18 luglio 2015

IL MARE DEI RICORDI-Marina Pacifici



Navigando il mare dei ricordi si rischia di affogare nella nostalgia... eppure, citando il Leopardi, "il naufragar m’è dolce in questo mare “…

IL MARE DEI RICORDI...

Nel mare dei ricordi
la nostalgia
mi sospinge alla deriva.

Il fremito d'ali dei gabbiani
fende l'azzurro,
sfida il cobalto.

Il sole implacabile
scocca feroci dardi dal suo dominio celeste.

Ed il tuo sorriso
nella luce abbagliante
m'abbraccia in soave sussurro,
vincendo delle onde impetuose l'urlo.

Chissà su quale remota rotta veleggerai,
ora che siamo inesorabilmente
dispersi e lontani.

Il canto della corrente
la carezza onirica della tua voce
mi lambisce
nel blu rifulgente.

E un altro giorno in fuga
sulla scogliera desolata
della mia sera si frange.
Il palpito della malinconia
incendia di porpora il crepuscolo
della mia solitudine.

Ed il petalo scarlatto del rimpianto
Verso il tuo evanescente miraggio vola
allo zenit terso
nell'elegiaca ora.

Dove sarà il tuo porto
nelle nebbie del rimpianto disperso?

Il mio cuore
nell'attesa senza fine di Te
come un antico faro abbandonato
nel gemito del vento,
nella sferza delle correnti
di nostalgia langue.

Marina Pacifici

16 luglio 2015

LA BAMBINA DELLE STELLE - dal web


Un ragionamento semplice ma efficace che solo una piccola creatura poteva concepirlo: noi "grandi" siamo invece tanto più bravi a complicare ogni cosa!

 LA BAMBINA DELLE STELLE 

Una tempesta terribile si abbatté sul mare.
Lame affilate di vento gelido trafiggevano l'acqua e la sollevavano in ondate gigantesche che si abbattevano sulla spiaggia come colpi di maglio, o come vomeri d'acciaio.
Aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare.
Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l'acqua si placò e si ritirò.
Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell'agonia migliaia e migliaia di stelle marine.
Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa.
Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa.
 Arrivarono anche troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. 
Le stelle marine erano quasi immobili.
Stavano morendo.
Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c'era anche una bambina che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare.
Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.
All'improvviso la bambina lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia.
Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell'acqua.
Poi tornò indietro e ripeté l'operazione.
Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò:
Ma che fai ragazzina?"
"Ributto in mare le stelle marine.
Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia" - rispose la bambina senza smettere di correre.
"Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte.
Sono troppe!" - gridò l'uomo.
"E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa!
Non puoi cambiare le cose!"
La bambina sorrise, si chinò a raccogliere un'altra stella di mare e gettandola in acqua rispose: "Ho cambiato le cose per questa qui".
L'uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia.
Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua.
Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell'acqua.
Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell'acqua.

"Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare."

(dal web)


14 luglio 2015

TI AUGURO UN' ESTATE - Antonio Curnetta


Ecco l' estate che vi auguro...

TI AUGURO UN' ESTATE

Ti auguro un'estate
di colori e sapori,
di sole e di mare,
di amici e risate,
di viaggi e scoperte,
di avventura e passione.
Ti auguro un'estate
da conservare nel cuore,
come in una conchiglia,
a cui porgerai l'orecchio
negli inverni della tua vita
e sentirai dentro
il mare dolce dei ricordi.

Antonio Curnetta

23 giugno 2015

LECTIO MAGISTRALIS - Nikifòros Vrettàkos



Una lezione magistrale dal mondo floreale...

LECTIO MAGISTRALIS

Se mi vedessero stare in piedi immobile, 
in mezzo ai miei fiori, 
come in questo istante,
penserebbero che
sto tenendo loro una lezione. 
Invece
sono io che ascolto
e loro che parlano.
Lì, in mezzo a loro,
mi insegnano la luce.

Nikifòros Vrettàkos

PAPAVERO- Marilena Rimpatriato




Un bacio ardente dalle labbra rosso papavero della splendente estate!

PAPAVERO

Senti,
i baci ardenti dell’estate appena giunta,
tra l’oro di spighe ondeggianti,
che sibilano la loro pacata preghiera di vento
al turchino del cielo.

Io ti ammiro, papavero,
mentre ti pavoneggi in una morbida danza di rosso rubino,
bellezza di una vita da poco destata di cui
nessuno conosce il destino.

Il gelido torpore dell’ inverno non è che un freddo ricordo,
è tempo di visioni vibranti,
di frutti acerbi,
di albe dorate e frementi.

Tra le dita tremanti di chi coglie il tuo povero gambo
tu sussurri la tua poesia di luce
e racconti la breve storia vissuta su quel fertile campo.

Fu il sole a donarti la vita,
unico imperatore,
maestoso erogatore di calore ed oro,
fu il sole ad ordinartelo,
e tu arrossisti obbediente,
promettendo di ornare a lungo
il suo tempio splendente.

Marilena Rimpatriato

31 maggio 2015

LUCCIOLE- dal web


Buona notte  di fine maggio rischiarata dalle lucciole...

LUCCIOLE

Nell'aria tiepida delle sere di fine maggio
già cercavamo le lucciole
tra i cespugli e l'erba del giardino.
Ricordo le nostre risate e i gridolini di gioia
nel rincorrerle..ed era anche un pretesto per
allungare ancora di più quella splendida giornata
di giochi e corse felici,
per rimandare ancora di mezz'ora
il rituale della "buona notte".
Sono passati tanti anni e il posto è lo stesso
ma gli occhi non guardano più la vita nello stesso modo,
però le lucciole conservano sempre
lo stesso fascino di allora
e quando l'aria si fa tiepida,
provo ancora quell'emozione
che non mi ha mai abbandonata
e con lo sguardo le cerco sempre...
so che tra un pò arriveranno,
anche se meno numerose,
ma torneranno in questo angolo di giardino
come fanno le rondini ogni anno...

(dal web)

STELLA MIA - Clemente Rebora


In mezzo a tante stelle che brillano, diventa difficile distinguere la tua, che prima scintillava solitaria...

STELLA MIA

Leggiadro vien nell’onda della sera
un solitario pàlpito di stella:
a poco a poco una nube leggera
le chiude sorridendo la pupilla;
e mentre passa con veli e con piume,
nel grande azzurro tremule faville
nascono a sciami, nascono a ghirlande,
son nate in cento, sono nate in mille:
ma più io non ti vedo, stella mia.

Clemente Rebora

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