24 giugno 2019

ESSERE RONDINE - Mario Luzi


"Bisogna essere leggeri come una rondine, non come una piuma."
(Paul Valery)

ESSERE RONDINE

Sgorgano
l'una dall'altra 
esse, traboccano 
fuori dal loro primo caldo gruppo, l' una 
dopo l' altra, disfano 
le loro rapide pattuglie 
sbandando sotto la loro impavida veemenza 
ed eccole si lanciano, 
nero zampillo ricadente, 
su, alte nell' aria, ma poco - 
è solo 
un primo assaggio 
di compressa fiamma 
poi allungano 
quello, un primo guizzo 
ciascuna più in alto - ciascuna 
più, vorrebbe - il loro getto 
ma non oltre il perimetro 
del loro aereo campo, 
non oltre il dominio della loro forza 
e toccato quel limite rientrano 
planando ad alta quota, 
impetuosamente si rituffano 
nella conca di quella 
inesauribile fontana. 

C'è pena 
o c'è felicità in quel fervere 
o in quell' affannarsi? 
che c'è in quel vorticare 
della vita dentro i suoi recinti? 
Sono libere 
quelle anime 
ma libere di muoversi 
a un ritmo segnato... 
che dice la molle ricaduta 
che cosa la razzante ascesa 
e la frenetica frecciata - 
si occulta spesso, 
talora si lascia leggere 
un pensiero 
scritto in ogni parte 
in ogni parte operante. 
Lo esprimono 
forse esse, lo gridano con strazio ed ebrietà, 
ne infuriano- 
è questo il loro essere rondini, 
in quella irrequietudine è la loro pace.

Mario Luzi

O CAFÈ - Giovanna De Santis


Contrariamente a quanto comunemente si crede,  la "tazzulella 'e cafè", ovvero la classica tazzina di caffè, non ebbe  le sue origini a Napoli.
Il caffè sarebbe stato scoperto dai nomadi etiopi che avevano notato come i propri animali domestici diventavano più energici dopo aver mangiato il frutto degli alberi del caffè.
Notando che avevano lo stesso effetto anche sugli uomini, impararono a ricavarne una bevanda dai semi tostati, che poi si diffuse in altri territori e che i napoletani magistralmente perfezionarono...

O CAFÈ

Staie sempe 'ngazzato sempe niro 
sempe black ma... se doce doce scenni...
dinto a na porcellana raffinata
o dinto a na trasparenza si sovrano e l'universo
Pure a chiesa e ogni potente vene addu ttè
nasce 'o Brasile cunto o tiempo 
addo' 'o sole 'o vonno ffa' murì
ma senza 'e te 'mamma terra nun gira
si una de tre cose belle da vita ammore famiglia
e tu o cchiù vero amico
staje sempe niro sempe black
me faje ngazzà pure 'a mmè
ma senza 'e te nun posso sta'
cafè tu si fefè o cchiù bello core che c'è 
si magia d'energia ogni femmena ogni ommo 
pe ttè faje cadè
e, pe mmè si poesia cammumilla
essenza e ogni matina a primma 
trasgressione da vita mia
tavola imbandita o streminzita
si viento quiete e ogni stagione
t'inchini a ogni benvenuto
fefè n'paraviso o inferno miettece a bona parola
tu nun me mancà...tu o può ffa
nisciuno angelo te po' dicere no
alla fine e ogni discussione
tu si l'unico ca' mette sempe pace 
fefè e meno male ca si nato
tu si na potenza mondiale
pe a tazzulella Napule signora è addiventata 
e se Napule chiamma pe tte' tutto guverno
chiamma o pianeta sulo... pe se cunsulà
cafè si amaro e doce si aroma arabica
si Sud pure tu vaje cammenanno
pe' o munno pure tu

Giovanna De Santis

23 giugno 2019

BENEDIZIONE IRLANDESE - attribuita a San Patrizio


A voi una benedizione che in molti attribuiscono a San Patrizio, santo protettore dell'Irlanda, il paese che viene chiamato anche "Isola di smeraldo" o "Paese Verde" per le sue immense distese di prati e pascoli...

BENEDIZIONE IRLANDESE

Possa la fortuna essere tua
e possano le tue gioie non avere mai fine.
Possa la strada venirti incontro,
il vento essere sempre alle tue spalle
il sole riscaldarti il viso
e la pioggia cadere dolcemente sui tuoi campi
e fino a quando ci rincontreremo
possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano.

Possano le gocce di pioggia cadere dolcemente sulla tua fronte
i dolci venti rinfrescarti l’animo
il sole illuminare il tuo cuore
i pesi della giornata essere leggeri su di te
e possa Dio circondarti con il mantello del Suo amore.

Che ci sia sempre lavoro da fare per le tue mani
possa il tuo borsellino contenere sempre una o due monete
il sole risplendere sempre sul vetro della tua finestra
un arcobaleno seguire sempre ogni pioggia
la mano di un amico essere sempre vicino a te
possa Dio colmarti il cuore di gioia per rallegrarti.

Possa tu sempre avere…
un raggio di sole per riscaldarti
buona fortuna per deliziarti
un angelo protettore
così che niente ti possa far male
riso per rallegrarti
e amici fedeli accanto a te
e, ogni volta che pregherai,
possa il cielo ascoltarti.

(attribuita a San Patrizio)

PREGHIERA DI MADRE TERESA DI CALCUTTA


PREGHIERA DI MADRE TERESA DI CALCUTTA 

Signore, quando ho fame,
mandami qualcuno che ha bisogno di cibo;
Quando ho sete,
mandami qualcuno che ha bisogno di una bevanda;
quando ho freddo,
mandami qualcuno da scaldare;
quando ho un dispiacere,
mandami qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante,
fammi condividere la croce di un'altro;
quando sono povero,
guidami da qualcuno nel bisogno;
quando non ho tempo,
dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato,
fa che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato,
mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri,
dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me,
mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso,
attira la mia attenzione su un'altra persona;
Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli,
che in tutto il mondo vivono e muoiono poveri e affamati.
Dà loro oggi, usando le nostre mani,
il loro pane quotidiano,
e dà loro, per mezzo del nostro
amore comprensivo, pace e gioia.


21 giugno 2019

NOTTE D'ESTATE- F. G. Lorca




A domani!

NOTTE D'ESTATE

L' acqua della fonte
suona il suo tamburo
d' argento.
Gli alberi
tessono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella

Federico Garcia Lorca

IL LEONE E IL MOSCHERINO - Jean de La Fontaine


IL LEONE E IL MOSCHERINO

– O triste insetto, o fango della terra,
vai lontano – un Leone così diceva,
rivolto a un Moscherino, che rispondeva
per vendicarsi e per sfidarlo a guerra:

– Pensi tu che il tuo titolo di re della foresta
possa indurre paura in uno come me,
che traggo un bue più grosso anche di te
a fare come voglio io? 

E detto questo, suona alla carica,
egli stesso eroe e trombettiere,
sopra il Leone piomba
e dapprima sul collo lo punge.

L’occhio scintillante, il Leone balza punto da quello spillo 
e furibondo rugge e quasi impazzisce,
e le altre belve spaventate fuggono,
tutto per colpa d’un essere così piccolo.

Quell’embrione di mosca, come dico,
le narici, il muso e gli occhi a caso punge:
la rabbia monta del Leone al naso,
e ride l’invisibile nemico.

Ride il Moscerino, vedendo che la bestia impazzita
graffia, morde se stessa e l’aria spazza,
sbatte la coda, e si colpisce furiosamente
fino a dilaniarsi da solo.

La grossa bestia a tanta maledetta
battaglia cade, mordendo la sabbia.
L’insetto, sfogata la sua rabbia,
come suonò la carica, annuncia
la vittoria per tutta la campagna.
Ma volle il suo destino
che cadesse in una ragnatela,
e vi lasciò la pelle il Moscherino.

Due cose sembra a me
che possa questa favola insegnare:
prima che il più terribile non è
il più grosso nemico, come pare.
E poi che si può vedere
che molti, che si salvano dal mare,
affogano tante volte in un bicchiere.

Jean de La Fontaine


L’ESTATE SUI CAMPI - Alfonso Gatto


 Una dolce serata estiva, ascoltando il frinire dei grilli nascosti  tra l'oro del grano...

L’ESTATE SUI CAMPI

Splende a distesa il giorno
rosato alla pianura,
la tremula calura
richiama a lungo intorno
dall’alto il visibilio
dei passeri nel sole.
...Il grano trema e nere
si schiudono farfalle
all’afa azzurra; d’oro,
riversa a quel ristoro
di luce, nelle gialle
stoppie bisbiglia l’aria...
...Così morbido e solo
scorre sul fiume il verde
silenzio che alle valli
odoroso si perde.
Restano i campi gialli,
monotona campagna
dei grilli e della sera...

Alfonso Gatto

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