6 febbraio 2021

TITANIC - José Emilio Pacheco


La lunga, eterna tensione di una tempesta produce questo effetto: l’attesa interminabile della catastrofe culminante.
(Joseph Conrad)


TITANIC


La nostra nave si è incagliata così tante volte

che non abbiamo paura di andare fino in fondo.

La parola catastrofe ci lascia indifferenti.

Ridiamo di chi presagisce mali maggiori.

Naviganti fantasma, continuiamo

verso il porto spettrale che retrocede.

Il punto di partenza è già svanito.

Sappiamo da molto tempo che non c'è ritorno possibile.

E se ancorassimo in mezzo al nulla

Saremo divorati dai sargassi.

L ' unica destinazione è continuare a navigare

in pace e in pace fino al prossimo naufragio


José Emilio Pacheco


TERRA E MARE - Aleksandr Puskin

 


"Svuota la tua barca, rendila più leggera. Abbandona le passioni e l'odio e naviga verso la libertà."

Siddhārtha Gautama Buddha


TERRA E MARE


Quando sull’azzurro dei mari,

Zèfiro soffia la sua brezza

Sulle vele dei fieri vascelli

E le barche sull’onde accarezza,

Lasciato il peso dei pensieri,

Nell’inerzia io posso annegare –

Dimentico i canti delle muse,

M’è più caro il mormorio del mare.

Ma quando contro la riva l’onde

Schiumose ruggiscono e fremono,

E il tuono rimbomba nel cielo,

E i lampi nel buio balenano,

Allora i più ospitali querceti

Io ai mari preferisco;

La terra mi sembra più fedele,

E il grave pescatore compatisco:

Vive su una fragile imbarcazione,

Trastullo della cieca corrente,

Mentre io nel silenzio sicuro

Ascolto il fruscio di un torrente.


(Aleksandr Puskin)

MIRACOLI - Walt Whitman


"Ci sono solo due modi di vivere la propria vita: uno come se niente fosse un miracolo; l’altro come se tutto fosse un miracolo."

(Albert Einstein)

MIRACOLI


Perché la gente fa tanto caso ai miracoli?

Per quanto mi riguarda io non conosco altro che miracoli,

sia che passeggi per le vie di Manhattan,

o levi il mio sguardo sopra i tetti, verso il cielo,

o sguazzi coi piedi nudi lungo la spiaggia, proprio sul filo dell’acqua,

o mi fermi sotto gli alberi, nei boschi,

o parli, di giorno, con chi amo, o dorma, di notte, accanto a chi amo,

o sieda a pranzare a un tavolo insieme ad altri,

o getti uno sguardo agli estranei che viaggiano in tram di fronte a me,

o spii le api che nei pomeriggi d’estate si affaccendano intorno all’alveare,

o gli animali al pascolo nei campi,

o gli uccelli, o gli straordinari insetti dell’aria,

la meraviglia del tramonto, le stelle che brillano placide e luminose,

o la delicata sottile curva della luna nuova in aprile;

queste cose, e le altre, una e tutte, sono miracoli per me,

a tutto si riferiscono anche se ognuna è distinta dalle altre,

e al suo posto.

È un miracolo per me ogni ora di luce e di buio,

è un miracolo ogni centimetro cubo di spazio,

ogni metro della superficie terrestre è impregnato di miracolo,

formicola di miracoli ogni centimetro del sottosuolo.

Il mare è per me un miracolo senza fine,

i pesci che nuotano – gli scogli – il moto delle onde –

le navi che portano gli uomini,

quali i miracoli più strani di questi? 


Walt Whitman



5 febbraio 2021

LA LEGGENDA DI MELUSINA


Melusina è un personaggio mitologico protagonista di affascinanti leggende medievali e romantiche.
 Di solito è raffigurata con una coda simile a quella di una sirena o di un serpente.
Probabilmente di origine celtica, la leggenda di Melusina veniva cantata dai trovatori nell’epoca medievale.
La leggenda narra di questa bellissima fata di cui s'innamora Raymondin, lontano eredi dei Lusignano, antica casata francese.
 Melusina accetta di sposarlo, ma a condizione che le sia concesso ogni sette giorni di potersi allontanare per fare il bagno completamente da  sola. 
 Raymondin accetta, ma il fratello notando le assenze di Melusina gli instilla il seme del dubbio e decide si seguirla.
Scopre così che Melusina stava effettivamente facendo il bagno da sola in uno stagno, ma ciò che lo sconvolse fu vedere che dall'acqua spuntava una squamosa coda: maledetta dalla madre, infatti, era condannata a trasformarsi ogni sette giorni . 
Nonostante la grande delusione per non aver mantenuto il patto, Melusina non abbandonò il marito, ma molte disgrazie si abbatterono in poco tempo sulla loro famiglia.
Fino a quando il figlio maggiore incendiò un monastero nel quale morirono tutti i monaci, Raymondin accusò la moglie di aver corrotto l’animo del giovane con il suo spirito diabolico.
Melusina, terribilmente ferita se ne andò per sempre mentre Raymondin, disperato, decise di farsi monaco.




MELUSINA

Guarda, assisa, la vaga Melusina,
Tenendo il capo tra le ceree mani,
La Luna in arco da’ boschi lontani
Salir vermiglia il ciel di Palestina.
Da l’alto de la torre saracina,
Ella sogna il destin dè Lusignani;
E innanzi al tristo rosseggiar dè piani,
Sente de ‘l suo finir l’ora vicina.
Già, già, viscida e lunga, ella le braccia
Vede coprirsi di pallida squama,
Le braccia che fiorian sì dolcemente.
Scintilla inrigidita la sua faccia
E bilingue la sua bocca in van chiama
Poi che a ‘l cuor giunge il freddo de ‘l serpente.

(da"I sonetti delle fate")
 Gabriele D'Annunzio






LA FRECCIA - José Emilio Pacheco


"Poter far del male e non farlo è merito grandissimo!"

(Publilio Siro)


 LA FRECCIA


Non importa che la freccia non raggiunga il bersaglio

Meglio così

Non catturare nessuna preda

Non fare del male a nessuno

Allora l'importante

è il volo, la traiettoria, l'impulso

il tratto d'aria percorso nella sua ascesa

l'oscurità che sfratta quando si conficca

Vibrante

nell'estensione del nulla


José Emilio Pacheco

IO VIVO COME UN CUCULO - Anna Andreevna Achmatova



 A nessuno piace vivere sentendosi prigioniero, anche se magari per pudore, per orgoglio o quanto altro,  lo dissimula e lo stesso canta... 
"L’uccello in gabbia, non canta per amor,  canta per rabbia"


IO VIVO COME UN CUCULO


 Io vivo come il cuculo

Io vivo come il cuculo nell'orologio,

non invidio gli uccelli dei boschi.

Mi danno la carica e canto.

Tu sai, una simile sorte

a un nemico soltanto

posso augurarla.

Anna Andreevna Achmatova





4 febbraio 2021

CANZONE PER UNA SIRENA - Hermann Hesse



“Io son”, cantava, “io son dolce sirena,
che ’ marinari in mezzo mar dismago;
tanto son di piacere a sentir piena!”
(Dante Alighieri, La Divina Commedia, Purgatorio)

CANZONE PER UNA SIRENA

Felicità è il tuo nome, 
scritto dove il sole 
tinge di rosso il mare,
nel silenzio della sera 
e della notte che piano viene,
a rinfrescare dell'animo 
il calore del giorno che ora muore .
infinite luci a disegnare nel buio 
della pianura i contorni, 
vivi laggiu'chissà dove. 
Nel buio è piu facile vedere 
della vita i confini .
Una luce morbida e tenue
a colorare della tua forma 
il profilo, 
a nascondere il fuoco nei tuoi occhi lo sguardo
alla ricerca sono, 
di in un angolo senza sole, 
e senza luce,dove io possa 
senza farmi troppo male guardarti .
Per annegare ancora 
in blu profondi, 
scivolando e cadendo 
senza fine nell'infinito 
dei tuoi abissi .

(Hermann Hesse)

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