deriva  dal latino "sol" (sole) e "sistere" (stare fermo), significa pertanto : "sole fermo"
Astronomicamente è definito come il momento in cui il sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima o minima.
Nei giorni intorno al solstizio d'inverno infatti, la nostra calda stella sembra  smettere di calare rispetto all’equatore celeste,  quindi tramontare e  risorgere dalla stessa posizione, per poi invertire il suo cammino e ricominciare il moto di avvicinamento all'equatore celeste, dandoci più ore di luce. 
 Al contrario di quanto si possa pensare a causa del freddo, il sole durante il solstizio invernale si trova nel punto maggiormente vicino alla Terra, solo che i suoi raggi arrivano molto inclinati e quindi riscaldano meno. 
Ci sono due solstizi annuali : quello invernale che si verifica intorno al 21 dicembre e quello estivo intorno al 21 giugno quando il sole raggiunge il punto di declinazione massima.


Anticamente attribuivano forti significati a questo evento,  ad esempio il simbolo del passaggio dalle tenebre alla luce, o  anche della morte e della rinascita: la morte del vecchio dio Sole e la nascita del vitale Sole giovane  (il "Dies Natalis Soli Invicti" – il giorno di rinascita del Sole Invitto). 
I romani  celebravano  con grandi fuochi e candele  la festa del "Sol invictus", una celebrazione della rinascita che secondo alcuni è l'origine pagana del Natale, mentre nella tradizione germanica e celtica, il solstizio d'inverno coincideva con la festa di Yule, che segnava la fine del buio e un graduale ritorno alla luce.
Durante il solstizio d’inverno si usa appendere l’agrifoglio in casa, simbolo di protezione e difesa dalle negatività, che negli antichi miti nordici simboleggiava  l’anno morente che soccombe al nuovo anno nella simbolica battaglia  del Vecchio Dio del Cielo, il Re Agrifoglio, contro il giovane Re Quercia.


SOLSTIZIO D'INVERNO

Quando a dicembre arriva il solstizio

che dell’inverno scandisce l’inizio

il sole pare diventare più mite ed umano

non fa più l’altezzoso nel cielo lontano

insieme a noi si leva tardi al mattino

si tira pigramente sul tetto vicino

rimanendo incantato tutto il giorno

a guardare curioso le case intorno

non c’è chi non lo veda affacciare

che non lo faccia subito entrare

accogliendolo con cordialità e calore

come si trattasse d’un ospite d’onore

in realtà sembra che al solstizio

sia la festa del sole ad avere inizio.


Antonio Carcuro



13 dicembre 2021

SANTA LUCIA



     
Il 13 Dicembre si festeggia Santa Lucia, una Santa che mi è particolarmente cara... probabilmente perché la mia adoratissima nonna è una sua fervente devota e da sempre, ne ha un' immagine in stanza da letto con un lumino sempre acceso.
La storia del suo martirio è poi una tra le più appassionanti e mia nonna me la raccontava spesso, anche se, ovviamente, in una versione molto personalizzata!
Ecco una breve agiografia, per conoscere meglio questa grande santa.

 S.Lucia-Giovanni Ricca



La vergine e martire Lucia è una delle figure più care alla devozione cristiana.
Il nome Lucia proviene dal latino lux e significa luce, luminosa, illuminante.
E' considerata dai devoti la protettrice degli occhi, oculisti, elettricisti, scalpellini sarti ,ricamatrici, donne di malavita pentite.

 Santa Lucia - Agostino Ciampelli

I dati storici e biografici giunti fino a noi sulla Santa  sono veramente pochi e non permetto­no di tratteggiarne la figura con dovizia ed esattezza di particolari.
Nacque a Siracusa fra il 280 e il 290 d.C.,da genitori nobilissimi: secondo una leggenda,la discendenza della santa proverrebbe direttamente dalla famiglia di Archimede.
 Non conosciamo il nome del padre, conosciamo invece quello della mamma: Eutichia, nome greco che significa «fortunata» o «buona fortuna».
All'età di cinque anni Lucia perse il padre e la madre Euti­chia fece del suo meglio per infondere nella mente e nel cuore della figlia le eterne verità della religione cristiana e  Lucia, si fortificava nella fede e nella pratica delle virtù «crescendo in età, sa­pienza e grazia» come il suo modello Gesù, che amava con tutto il suo ardore giovanile.



Madonna con Bambino e Santa Lucia - Francesco Vanni

Gli efficaci insegnamenti di mamma Euti­chia sulla nuova religione penetrarono pro­fondamente nella mente e nel cuore della gio­vane e bella Lucia, tanto da spingerla a con­sacrare tutta la sua vita all'amore di quel Dio che si manifestava con forza e dolcezza alla sua anima pura e sensibile.
Eutichia, era da anni ammalata e aveva speso ingenti somme per curarsi, ma invano. 
 Durante un pellegrinaggio sulla tomba di Sant’Agata per implorare la guarigione della madre, in uno stato di estasi,a Lucia   apparve la Santa Catanese, che le profetizzò il martirio. Nello stesso momento Eutichia guarì dalla grave forma di emorragia di cui soffriva da lungo tempo
Tornata a Siracusa, ancor più forte nella fede in Gesù Cristo, decise di votarsi completamente a Lui, rinunciando al matrimonio e ai beni che possedeva, distribuendoli ai poveri della città.

Elemosina di S.Lucia-Pasqualino Rossi
Chiesa S-Lucia Serra San Quilico (An)


Ciò non piacque al pagano cui era promessa sposa che la denunciò al prefetto Pascasio: Lucia fu così arrestata con l’accusa di essere cristiana.
Era il periodo in cui Diocleziano aveva scatenato l’ultima e più cruenta persecuzione contro i cristiani in tutto l’Impero RomanoLucia fu dunque arrestata e condotta alla presenza del prefetto Pascasio. Questi, che conosceva la giovane soltanto per fama, quando la vide se ne invaghì per la sua avve­nenza e per la sua modestia, e tentò con ogni mezzo di distoglierla dalla fede cristiana.Si narra che Pascasio si sarebbe invaghito di Lucia soprattutto per lo splendore degli occhi, limpidi e fulgenti come stelle e che al fine di spegnerne la  passione , Lucia si sarebbe strappati gli oc­chi e glieli avrebbe inviati dentro un piatto d'argento.  A motivo di questo leggendario episodio e per il nome stesso di Lucia, che si­gnifica «luce», nacque poi una grande devo­zione popolare per la santa siracusana, invo­cata specialmente come protettrice degli occhi.

 S. Lucia- Jacopo Palma il Giovane-(1628)
Chiesa dei SS.Geremia e Lucia (Venezia)

Pascasio, ritenendosi provocato e umiliato davanti alla corte, furente di rabbia, ordinò ai lenoni d'impadronirsi della casta giovane e presentarla al ludibrio del popolo, affinché dopo essere stata violata la cogliesse la morte. Ma lo Spirito Santo la rese immobi­le e nessuno poté spostarla dal luogo in cui si trovava, nemmeno un migliaio di soldati che, legatala con funi alle mani e ai piedi, comin­ciarono tutti insieme a tirarla da ogni parte. Allora fremente di ira ,Pascasio ordinò che si attaccassero tante paia di buoi al fine di rimuovere l'immobile giova­ne. I buoi furono attaccati, eccitati, percossi, ma, nonostante la loro proverbiale forza, non riuscirono a spostarla di un millimetro. 

Vincenzo Pagani- Santa Lucia in gloria d'angeli

Siccome la pena fissata dagli editti imperiali per i bestemmiatori degli dèi e per i maghi era il supplizio del fuoco, Pascasio, ormai convinto che  Lucia fosse una maga, la condannò al rogo e ordinò che fosse acceso un gran fuoco intorno a Lucia e che fosse ali­mentato da legna di teda (pino selvatico mol­to resinoso), pece ed olio in quantità, affin­ché il corpo della caparbia vergine venisse consumato il più presto possibile. Si verificò allora un nuovo, straordinario prodigio: le fiamme che l'avvolgevano da ogni parte la la­sciarono illesa.Era però giunta l'ora dell'atteso martirio in cui Lucia avrebbe finalmente potuto con­giungersi al suo Sposo celeste e infatti quando ,sempre più furioso, Pascasio ordi­nò di sgozzarla, un soldato le si avvicinò e le trafisse la gola con un pugnale e fu così che la giova­ne nobildonna rese la sua splendida anima a Dio e ricevette da lui la duplice corona della verginità e del marti­rio. Era il 13 dicembre dell'anno 304 dopo Cri­sto.

Filippino Lippi - S.Lucia-
museo dell'Opera del Duomo (Prato)

Dopo l'eroica morte di Lucia, il suo corpo fu devotamen­te sepolto in un sarcofago all'ingresso delle catacombe di Acradina, dove la martire si era recata tante volte con la pia madre Eutichia per assistere alla celebrazione dei Sacri Mi­steri. Fino a quando il corpo di Lucia sia rimasto nel suo sepolcro non si sa. Non si sa neppure con precisione dove oggi si trovino veramen­te le sue preziose reliquie, perché due tradi­zioni differenti e contrastanti le indicano in luoghi diversi e nessuna delle due è storica­mente ineccepibile

Santa Lucia - Artemisia Gentileschi (1642-1644)


 La prima tradizione è ri­ferita da una relazione del decimo secolo nella biografia del vescovo Teodorico di Metz  dove si narra che il vescovo, venendo in Italia con l'imperatore Ottone, si portò via molte reliquie di santi. La traslazione a Metz (Francia) di reliquie di santa Lucia, vere o presunte, è anche attestato dagli Annali della città, all'anno 970.  Si  riferisce an­cora che il vescovo Teodorico, nel 972, innal­zò un altare in onore di santa Lucia e che, nel 1042, un braccio della martire fu donato al monastero di Luitbourg. 

 Santa Lucia - Benvenuto Tisi

La seconda tradizione è attestata da Leone Marsicano (m. 1115) e dal cronista veneziano Andrea Dandolo (m. 1354). Essa dice sostan­zialmente che da Siracusa le reliquie di santa Lucia sarebbero state trasferite a Costantino­poli dal generale greco Giorgio Maniace, per sottrarle al furore devastatore dei Saraceni. Quando poi, nel 1204, la città fu conquistata dai Crociati, sarebbero state da questi tra­sportate a Venezia e collocate nel monastero di San Giorgio. Questa seconda tradizione è la più comune e anche la più probabile. Nel 1280 il corpo di santa Lucia sarebbe stato trasferito dal monastero di San Giorgio ad una chiesa dedicata alla santa (eccetto un braccio che sarebbe rimasto in San Giorgio), ma nel 1860 Pio IX l'avrebbe fatto trasferire nella chiesa dei Santi Geremia e Lucia, dove si venera ancora oggi.


Spoglie di Santa Lucia - Chiesa dei SS. Geremia e Lucia (Venezia)

I Siracu­sani hanno fatto vari tentativi per riavere il corpo della loro amatissima martire, ma i Ve­neziani, che le sono altrettanto devoti, non hanno voluto concederlo. A Siracusa si con­servano tuttavia alcune reliquie di santa Lu­cia, tra cui le sue vesti. Ma la reliquia più pre­ziosa è senz'altro il suo sepolcro, molto vene­rato dai Siracusani, che hanno elevato la san­ta martire a loro protettrice e patrona della città.Le sacre spoglie della santa tornarono eccezionalmente a Siracusa per sette giorni nel dicembre 2004 in occasione del 17º centenario del suo martirio.

Santa Lucia- anonimo del secolo XVIII. 

POST PIU' POPOLARI

SANTA CHIARA D' ASSISI - 11 Agosto

SANTA CHIARA D' ASSISI "Per la grazia di Dio, l'anima dell'uomo fedele, che è la più degna di tutte le creature, è...