12 maggio 2014

NOTTE- Sandro Penna


Buonanotte e luminosi sogni..

NOTTE

Sogno di sparse
finestre illuminate.
Sentire la chiara voce
dal mare. Da un amato
libro veder parole
sparire... - Oh stelle in corsa
l'amore della vita!

Sandro Penna

RISVEGLIO - Walter Gioia


Buon risveglio e abbiate cura di voi come se foste un raro e prezioso fiore...

RISVEGLIO

Qualunque fiore tu sia,quando verrà il tuo tempo,sboccerai.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati ed amati,
senza paragonarti o voler essere un altro fiore,
poiché non esiste fiore migliore di quello che si apre nella pienezza di ciò che è.
E quando ti avverrà, potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che aveva da fiorire.

Walter Gioia
(da  “Alle sorgenti dell’essere” di Walter gioia Meb ed. 1996)

11 maggio 2014

L' AMORE DI UNA MAMMA

  
L' AMORE DI UNA MAMMA

Un angelo scappò dal paradiso per trascorrere la giornata vagando sulla terra. Al tramonto decise di portarsi via dei ricordi di quella visita. In un giardino c'erano delle rose: colse le più belle e compose un mazzo da portare in paradiso. Un po' più in là un bambino sorrideva alla madre. Poiché il sorriso era molto più bello del mazzo di rose, prese anche quello. Stava per ripartire quando vide la mamma che guardava con amore il suo piccolo nella culla. L'amore fluiva come un fiume in piena e l'angelo disse a se stesso: "L'amore di quella mamma è la cosa più bella che c'è sulla terra, perciò prenderò anche quello".
Volò verso il cielo, ma prima di passare i cancelli perlacei, decise di esaminare i ricordi per vedere come si erano conservati durante il viaggio. I fiori erano appassiti, il sorriso del bambino era svanito, ma l'amore della mamma era ancora là in tutto il suo calore e la sua bellezza. Scartò i fior appassiti e il sorriso svanito, chiamò intorno a se tutti gli ospiti del cielo disse: "Ecco l'unica cosa che ho trovato sulla terra e che ha mantenuto la sua bellezza nel viaggio per il paradiso: L'amore di una mamma".

 (dal web)

MAMMA SUBLIME PAROLA - Gilbert Paraschiva


Proprio vero, non mi ero mai accorta che: "Le labbra si bacian due volte tutte le volte che pronunciamo la parola Mamma"...

MAMMA SUBLIME PAROLA

Mamma: sublime parola!
"Non sempre il tempo la beltà cancella..."
scriveva il De Amicis alla sua mamma bella!

"Solo per te la mia canzone vola..."
cantava invece Gigli alla mamma triste e sola!

Alla mia io dicevo invece: "Quanto ti voglio bene!"
Quattro parole sincere che alleviavano le sue pene!

Spesso le cantavo per esprimerle il mio amore
ma anche e soprattutto per rallegrarle il cuore!

Le labbra si bacian due volte e il core mi s'infiamma
tutte le volte che io pronuncio la parola "Mamma!"

Mamma, prima parola che sono riuscito a sillabare
e sarà l'ultima quando questo mondo dovrò lasciare!

Mamma, sei stata il mio unico vero grande amore
ma anche l'unica che mi ha dato il più gran dolore!

Or, dove sei, tu sai il più gran dolore che mi hai dato:
è quello quando il Signore accanto a sè ti ha voluto!

Gilbert Paraschiva

LA MAMMA INSEGNA



LA MAMMA INSEGNA...

La mamma è quella che ti insegna a rispettare il lavoro degli altri:
-”Se dovete ammazzarvi, fatelo fuori di qui, che ho appena pulito!”

La mamma è quella che ti insegna a pregare:
-”Prega Dio che non ti sia caduto sul tappeto!”.

La mamma è quella che ti insegna a rispettare le tempistiche di lavoro:
-”Se non pulisci la tua camera entro domenica, ti faccio pulire l’intera casa per un mese!”.

La mamma è quella che ti insegna la logica:
-”Perche’ lo dico io, ecco perché!”

La mamma è quella che ti insegna ad essere previdente:
-”Assicurati di avere le mutande pulite, non sia mai fai un incidente e ti devono visitare!”.

La mamma è quella che ti insegna l’ironia:
-”Prova a ridere e ti faccio piangere io!”.

La mamma è quella che ti insegna la tecnica dell’osmosi:
-”Chiudi la bocca e mangia!”.

La mamma è quella che ti insegna il contorsionismo:
-”Guarda che sei sporco dietro, sul collo!”.

La mamma è quella che ti insegna la resistenza:
-”Non ti alzi finché non hai finito quello che hai nel piatto!”.

La mamma è quella che ti insegna a non essere ipocrita:
-”Te l’ho gia’ detto mille volte di non farlo, non fare finta di niente!”.

La mamma è quella che ti insegna il ciclo della Natura:
-”Come ti ho fatto, ti disfo!”.

La mamma è quella che ti insegna il comportamento da non tenere:
-”Smettila di comportarti come tuo padre!”.

La mamma è quella che ti insegna cos’ é l’invidia:
-”Ci sono milioni di poveri bambini che non hanno genitori meravigliosi come noi!”

(dal web)



VIVA LE MAMME - L.Littizzetto

             
E ora un gran sorriso con la mia comica di fiducia Luciana Littizzetto!

 VIVA LE MAMME-Sono doni del cielo

Pur essendo una donna tanto approssimativa, una cosa l'ho imparata: che le madri sono come i senatori a vita. Una volta elette, che tu lo voglia o no, continuano a governarti per sempre. Dal seggiolone fino alle soglie della demenza. Tua, naturalmente. Con una tenacia invidiabile. -E stai dritta con la schiena, e mettiti la canottiera, e tagliati la frangia che se no ti rovini la vista, e te l'avevo detto, e assaggia prima di dire che non ti piace, e mastica bene, e bevi piano che è fredda, e non sporgerti dal balcone che la testa è più pesante e cadi giù.
- Questi i capisaldi della loro politica sociale. Per le madri delle femmine si aggiunge: -Ma quand'è che ti compri un bel tailleur?-.
Mia madre, nonostante io abbia diciannove anni per gamba, quando incontriamo qualcuno per strada riesce ancora a dirmi: -Saluta!-.
Resta inteso che sia la donna moderna, sia il maschio del 2002 alla madre vogliono comunque un sacco di bene. Le madri son doni del cielo, come i fulmini, i tomadi e la grandine. Ci sono madri poi che, quando esauriscono le raccomandazioni classiche, si cimentano con avvertimenti che sfiorano la supplica, pericolosamente vicini a patologie della sfera maniacale. Tipo: «Non scendere dall'aereo prima che sia veramente fermo». Oppure: «Vai pure a giocare a calcio, ma mi raccomando: non correre e non sudare». O ancora: «Non aprire il frigo senza il golf addosso che ti prende la polmonite e non stare vicino al camino dalla parte della schiena che ti cuoce il midollo». Il mio amico Marcello, che tutti i giorni per lavoro è costretto a farsi Milano-Bologna in auto, si deve sorbire quotidianamente la preghiera disperata della madre che gli raccomanda: «Attento nelle gallerie!». Peccato che quel tratto di autostrada ne sia sprovvista. E poi aggiunge: «E non posteggiare la macchina dove te la rubano».
Che pazienza... La madre di Elvira e Rosella, ossessionata dalla verginità delle fìglie, quando sa che escono col fidanzato le minaccia così: «Mi raccomando: aprite gli occhi e stringete il... sedere». Che classe.
E quando c'è una mamma, c'è sempre nei paraggi una figlia migliore di tè con la quale fare laceranti paragoni. Il mio confronto costante era una certa Giosetta, antipatica come la merda. «Guarda Giosetta che s'è fatta i codini!» «Guarda Giosetta che ha già finito i compiti delle vacanze!» «Guarda Giosetta che balla sulle punte!» Poi verso i sedici anni Giosetta ha cominciato a farsi le pere e mia madre miracolosamente ha smesso di fare paragoni. Anzi no. Quando cambio fidanzato mi dice: continua così che fai la fine di Bruc (quella di Beautifui, per capirci).
Poi le madri sono tutte un po' stregone. Fanno diagnosi e prescrivono cure con la sicurezza e la professionalità di un primario delle Molinette non indagato. Mia madre riusciva a sentire se avevo l'alito di acetone a distanza di otto metri e ancora adesso mi dice che quando prude guarisce e mi urla che il naso si soffia prima un buco e poi l'altro. La madre di Bea, quando lei le disse che non rimaneva incinta per via di una tuba otturata, le rispose: «E sturatela!». Formidabile.
Poi c'è la mamma dei miei amici Linuccia e Saverio che è un monumento all'ironia involontaria. Un donnone pugliese vecchio stampo che cucina tutto il giorno. Ventiquattr'ore su ventiquattro. E la sua unica soddisfazione è che i figli mangino. Basta. Linuccia fa la dieta ormai dal giorno della sua prima comunione, ma la madre pur avendo sotto gli occhi il fisico della figlia, che è sinuoso come un pezzo di torrone Sebaste, non può fare a meno di raccomandarle sempre e quasi in lacrime: «Linu' non dimagrire troppo che poi ti scende il rene». Saverio invece ha gettato la spugna. A oggi pesa centodieci chili. Metà muscoli e metà dolci al cucchiaio. Ma la mamma Zita comunque davanti alle sue betoniere tanto amate, che sono ciccia della sua ciccia, continua con le sue folli raccomandazioni: «E mangia l'insalata che tanto è solo acqua». Che fin lì può anche essere. «E mangia la verdura che tanto è solo acqua.» Come faccia la caponata a essere solo acqua, è veramente un mistero. «E mangia il pesce che tanto è solo acqua.» Ora, a rigor di logica, una volta che il pesce è pescato, l'acqua non c'è più. E poi lei cucina fritto di mare, mica sogliola al vapore. Quando invece ti serve la carne e si rende conto che dire «è solo acqua» è un po' un azzardo, allora temeraria ripete: «E mangia la carne che tanto è solo carne». Un genio. E quando il figlio la fa arrabbiare? Gli grida così: «Io ti ho dato la vita e io tè la tolgo! Era meglio che mi compravo un maiale invece di comprare a tè. Almeno a Natale l'ammazzavo e ci facevo i salami». Insomma. Qualcosa di culinario c'è sempre.

Luciana Littizzetto



UNA FATA - Laura Marchetti


Per tutti la mamma è un angelo o una fata che possiede la bacchetta per sanare quasi ogni male, anche o soprattutto quando non c'è fisicamente più... che fortuna chi ancora ce l'ha e può stringerla al cuore e farle oggi gli auguri!

UNA FATA
Ascoltavo, rapita, la fiaba di Pinocchio
e quella fata azzurra, per magia,
usciva dal libro
e mi prendeva per mano,
quando stavo male,
quando avevo paura del buio.
Seguiva i miei passi sicura e presente,
mi rialzava nelle cadute,
nelle difficoltà.
Da fata azzurra si trasformava in scudo,
pronto a difendermi dalle avversità della vita,
quella vita che spesso non dà quel che promette.
Quell'angoscia, che ho sempre provato
pensando alla sua assenza.
Una fata,
che ho invocato nel momento del bisogno
e che continuo a farlo anche oggi,
che lei, non c'è più...
Ma le fiabe non sempre finiscono bene
e questa è la vita e non una fiaba
Mia madre,
il tempo di un ricordo...
Di tornare tra le pagine
del mio cuore.

Laura Marchetti

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